{"id":34410,"date":"2016-05-08T00:00:00","date_gmt":"2016-05-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/girone-in-italia-in-attesa-di-mosse-diplomatiche\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:44","slug":"girone-in-italia-in-attesa-di-mosse-diplomatiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/girone-in-italia-in-attesa-di-mosse-diplomatiche\/","title":{"rendered":"Girone in Italia, in attesa di mosse diplomatiche"},"content":{"rendered":"<p>In attesa della costituzione del Tribunale arbitrale, che sarebbe dovuto entrare in funzione a norma dell\u2019annesso VII alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, l\u2019Italia aveva chiesto al Tribunale internazionale del diritto del mare (Amburgo) una misura provvisoria volta al rientro di Salvatore Girone e alla permanenza di Massimiliano Latorre in Italia. <\/p>\n<p>Ma il Tribunale, con l\u2019ordinanza del 24 agosto scorso, aveva congelato la situazione: permanenza in Italia di Latorre per motivi di salute; libert\u00e0 vigilata in India di Girone. Di qui la mossa italiana di chiedere al Tribunale arbitrale, una volta istituito, una nuova misura provvisoria consistente nel rientro di Girone in Italia. <\/p>\n<p>Il Tribunale, con ordinanza del 29 aprile resa pubblica qualche giorno dopo, ha accolto la richiesta italiana, con alcune condizioni, che non hanno reso possibile l\u2019immediato rientro di Girone, tuttora a New Delhi, ospitato dalla nostra Ambasciata, e con l\u2019obbligo di firma settimanale presso la polizia indiana.<\/p>\n<p>Il Tribunale arbitrale dovr\u00e0 decidere se la giurisdizione sull\u2019<i>affare <\/i>dei due fucilieri di marina, imbarcati sul mercantile italiano Enrica Lexie e accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani scambiati per pirati, spetti all\u2019India o all\u2019Italia. I tempi sono gi\u00e0 stati calendarizzati e la sentenza non \u00e8 prevista prima del 2018. I due Mar\u00f2 dovranno quindi vivere nell\u2019incertezza, tranne che un negoziato diplomatico sblocchi la situazione e porti ad una estinzione anticipata della controversia.<\/p>\n<p><b>Le condizioni del rientro <\/b><br \/>Per consentire alla domanda italiana di rientro in Italia di Girone in attesa della decisione finale sulla giurisdizione, l\u2019India ha preteso e ottenuto adeguate garanzie, prima fra tutte il ritorno di Girone in India qualora il Tribunale dovesse optare per la competenza indiana a giudicare i Mar\u00f2. A tal fine, l\u2019Italia ha formalizzato l\u2019impegno in una dichiarazione ad hoc, accettata dal Tribunale come un atto giuridicamente vincolante. <\/p>\n<p>Sul punto \u00e8 da rimarcare l\u2019atteggiamento non ostativo dell\u2019India, che, durante il procedimento presso il Tribunale internazionale del diritto del mare sopra ricordato, aveva rimarcato come l\u2019Italia non \u00e8 uno stato che rispetta il diritto internazionale, non avendo dato esecuzione alla sentenza <i>Germania c. Italia<\/i> resa dalla Corte internazionale di giustizia nel 2012.<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 di pi\u00f9. India e Italia dovranno cooperare, anche di fronte alla Corte suprema indiana, cui spetter\u00e0 decidere le precise condizioni per il rientro, tra cui: obbligo per l\u2019Italia di assicurare che Girone faccia rapporto, ad intervalli regolari, ad un\u2019autorit\u00e0 italiana designata dalla Corte suprema indiana; consegna del passaporto alle autorit\u00e0 italiane e proibizione per Girone di lasciare l\u2019Italia senza il permesso della Corte suprema; obbligo per l\u2019Italia di informare la Corte suprema ogni tre mesi sulla situazione di Girone in Italia.