{"id":34510,"date":"2016-05-13T00:00:00","date_gmt":"2016-05-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/a-ogni-turista-il-suo-poliziotto\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:42","slug":"a-ogni-turista-il-suo-poliziotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/a-ogni-turista-il-suo-poliziotto\/","title":{"rendered":"A ogni turista il suo poliziotto"},"content":{"rendered":"<p>Poliziotti italiani accompagnati da poliziotti cinesi. Si sono visti per due settimane, in alcune strade di Milano e di Roma, a seguito dell\u2019accordo di cooperazione internazionale tra il Ministero dell\u2019Interno italiano e la polizia cinese.<\/p>\n<p><b>Turismo sicuro<\/b><br \/>Il progetto si chiama \u201cTurismo Sicuro\u201d e il suo scopo \u00e8 quello di garantire ai turisti del Paese del dragone la massima sicurezza, specie nei luoghi di grande affluenza quali ad esempio a Roma il Vaticano. <\/p>\n<p>L\u2019accordo, che a sua volta segue un memorandum d\u2019intesa siglato lo scorso 24 settembre all\u2019Aja tra il ministero dell\u2019Interno e il corrispondente dicastero della Pubblica sicurezza della Repubblica Popolare Cinese, prevede che i poliziotti cinesi, due a Roma e due a Milano, indossino sempre la loro divisa per essere facilmente riconoscibili dai loro connazionali, pur essendo coordinati dai Comandi dei Carabinieri italiani. <\/p>\n<p>Prima di arrivare in Italia, i poliziotti cinesi sono stati sottoposti a un training speciale a Pechino, condotto da nostri esperti che si sono recati appositamente in Cina. Il loro compito \u00e8 stato principalmente quello di assistere e dare informazioni in lingua ai sempre pi\u00f9 numerosi turisti cinesi in arrivo nel nostro paese. <\/p>\n<p>I dati ufficiali parlano infatti di 4 milioni di turisti cinesi giunti in Italia nel 2015 con tendenza all\u2019aumento per il 2016. Il Ministro dell\u2019Interno Angelino Alfano, ha parlato con entusiasmo dell\u2019iniziativa, annunciando in Cina un\u2019operazione simile con poliziotti italiani. Vero \u00e8 anche che la collaborazione con forze dell\u2019ordine di Paesi stranieri non \u00e8 da considerarsi per l\u2019Italia una novit\u00e0 assoluta. <\/p>\n<p>Due anni fa venne attuato un progetto molto simile con la polizia spagnola. Agenti italiani e del Cuerpo National de Policia spagnola hanno prestato servizio congiunto in diverse localit\u00e0 turistiche sia italiane e spagnole, specie nel periodo estivo. <\/p>\n<p>E a Roma, per il Giubileo, sono arrivati in aiuto ai nostri agenti, anche poliziotti polacchi e degli Stati Uniti, anche se giustificare la presenza dei poliziotti cinesi con il giubileo pare forzato, in virt\u00f9 della relazione non proprio stretta dei cinesi con la religione cattolica. Certamente per\u00f2, la presenza dei poliziotti cinesi ha un impatto maggiore, anche in termini di immagine. <\/p>\n<p>Nonostante questo, dall\u2019iniziativa scaturiscono diversi dubbi, espressi anche da una parte della stampa internazionale. Il <i>Global Times<\/i>, quotidiano di Pechino, pur lodando in senso generale lo spirito di collaborazione manifestato in questa occasione dal nostro governo nei confronti della Cina, si \u00e8 chiesto dell\u2019utilit\u00e0 della presenza dei poliziotti cinesi, specie in considerazione del fatto che sono solo due per citt\u00e0 rispetto alla grande quantit\u00e0 di cinesi presenti. <\/p>\n<p>E il settimanale tedesco <i>Der Spiegel<\/i>, in un lungo articolo esprime forte perplessit\u00e0 sul fatto che un Paese come l\u2019Italia senta la necessit\u00e0, per garantire la sicurezza in particolare dei turisti stranieri, di importare, per cos\u00ec dire, le forze dell\u2019ordine da Paesi terzi che, non avendo alcun inquadramento normativo, non ha alcun potere di effettuare arresti o interventi concreti.<\/p>\n<p><b>Operazione di marketing<\/b><br \/>Una perplessit\u00e0, quella avanzata dai tedeschi, che appare almeno in parte condivisibile. Anche perch\u00e9 la comunit\u00e0 cinese non \u00e8 la sola ad avere una forte presenza, turistica e non, nel nostro Paese. Basti pensare ai russi, solo per fare un esempio. <\/p>\n<p>Quella voluta dal governo italiano, allora, inevitabilmente, sembra pi\u00f9 un\u2019operazione di facciata, una sorta di \u201cshow off\u201d, per dare l\u2019immagine dell\u2019Italia come di un Paese aperto al mondo e, soprattutto, al paese del dragone. <\/p>\n<p>Il gigante asiatico \u00e8 sempre pi\u00f9 presente in Italia:intere citt\u00e0 italiane, o almeno interi quartieri di esse, sono in mano ai cinesi. I consistenti e costanti aumenti dei flussi turistici dalla Cina dimostrano un continuo aumento dell\u2019interesse per il Bel Paese, le sue bellezze e il suo invidiato stile di vita. <\/p>\n<p>I poliziotti cinesi, che non parlano italiano e dunque non possono interagire con la popolazione locale, stanno svolgendo un ruolo che si avvicina di pi\u00f9 a quello di un ufficio informazioni o guida. Cosa alquanto inutile considerando la forte presenza in Italia di persone che parlano il cinese, anche grazie ai numerosi corsi di lingua avviati dalle nostre principali universit\u00e0. <\/p>\n<p><b>No dell\u2019Ue all\u2019economia di mercato cinese<\/b><br \/>La presenza dei poliziotti cinesi per le strade di Roma e Milano accorcia se possibile ancora di pi\u00f9 le distanze, stringe i cordoni di un\u2019amicizia che innegabilmente all\u2019Italia fa comodo, anche e soprattutto in chiave economica. Asservimento in chiave utilitaristica? Forse. L\u2019Italia per\u00f2 in questo non segue del tutto l\u2019Europa o alcuni dei suoi partner europei. <\/p>\n<p>Non a caso anche la Francia, un paio di anni fa, aveva avviato con la Cina delle trattative per un pattugliamento congiunto delle strade di Parigi, ma il progetto non era poi andato avanti a causa delle forti perplessit\u00e0 del governo francese, specie basate sulle profonde differenze normative e procedurali tra le polizie dei due paesi. <\/p>\n<p>La decisione poi in queste ore dell&#8217;Europarlamento per il quale &#8220;la Cina non \u00e8 un&#8217;economia di mercato&#8221; e &#8220;ancora non soddisfa i cinque criteri stabiliti dall\u2019Unione europea per definire le economie di mercato&#8221;, pone altre barriere tra il Paese del dragone e il vecchio continente, con l\u2019Italia candidata a fare da pontiere.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poliziotti italiani accompagnati da poliziotti cinesi. 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