{"id":34490,"date":"2016-05-12T00:00:00","date_gmt":"2016-05-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/roma-nella-mappa-del-potere-di-bruxelles\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:42","slug":"roma-nella-mappa-del-potere-di-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/roma-nella-mappa-del-potere-di-bruxelles\/","title":{"rendered":"Roma nella mappa del potere di Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p>Una mappa in cui si cerca di individuare come la combinazione di potere fra i leader nazionali e i corrispettivi ambasciatori a Bruxelles determini il grado di influenza ed efficacia detenuto dai Paesi membri (e candidati) al tavolo delle trattative dell\u2019Unione europea. <\/p>\n<p>A disegnarla \u00e8 stata <a href= \"http:\/\/www.politico.eu\/interactive\/power-matrix-charting-the-eu-players-by-country-european-council-national-capitals-leaders-ambassadors\/\" target= \"blank\"><b><u>Politico Europe<\/u><\/b><\/a> che ha mostrato come i risultati di tale indagine sono tendenzialmente in linea con il funzionamento della politica interna dell\u2019Unione europea, Ue. <\/p>\n<p><b>Germania, leader indiscusso<\/b><br \/>Le principali economie (ad esclusione della Spagna, ancora senza governo) ricoprono infatti un ruolo centrale. <\/p>\n<p>Naturalmente, il leader indiscusso resta la Germania, mentre il ruolo della Gran Bretagna, pur restando in seconda posizione, rischia di venire ridimensionato a causa dell\u2019accordo raggiunto con l\u2019Ue e le prospettive di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=140\" target= \"blank\"><b><u>Brexit<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>La Francia conserva il proprio ruolo tradizionale al centro delle dinamiche europee grazie alla figura dell\u2019ambasciatore Pierre Sellal che bilancia una leadership indebolita. Il sud Europa registra il posizionamento di due nuovi \u201cpesi massimi\u201d: l\u2019Italia in quarta posizione e la Turchia in quinta.<\/p>\n<p><b>Renzi e l\u2019immagine italiana<\/b><br \/>L\u2019Italia ha riscoperto il proprio ruolo di Paese fondatore grazie alle figura di Matteo Renzi, ritenuto pi\u00f9 efficace degli altri leader della sinistra europea, incluso il Presidente francese Fran\u00e7ois Hollande, sempre pi\u00f9 in declino e in affanno. <\/p>\n<p>Secondo la mappa di <i>Politico<\/i>, la nomina di Carlo Calenda come Rappresentante permanente a Bruxelles avvenuta a marzo 2016 avrebbe penalizzato l\u2019Italia, mettendo in discussione il lavoro diplomatico della sede e facendo alzare qualche sopracciglio a causa della nomina di un non-diplomatico. <\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 necessario precisare che la nomina di Calenda \u00e8 coincisa con un periodo di distensione con le istituzioni europee, in un evidente cambio di marcia rispetto all\u2019approccio assunto dal governo italiano alla fine dello scorso anno. L\u2019incarico ora \u00e8 traghettato nelle mani di Maurizio Massari, dal momento che Calenda \u00e8 stato nominato nuovo Ministro per lo Sviluppo Economico. <\/p>\n<p>La Turchia, dal canto suo, \u00e8 stata in grado di rivitalizzare (almeno sulla carta) il processo di adesione all\u2019Ue grazie al ruolo fondamentale da giocare nel pieno della crisi dei migranti. L\u2019accordo raggiunto con l\u2019Ue, infatti, potrebbe portare non solo all\u2019apertura di nuovi capitoli, ma anche alla liberalizzazione dei visti entro l\u2019estate di quest\u2019anno. <\/p>\n<p>Resta da vedere quale sia la capacit\u00e0 della Turchia di soddisfare i criteri previsti dall\u2019Ue, soprattutto a fronte di numerose resistenze da parte europea, nel pieno di una transizione politica che vede l\u2019uscita di scena del Primo Ministro Ahmet Davuto&#287;lu e tenendo conto dell\u2019espresso rifiuto di modificare la normativa turca in merito alla definizione di terrorismo. <\/p>\n<p>Ci sono, tuttavia, alcune importanti precisazioni da fare in merito alla matrice sviluppata da <i>Politico<\/i>. In primo luogo, la metodologia con cui si \u00e8 valutato il peso politico dei Paesi europei \u00e8 lungi dall\u2019essere scientifica e lascia spazio a valutazioni speculative, se non aneddotiche. <\/p>\n<p>Pur tuttavia, il merito dello studio sta nell\u2019aver avviato un dibattito in merito alla distribuzione di potere fra governo e rappresentanza diplomatica e, a cascata, come ci\u00f2 si articola in sede europea. Pur non potendo vantare un solido rigore scientifico, il contributo prende atto della posizione di rilievo che diversi attori si sono potuti ritagliare con l\u2019avvio della crisi economica dell\u2019eurozona che ha man mano diviso l\u2019Ue in blocchi minori.<\/p>\n<p><b>Crisi migranti e tenuta dell\u2019Ue<\/b><br \/>Tale posizione \u00e8 determinata, pi\u00f9 che da traiettorie strutturali che si sono consolidate nel tempo, da \u201cfattori circostanziali\u201d quale, da ultimo, la crisi dei migranti. Questa ha sicuramente dato maggior voce ai Paesi del Nord Europa, meta di destinazione della maggior parte dei migranti e rifugiati giunti nel continente, ma anche a quei Paesi Membri che si oppongono a meccanismi di ricollocazione solidale e la cui tenuta democratica \u00e8 progressivamente messa in dubbio (Polonia e Ungheria).<\/p>\n<p>Se, insomma, la maggior parte del peso politico \u00e8 ancora nelle mani dei \u201cBig Six\u201d dell\u2019Ue, il consolidamento dei movimenti populisti accompagnato da una crescita economica stagnante ha di fatto ridato maggior peso alle istanze nazionaliste in numerosi Paesi europei, a svantaggio di una coordinata azione europea. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha portato alla nascita di blocchi e alleanze su temi quali la questione dei migranti e la politica economica, con il rischio di rompere progressivamente il filo che collega Bruxelles con le capitali europee. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mappa in cui si cerca di individuare come la combinazione di potere fra i leader nazionali e i corrispettivi ambasciatori a Bruxelles determini il grado di influenza ed efficacia detenuto dai Paesi membri (e candidati) al tavolo delle trattative dell\u2019Unione europea. 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