{"id":34600,"date":"2016-05-20T00:00:00","date_gmt":"2016-05-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/taiwan-un-nuovo-presidente-e-le-sfide-per-lue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:38","slug":"taiwan-un-nuovo-presidente-e-le-sfide-per-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/taiwan-un-nuovo-presidente-e-le-sfide-per-lue\/","title":{"rendered":"Taiwan, un nuovo presidente e le sfide per l\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Unione europea non riconosce politicamente la Repubblica di Cina con capitale a Taipei, ovvero Taiwan, in ossequio al principio di \u201cuna sola Cina\u201d (<i>one China policy<\/i>) che prevede che solo la Repubblica popolare cinese con sede a Pechino rappresenti la Cina.<\/p>\n<p>Questo principio guida le relazioni esterne di Bruxelles dal maggio 1975, data del riconoscimento ufficiale della Rpc da parte della Comunit\u00e0 europea. Nonostante il vuoto diplomatico-politico, le relazioni Ue-Taiwan sono solide: consultazioni ufficiali tra Bruxelles e Taipei si tengono annualmente su questioni che vanno dalla ricerca e tecnologia a educazione, cultura, ambiente e altri settori di interesse comune.<\/p>\n<p>Particolare attenzione \u00e8 data alla dimensione economico-commerciale: l\u2019ufficio di rappresentanza della Ue a Taipei si chiama Ufficio economico e commerciale europeo (<a href= \"http:\/\/eeas.europa.eu\/delegations\/taiwan\/index_en.htm\" target= \"blank\"><b><u>European economic and trade office: Eeto<\/u><\/b><\/a>).<\/p>\n<p><b>Solide relazioni economiche<\/b><br \/>Taiwan \u00e8 il quarto partner commerciale della Ue in Asia, dopo Cina, Giappone e Corea del Sud. Con un interscambio che ammontava a fine 2014 a 40,2 miliardi di euro, Taipei conta l\u20191,2% del commercio globale della Ue, piazzandosi al diciannovesimo posto, in ascesa di due posizioni dal 2013.<\/p>\n<p>L\u2019Europa rappresenta per Taipei il quarto mercato di sbocco &#8211; dopo Cina, Giappone e Stati Uniti &#8211; e una fonte importante di investimenti esteri. Questi ultimi sono cresciuti del 115% tra il 2013 e il 2014, portando lo stock totale a 1,36 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Taiwan e Ue collaborano attivamente in seno all\u2019Organizzazione mondiale del commercio, una delle poche organizzazioni intergovernative delle quali Taipei fa parte dal 2002 con il nome di Territorio doganale separato di Taiwan, Penghu, Kinmen e Matsu (<a href= \"https:\/\/www.wto.org\/english\/thewto_e\/countries_e\/chinese_taipei_e.htm\" target= \"blank\"><b><u>Separate customs territory of Taiwan, Penghu, Kinmen and Matsu<\/u><\/b><\/a>).<\/p>\n<p>La Commissione europea ha incluso Taiwan nella sua recente comunicazione \u201c<a href= \"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/it\/TXT\/?uri=celex:52015DC0497\" target= \"blank\"><b><u>Commercio per tutti<\/u><\/b><\/a>\u201d, adottata il 14 ottobre 2015. Nel documento si dice che \u201cla Ue esplorer\u00e0 la possibilit\u00e0 di avviare negoziati\u201d sugli investimenti con Taiwan.<\/p>\n<p>Una decisione che ha connotati simbolici e politici, se si pensa che Bruxelles sta attualmente negoziando un accordo bilaterale sugli investimenti con Pechino (Bit). \u00c8 probabile che, una volta concluso il Bit tra Ue e Cina, tocchi poi a Taiwan, come accaduto gi\u00e0 con l\u2019entrata di Taipei nell\u2019Omc, avvenuta un anno dopo l\u2019ingresso della Prc, per ragioni politiche e di immagine.<\/p>\n<p><b>Un contesto politico in evoluzione<\/b><br \/>La schiacciante vittoria di Tsai Ying-Wen e del Partito democratico progressista di Taiwan alle elezioni presidenziali e legislative tenutesi a inizio gennaio 2016 ha messo fine a otto anni di potere del presidente Ma e del suo partito, il Kuomintang, che aveva puntato sul riavvicinamento con la madrepatria cinese.