{"id":34470,"date":"2016-05-11T00:00:00","date_gmt":"2016-05-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/verso-una-frontex-terrestre\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:43","slug":"verso-una-frontex-terrestre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/verso-una-frontex-terrestre\/","title":{"rendered":"Verso una Frontex terrestre"},"content":{"rendered":"<p>Scovare le connessioni tra i terroristi per vanificare il loro operato in Europa. \u00c8 questo l\u2019obiettivo dell\u2019Europol che attraverso la cooperazione internazionale tra organismi di polizia dei diversi Stati, insiste sull\u2019importanza dello scambio di esperienze operative.<\/p>\n<p><b>Le nuove realt\u00e0 operative dell\u2019Europol<\/b><br \/>Al fine di raggiungere questo complesso obiettivo, al quale va sommato quello contiguo rappresentato dalla lotta ai network criminali di trafficanti di esseri umani, sono nati a inizio anno 2016 due Centri specialistici dipendenti dall\u2019Europol.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 l\u2019<i>European Counter-Terrorism Center<\/i>, Ectc, un progetto diretto da Manuel Navarrete Paniagua, gi\u00e0 alto funzionario <i>Guardia Civil<\/i> con vasta esperienza operativa nell\u2019anti-terrorismo spagnolo e nel contrasto all\u2019Eta. Il secondo \u00e8 l\u2019<i>European Migrant Smuggling Center<\/i>, Emsc, diretto da Robert Crepinko, gi\u00e0 funzionario della polizia slovena.<\/p>\n<p>Secondo quanto dichiarato dai responsabili Europol, diversi agenti operanti sotto il coordinamento dell\u2019Ectc e in stretto raccordo con altre Agenzie europee come Frontex sono stati di recente dislocati in \u201cpunti caldi\u201d (c.d. <i>Hot Spots<\/i>, vale a dire aree caratterizzate da specifica e rilevante pressione migratoria) dell\u2019Europa Sud-Mediterranea in attivit\u00e0 di controllo nei centri di registrazione per i rifugiati. Le indagini, condotte a scopo di prevenzione sono connesse alla sicurezza ed applicate ai flussi migratori correnti.<\/p>\n<p><b>Terroristi confusi tra i migranti?<\/b><br \/>L\u2019attivit\u00e0 degli agenti \u00e8 finalizzata a identificare l&#8217;eventuale presenza di potenziali soggetti radicalizzati, aventi scopi di infiltrazione terroristica in Europa. Essa \u00e8 condotta con diversi strumenti e modalit\u00e0 contemplando supporto investigativo, scambio informativo e riscontri da banche dati.<\/p>\n<p>Le nuove attivit\u00e0 in <i>Hot Spots<\/i> saranno un banco di prova importante nell\u2019ottica della definizione e validazione di nuove procedure di sicurezza, richieste dagli ingenti flussi migratori verso l\u2019Unione. In questo settore Europol esprime una crescente capacit\u00e0 di analisi e interscambio informativo, svolgendo altres\u00ec attivit\u00e0 di sostegno a potenziamento delle singole <i>forze di polizia<\/i> degli Stati Membri.<\/p>\n<p>Il compito non sar\u00e0 verosimilmente facile. Tra ipotizzabili mimetismi ideologici e contraffazioni documentali, l\u2019identificazione di eventuali soggetti criminali da intercettare all\u2019interno dei flussi di migranti richieder\u00e0 un forte supporto analitico e tecnologico.<\/p>\n<p>La specificit\u00e0 della potenziale minaccia odierna consistente nel rischio di avere terroristi \u201cconfusi\u201d tra i migranti &#8211; seguendo quasi il vecchio slogan maoista del \u201cvivere come il pesce nell\u2019acqua\u201d &#8211; richieder\u00e0 inoltre capacit\u00e0 professionali aggregate, combinando esperti di terrorismo (in relazione a profili individuali da individuare e monitorare) e di criminalit\u00e0 organizzata (in relazione alle filiere di trafficanti di esseri umani e <i>illegal immigration networks<\/i>, che potrebbero facilitare eventuali ingressi di terroristi per semplice profitto economico).<\/p>\n<p>In tale contesto, la canonica distinzione di categorie tra nazionale e internazionale, mondo degli Affari interni e degli Affari esteri appare sempre pi\u00f9 labile e sfumata: gli organismi di polizia giudiziaria si trovano a fronteggiare, <i>de facto<\/i>, spettri di minaccia ramificati, che vedono sempre pi\u00f9 spesso collegamenti trasversali del tipo: Stato di residenza\/Stati esteri\/Stati di passaggio.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia e la minaccia jihadista<\/b><br \/>Muovendo da una prospettiva nazionale, appare lecito affermare che il piano investigativo e il piano giudiziario italiano stanno lavorando gi\u00e0 da anni in modo significativo nell\u2019ottica di un efficace monitoraggio delle aree a rischio estremismo jihadista. <\/p>\n<p>Tale esperienza e capacit\u00e0 accumulata potr\u00e0 essere un valido contributo rispetto alle iniziative promosse nel contesto di Polizia europea in un\u2019ottica di reciproca collaborazione.<\/p>\n<p>Si pensi, solo per citare una relativamente recente attivit\u00e0 investigativa dell\u2019antiterrorismo interno, all\u2019operazione <i>Masrah<\/i> condotta dal Ros dell\u2019Arma dei Carabinieri e dalla Procura delle Repubblica di Bari nel 2013. <\/p>\n<p>Nel corso di questa operazione fu individuata una cellula di presunti terroristi islamici, avente base operativa nella citt\u00e0 pugliese di Andria. In relazione a questa iniziativa investigativa furono eseguite diverse ordinanze di custodia cautelare in Sicilia, Lombardia e prodotto un mandato di arresto &#8211; quasi precorrendo tempi e luoghi &#8211; in Belgio: l\u2019ex imam di Andria fu infatti arrestato proprio a Bruxelles.<\/p>\n<p>L\u2019auspicio da condividere oggi \u00e8 che, ove esistenti, tante altre maschere possano essere divelte, svelando in tal modo eventuali progettualit\u00e0 ostili.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scovare le connessioni tra i terroristi per vanificare il loro operato in Europa. \u00c8 questo l\u2019obiettivo dell\u2019Europol che attraverso la cooperazione internazionale tra organismi di polizia dei diversi Stati, insiste sull\u2019importanza dello scambio di esperienze operative. 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