{"id":34610,"date":"2016-05-20T00:00:00","date_gmt":"2016-05-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lukashenko-a-roma-per-bergoglio\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:39","slug":"lukashenko-a-roma-per-bergoglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/lukashenko-a-roma-per-bergoglio\/","title":{"rendered":"Lukashenko a Roma per Bergoglio"},"content":{"rendered":"<p>Una prima internazionale. Cos\u00ec si pu\u00f2 definire la visita del Presidente bielorusso Lukashenko a Roma. Quella del 20 maggio infatti, \u00e8 la prima visita del leader in un Paese dell\u2019Unione europea, Ue, dopo la decisione da parte del Consiglio dell\u2019Ue di non prolungare le misure restrittive nei confronti di 170 persone e tre industrie bielorusse (Beltech Export, Beltech Holding e la Spetspribor service).<\/p>\n<p>La revoca \u00e8 stata favorita sia dal rilascio di tutti i prigionieri politici sia dal fatto che le ultime elezioni presidenziali si siano tenute in assenza di violenze come quelle registrate nel 2010. La visita di Lukashenko non mira per\u00f2 soltanto a lanciare un messaggio di apertura verso i partner europei, ma soprattutto a costruire un potenziale asse Est-Ovest tra Minsk e il Vaticano.<\/p>\n<p><b>Ridurre la dipendenza da Mosca<\/b><br \/>Negli ultimi due anni Lukashenko ha lavorato per rafforzare la sua leadership interna, presentandosi come garante della pace e della stabilit\u00e0 in Europa orientale, ospitando tanto gli accordi di Minsk, quanto i gruppi di lavoro del \u201cGruppo di contatto trilaterale\u201d per il Donbass. <\/p>\n<p>Il rafforzamento della posizione interna \u00e8 passato anche da una serie di iniziative volte a ridurre la dipendenza da Mosca sia sul piano politico che economico. Lukashenko si \u00e8 opposto non solo al piano per ospitare una base aerea russa a Bobrujsk, ma ha anche tentato di diversificare il sistema economico del suo Paese troppo legato a quello russo.<\/p>\n<p>Il crollo del prezzo del greggio ha danneggiato le raffinerie nazionali (l\u2019Italia tra l\u2019altro \u00e8 risultata il maggiore importatore di prodotti petroliferi dalla Bielorussia tra il 2013 e il 2014) mentre il mix di sanzioni Ue e contro-sanzioni russe ha prodotto ingenti perdite. Per questo motivo il Paese sta puntando a diventare un importante hub europeo degli investimenti cinesi (si parla di circa 16 miliardi di dollari in infrastrutture) lungo la nuova \u201cVia della seta\u201d.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica la revoca delle sanzioni dovrebbe inoltre consentire alla Bielorussia di avere accesso agli aiuti europei, migliorare il livello di attrattiva verso gli investitori stranieri e infine ottenere il programma di assistenza da tre miliardi del Fondo Monetario Internazionale, Fmi. \u00c8 evidente che il tentativo di usare i successi in politica estera serva per\u00f2 a mascherare i problemi interni (il Pil \u00e8 crollato del 3.9 per cento nel 2015 e il reddito mensile si \u00e8 quasi dimezzato dal 2013) per evitare il dissenso interno.<\/p>\n<p><b>Ponte tra Chiese<\/b><br \/>In realt\u00e0 molti analisti bielorussi ritengono che il vero obiettivo della visita di Lukashenko a Roma non si troverebbe al Quirinale o a Palazzo Chigi, bens\u00ec in Vaticano. <\/p>\n<p>Dopo la visita a Minsk del Segretario di Stato del Vaticano Pietro Parolin nel 2015, le autorit\u00e0 religiose e politiche bielorusse hanno invitato Papa Francesco a recarsi in Bielorussia. Se ci\u00f2 avvenisse, la visita di Lukashenko si inserirebbe perfettamente nel disegno politico di rafforzamento interno tramite i successi sul piano internazionale. <\/p>\n<p>Sulla scorta dell\u2019incontro storico tra Papa Francesco e il Patriarca della Chiesa Ortodossa russa Kirill, avvenuto a Cuba lo scorso febbraio, il Vaticano potrebbe addirittura diventare un mediatore nei rapporti tra Bruxelles e Minsk.<\/p>\n<p>Del resto gi\u00e0 in passato la Santa Sede ha permesso di superare gli attriti tra Minsk e Bruxelles come dimostrato dalla concessione fatta nel 2013 a Anatoly Rubinov &#8211; Presidente della Camera Alta del Parlamento bielorusso e all\u2019epoca soggetto alle restrizioni europee &#8211; a cui fu concesso il permesso di rappresentare la delegazione bielorussa alla cerimonia di insediamento del nuovo Pontefice.<\/p>\n<p><b>Rischi di una politica troppo accomodante<\/b><br \/>La revoca delle sanzioni \u00e8 un chiaro segnale di cambiamento di strategia da parte dell\u2019Ue. Essa deriva probabilmente dall\u2019insoddisfazione verso gli scarsi risultati prodotti e dall\u2019aver sfavorito la posizione dell\u2019Ue nel Paese a favore invece del Cremlino. <\/p>\n<p>Una posizione troppo accomodante rischia per\u00f2 di non produrre alcun risultato concreto sul piano dei diritti umani e della democrazia bielorussa. Non bisogna dimenticare infatti che il rilascio dei prigionieri politici \u00e8 avvenuto solo dopo la scadenza utile per registrarsi come candidati alle elezioni parlamentari del prossimo settembre. Inoltre, il report dell\u2019Ufficio per le Istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr) dell\u2019Osce contiene ampie critiche nei confronti del modo in cui si \u00e8 svolto il voto presidenziale del 2015.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 quindi il rischio concreto che l\u2019Ue perda una leva fondamentale e che il regime continui semplicemente con una moderata politica di repressione, lanciando contemporaneamente messaggi di cooperazione per esempio attuando alcune delle raccomandazioni dell\u2019Odihr per modificare la legge elettorale. <\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento apparentemente anti-Cremlino di Lukashenko non \u00e8 inoltre frutto di un desiderio genuino di integrarsi con le strutture europee, quanto piuttosto di un preciso calcolo politico che non garantisce l\u2019indipendenza del Paese dall\u2019ingerenza di Mosca.<\/p>\n<p>Il pragmatismo non dovrebbe portare a un abbassamento del livello di aspettative nei confronti della Bielorussia. L\u2019Ue potrebbe al contrario sfruttare questa finestra di opportunit\u00e0 per aumentare la sua visibilit\u00e0 nel Paese, per esempio attraverso un rafforzamento dei programmi di scambio culturali, ma anche un alleggerimento delle procedure per l\u2019ottenimento del visto da parte dei cittadini bielorussi. <\/p>\n<p>In un\u2019Europa minacciata da sempre nuovi muri, l\u2019apertura delle frontiere potrebbe essere lo strumento pi\u00f9 efficace per far s\u00ec che l\u2019avvicinamento di Minsk sia duraturo e non solo dettato dal mero calcolo politico del momento.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una prima internazionale. Cos\u00ec si pu\u00f2 definire la visita del Presidente bielorusso Lukashenko a Roma. 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