{"id":34380,"date":"2016-05-05T00:00:00","date_gmt":"2016-05-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-deus-ex-machina-di-un-accordo-ue-e-cina\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:45","slug":"italia-deus-ex-machina-di-un-accordo-ue-e-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/italia-deus-ex-machina-di-un-accordo-ue-e-cina\/","title":{"rendered":"Italia, deus ex machina di un accordo Ue e Cina?"},"content":{"rendered":"<p>Riconoscere o meno alla Cina lo status di economia di mercato (Market economy status &#8211; Mes)? \u00c8 questo il dilemma che l\u2019Unione europea dovr\u00e0 affrontare quest\u2019anno, facendo una riflessione  sulle circa 52 misure anti-dumping in corso contro le importazioni cinesi di acciaio, ceramica, prodotti della meccanica e altro.<\/p>\n<p>Si tratta almeno del 1,4% sul totale delle importazioni europee dal gigante asiatico. Queste misure permettono alla Ue di proteggere alcuni settori industriali considerati strategici.<\/p>\n<p>Se alla Cina verr\u00e0 riconosciuta la Mes, sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile per la Ue attuare i dazi antidumping, anche se le regole dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Omc) prevedono comunque altre misure di difesa anti-sussidio \u2013 le cosiddette <i>countervailing measures<\/i>.<\/p>\n<p>La decisione che dovr\u00e0 prendere la Ue \u00e8 sia economica, che politica. In gioco ci sono infatti le relazioni con la Cina, secondo partner commerciale dell\u2019Europa (dopo gli Usa) e un investitore sempre pi\u00f9 importante per il vecchio continente.<\/p>\n<p><b>La rivalit\u00e0 con la Cina piace agli elettori Usa<\/b><br \/>Pechino sostiene che in base all\u2019art. 15 (d) del protocollo di accesso all\u2019Omc siglato a fine 2001, dopo il periodo transitorio di 15 anni i Paesi aderenti all\u2019accordo devono riconoscere alla Cina lo status di Mes. Tra questi ci sono anche Ue e Stati Uniti anche se quest\u2019ultimi hanno gi\u00e0 fatto sapere che non concordano con questa interpretazione e pertanto non concederanno a Pechino la Mes alla fine di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Gli Usa si preparano in questo modo a uno scontro diretto con la Cina in seno all\u2019Omc, consci che in caso di ripetute soccombenze di Washington davanti al tribunale d\u2019appello dell\u2019Omc, quest\u2019ultimo autorizzer\u00e0 Pechino a imporre sanzioni di vario tipo che penalizzino le esportazioni statunitensi.<\/p>\n<p>L\u2019approccio poco conciliante degli Usa deve molto alla campagna presidenziale in corso, che spinge i candidati a essere critici verso Pechino, una posizione gradita a molti elettori. Gli Usa hanno apertamente chiesto agli europei di seguirli sulla questione della Mes, altrimenti ci potrebbero essere rischi per il Ttip (il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti). Gli europei rischiano per\u00f2 di pagare molto pi\u00f9 caro degli Usa una posizione di antagonismo nei confronti di Pechino.<\/p>\n<p>Mentre per Washington la Mes con la Cina fa parte di un gioco pi\u00f9 ampio per \u2018contenere\u2019 il gigante asiatico e le sue mire espansionistiche, in particolare in Asia, un allineamento sulla posizione degli Usa rischia di far guadagnare poco agli europei, mentre far\u00e0 sicuramente perdere all\u2019Europa quell\u2019attrattivit\u00e0 che si \u00e8 guadagnata negli anni agli occhi dei cinesi. Inoltre, sulla questione della Mes non c\u2019\u00e8 unanimit\u00e0 all\u2019interno della Ue.<\/p>\n<p><b>Europa divisa<\/b><br \/>La consultazione pubblica sulle conseguenze della Mes condotta dalla Commissione europea si \u00e8 conclusa il 20 aprile. Al di la\u2019 dei risultati, \u00e8 poco probabile che cambi le posizioni dei partner europei, per ragioni sia ideologiche che strutturali.<\/p>\n<p>A sostegno della Mes ci sono i paesi del nord Europa, capitanati dalla Gran Bretagna, ma anche l\u2019Irlanda, l\u2019Olanda, i paesi scandinavi e molte delle nazioni dell\u2019Europa centro-orientale. Questi ultimi non hanno una grossa base industriale da difendere, mentre sono affamati di investimenti cinesi che arriveranno senz\u2019altro a coloro che sostengono la Mes, come sottolineato dallo stesso presidente cinese.<\/p>\n<p>Per quei Paesi del nord Europa che rischiano, invece, di vedere alcune industrie chiudere \u2013 come \u00e8 il caso dell\u2019acciaio inglese \u2013 qualche migliaio di posti di lavoro persi saranno compensati dai benefici di un legame sempre pi\u00f9 stretto con Pechino, oltre a investimenti a pioggia e un ruolo di primo piano per la City di Londra, che contribuisce molto di pi\u00f9 dell\u2019industria al Pil inglese.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico paese Ue che si \u00e8 schierato apertamente contro la Mes alla Cina. Gli altri grandi paesi manifatturieri come Germania, Francia e Spagna hanno scelto una posizione attendista, consci delle ripercussioni su alcuni dei loro settori industriali se la Mes dovesse passare, ma anche attenti a non mettere a rischio le loro buone relazioni con Pechino.<\/p>\n<p>Questi Paesi stanno considerando la possibilit\u00e0 di un compromesso sulla questione. La Germania, in particolare, sta valutando se affiancare a una eventuale decisione &#8216;politica&#8217; di riconoscere alla Cina la Mes &#8211; cosa che permetterebbe al regime cinese di \u2018salvare la faccia\u2019 e all\u2019Ue di ingraziarsi l\u2019ala riformatrice del partito \u2013 il mantenimento di una serie di misure di difesa anti-sussidio, necessarie per proteggere quei settori industriali considerati strategici. In questo modo la Ue segnalerebbe che con l\u2019avanzare delle riforme e l\u2019apertura del mercato cinese, queste potrebbero essere gradualmente tolte.<\/p>\n<p><b>Un ruolo per l\u2019Italia<\/b><br \/>La soluzione del compromesso potrebbe essere anche nell&#8217; interesse dell&#8217;Italia. Se il governo di Matteo Renzi lo volesse, potrebbe rimescolare le carte al tavolo negoziale Ue e divenire il deus ex machina di un compromesso storico tra Ue e Cina.<\/p>\n<p>*<i><font size=\"1\">Parti di questo articolo sono stati pubblicati in precedenza sul Sole 24 Ore del 19 aprile 2016<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riconoscere o meno alla Cina lo status di economia di mercato (Market economy status &#8211; Mes)? \u00c8 questo il dilemma che l\u2019Unione europea dovr\u00e0 affrontare quest\u2019anno, facendo una riflessione sulle circa 52 misure anti-dumping in corso contro le importazioni cinesi di acciaio, ceramica, prodotti della meccanica e altro. 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