<\/p>\n<p>Con l\u2019elezione di Tsai, l\u2019elettorato taiwanese ha voluto mettere fine a un riavvicinamento alla Repubblica popolare che molti considerano deleterio per l\u2019isola. La Cina non fa mistero di voler riportare Taiwan sotto la propria sovranit\u00e0, anche con la forza, e mantiene circa 1.500 missili puntati sull\u2019isola.<\/p>\n<p>Nonostante il miglioramento delle relazioni economiche, la vittoria di Tsai dimostra che la maggioranza dei taiwanesi vuole mantenere una certa distanza con Pechino. E la questione taiwanese torna a riemergere nello scenario internazionale, con Tsa Ying-Wen che il 20 maggio si insedia ufficialmente &#8211; come previsto dalla Costituzione &#8211; alla presidenza.<\/p>\n<p><b>L\u2019Europa tra valori e realpolitik<\/b><br \/>Le nuove dinamiche impresse alle relazioni Rpc-Taiwan in seguito alla vittoria di Tsai non chiamano solo in causa gli Stati Uniti e gli alleati asiatici, in primis il Giappone, ma anche la Ue.<\/p>\n<p>Nelle sue dichiarazioni ufficiali, Bruxelles continua ad appoggiare la risoluzione della questione taiwanese con mezzi pacifici, condannando l\u2019uso della forza. L\u2019Ue insiste inoltre che ogni accordo sullo status futuro dell\u2019isola debba essere raggiunto tra Pechino e Taipei, senza interventi unilaterali, tenendo in considerazione i desideri della popolazione taiwanese.<\/p>\n<p>All\u2019indomani della vittoria di Tsai, Federica Mogherini ha fatto una dichiarazione succinta &#8211; di poche righe, per non indispettire troppo Pechino &#8211; richiamando l\u2019attenzione sull\u2019importanza del processo democratico a Taiwan e ribadendo il sostegno dell\u2019Unione alla risoluzione pacifica delle relazioni tra Pechino e Taipei.<\/p>\n<p>Se le posizioni di Mogherini e del Servizio europeo di azione esterna rimangono improntate alla massima cautela per non mettere a repentaglio gli interessi economici con la Cina, il Parlamento europeo non esita a prendere posizione a favore di Taiwan.<\/p>\n<p>Il Gruppo degli amici di Taiwan nel Parlamento europeo, il cui chairman \u00e8 il tedesco Werner Langen, si \u00e8 congratulato per la vittoria di Tsai con una nota nella quale si esplicita il sostegno del gruppo nelle sfide future che Taiwan dovr\u00e0 affrontare, anche in vista di relazioni sempre pi\u00f9 strette tra Bruxelles e Taipei.<\/p>\n<p>Proprio il forte impegno del Gruppo degli amici di Taiwan nel Parlamento europeo ha spinto per l\u2019inclusione di Taipei nel documento della Commissione europea sul \u201cCommercio per tutti\u201d; inoltre, gli europarlamentari hanno promosso l\u2019inclusione di Taiwan nel programma \u201cSchengen visa waiver\u201d che permette ai cittadini taiwanesi di entrare nello spazio Schengen senza bisogno di visto.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo non ha, invece, molta voce in capitolo riguardo la politica estera europea. Questo permette alla Ue di giocare la carta dei valori nei riguardi di Taiwan e di salvaguardare gli interessi economici con la Cina grazie al ruolo pi\u00f9 conciliante verso Pechino adottato dalla Commissione europea e dal Seae.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da chiedersi, per\u00f2, se di fronte all\u2019evoluzione delle dinamiche tra Taiwan e Rpc un tale equilibrismo da parte della Ue possa continuare, senza che ci\u00f2 metta a repentaglio quei valori e principi su cui si basa la costruzione europea e la stessa proiezione internazionale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><font size=\"1\">Articolo pubblicato su <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/orizzontecina_16_01.pdf\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Unione europea non riconosce politicamente la Repubblica di Cina con capitale a Taipei, ovvero Taiwan, in ossequio al principio di \u201cuna sola Cina\u201d (one China policy) che prevede che solo la Repubblica popolare cinese con sede a Pechino rappresenti la Cina. 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