<\/p>\n<p>Infine, Italia e India dovranno informare il Tribunale sulle misure intraprese per dare effetto alla decisione del Tribunale e se, entro tre mesi non viene consegnato nessun rapporto, il presidente del Tribunale potr\u00e0 acquisire autonomamente tutte le informazioni necessarie (e successivamente quando lo riterr\u00e0 opportuno). Di qui la speranza che entro tre mesi siano soddisfatte tutte le condizioni e Girone rientri in Italia, quantunque non sia stata fissata una data certa.<\/p>\n<p><b>Permanenza di Latorre in Italia <\/b><br \/>Girone potr\u00e0 rientrare in Italia, ma resta sotto la giurisdizione della Corte suprema indiana fino a quando il Tribunale arbitrale non decider\u00e0 a quale dei due ordinamenti giuridici spetti di giudicare. Lo ha detto a chiare lettere il Tribunale e lo ha subito ribadito il ministro dell\u2019informazione indiano. Comunque per il momento teniamoci il successo e operiamo affinch\u00e9 Girone possa rientrare sollecitamente in Italia, prima della data limite dei tre mesi.<\/p>\n<p>Piuttosto sorge un altro problema, che riguarda l\u2019altro Mar\u00f2, Latorre, attualmente in Italia per motivi di salute. L\u2019ordinanza del Tribunale riguarda solo Girone e, da parte italiana, nel richiedere le misure provvisorie era stato saggiamente ribadito che il procedimento riguardava il solo Girone, dando per scontato che la situazione di Latorre era stata congelata dall\u2019ordinanza del Tribunale internazionale del diritto del mare e che quindi l\u2019India non ne avrebbe potuto richiedere la riconsegna. <\/p>\n<p>Interpretazione, tuttavia, non avallata da parte indiana, che \u00e8 rimasta silente di fronte alle prese di posizione delle nostre autorit\u00e0. Sta di fatto che la Corte suprema indiana ha concesso a Latorre una serie di proroghe per la permanenza in Italia, l\u2019ultima delle quali risale a qualche giorno fa, avendo la Corte concesso un\u2019ulteriore proroga fino al 30 settembre 2016. Cosa succederebbe se a fine settembre la Corte suprema con concedesse una nuova proroga. Si aprirebbe un altro contenzioso?<\/p>\n<p><b>La fase delicata del post-ordinanza<\/b><br \/>Nel commentare l\u2019ordinanza, qualcuno ha detto che l\u2019Italia ha scoperto il diritto internazionale! Un giudizio un po\u2019 affrettato, poich\u00e9 l\u2019Italia ha seguito il diritto internazionale nella vicenda, poich\u00e9 ha sempre avanzato argomentazioni giuridiche per difendere il principio della sua giurisdizione esclusiva sui Mar\u00f2. Anche il ricorso a misure unilaterali, come il maldestro tentativo di non far rientrare in India i Mar\u00f2 dopo la licenza elettorale, era comunque ammantato da considerazioni giuridiche. <\/p>\n<p>Piuttosto \u00e8 vero che il ricorso all\u2019arbitrato ha impresso una nuova svolta, abbandonando la tattica errata di difendersi \u201cnel\u201d processo invece che \u201cdal\u201d processo dinanzi alle giurisdizioni indiane. <\/p>\n<p>Ora si pone una fase delicata. Occorrer\u00e0 che Italia ed India diano prova di grande duttilit\u00e0 e cooperazione per non rendere nuovamente incandescente la controversia. Meglio sarebbe se il negoziato diplomatico, che con alterne vicende non si \u00e8 mai interrotto, portasse a una soluzione anticipata della controversia senza attendere i tempi lunghi del Tribunale. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In attesa della costituzione del Tribunale arbitrale, che sarebbe dovuto entrare in funzione a norma dell\u2019annesso VII alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, l\u2019Italia aveva chiesto al Tribunale internazionale del diritto del mare (Amburgo) una misura provvisoria volta al rientro di Salvatore Girone e alla permanenza di Massimiliano Latorre in Italia. 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