{"id":34620,"date":"2016-05-20T00:00:00","date_gmt":"2016-05-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/armi-in-libia-eccezione-alla-regola\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:39","slug":"armi-in-libia-eccezione-alla-regola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/armi-in-libia-eccezione-alla-regola\/","title":{"rendered":"Armi in Libia, eccezione alla regola"},"content":{"rendered":"<p>Volta alla stabilizzazione di un Paese ormai logorato da 5 anni di lotte intestine e consumato dall\u2019espansionismo del gruppo terrorista del\u2019autoproclamatosi Stato Islamico, la conferenza di Vienna sulla Libia ha prodotto risultati scontati, non in grado di imprimere una svolta e suscettibili di porre nuovi ostacoli al lungo processo di transizione.<\/p>\n<p><b>Il tandem Roma-Washington<\/b><br \/>La conferenza ministeriale di Vienna del 16 maggio \u00e8 stata il prodotto degli sforzi diplomatici di Stati Uniti e Italia. A prima vista, il tandem Roma-Washington sulla crisi libica, inaugurato lo scorso 13 dicembre con la Conferenza Internazionale di Roma sembra tenere. <\/p>\n<p>Tra i risultati principali, oltre all\u2019accordo di Skhirat del 17 dicembre sul governo di unit\u00e0 nazionale, vi \u00e8 anche il trasferimento a Tripoli del Government of National Accord, Gna, guidato dall\u2019uomo d\u2019affari Fayez al-Serraj e l\u2019emarginazione del General National Congres, Gnc, il parlamento di Tripoli guidato da Nuri Abusahmain a cui fa capo il Governo di Salvezza Nazionale del Premier Khalifa Ghweil.<\/p>\n<p>Nonostante questi segnali positivi, sul terreno il bilancio risulta essere pi\u00f9 magro. La pi\u00f9 volte annunciata avventura militare nel Paese sembra sollevare numerosi dubbi e perplessit\u00e0. Pi\u00f9 spesso ipotizzata a fini addestrativi, l\u2019opzione di una missione internazionale di sostegno e stabilizzazione risulta sempre meno appetibile. Se non sconfessata. <\/p>\n<p>Apertamente, come nel caso dell\u2019Italia, dove il governo ha deciso di puntare sulla strada diplomatica, lasciandosi aperta la possibilit\u00e0 di inviare soldati per la protezione della sola sede diplomatica. O implicitamente, come nel caso statunitense, dove risulta alquanto improbabile che il Presidente Barack Obama impegni gli Stati Uniti nella regione durante la delicata stagione elettorale. A garantire la sicurezza degli uffici delle Nazioni Unite a Tripoli sar\u00e0 con molta probabilit\u00e0 un contingente proveniente dal Nepal.<\/p>\n<p><b>Un\u2019eccezione all\u2019embargo di armi<\/b><br \/>Nell\u2019impossibilit\u00e0 di intervenire direttamente in Libia, i principali attori interessati hanno concordato nel ridiscutere la questione dell\u2019embargo. Di fronte alle richieste di al-Serraj, anch\u2019egli presente nella capitale austriaca, gli Stati partecipanti hanno aperto all\u2019ipotesi di armare il governo di unit\u00e0 nazionale per combattere pi\u00f9 efficacemente lo Stato islamico. <\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 erano state approntate nei giorni precedenti. Il 10 maggio infatti il Gna aveva annunciato la creazione di una nuova forza militare, la Guardia Presidenziale. Basata a Tripoli, essa sar\u00e0 composta da personale di polizia e esercito selezionato nelle diverse regioni libiche e servir\u00e0 a garantire la sicurezza degli uffici, del personale, dei membri stessi del governo e delle infrastrutture considerate vitali.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi di un affievolimento delle sanzioni non \u00e8 del tutto nuova. In passato era stato l\u2019Egitto a richiederla con insistenza, al fine di armare Haftar e sostenere il Parlamento di Tobruk. Vi \u00e8 inoltre da ricordare come l\u2019embargo sia stato spesso violato: pi\u00f9 recentemente dagli Emirati Arabi Uniti, come evidente dalle foto diffuse a fine aprile sulla consegna di pick-up e veicoli trasporto truppe alla Libyan National Army di Haftar.<\/p>\n<p>Dal comunicato finale della conferenza di Vienna tuttavia emerge che a essere esentato dall\u2019embargo sar\u00e0 esclusivamente il Gna. La decisione sembra andare contro gli interessi dell\u2019Egitto, che compare comunque tra i firmatari del comunicato finale di Vienna. <\/p>\n<p>Tuttavia la recente visita di al-Serraj al Cairo durante un vertice della Lega Araba e il suo incontro con il Presidente al-Sisi potrebbe aver portato a nuovi sviluppi. Nell\u2019occasione il Presidente egiziano si \u00e8 espresso a supporto di al-Serraj e dell\u2019esercito libico e pronto a cooperare nella lotta al terrorismo.<\/p>\n<p><b>Assist allo Stato islamico <\/b><br \/>La situazione sul terreno continua infatti a essere confusa. Nonostante le sanzioni internazionali approvate contro i principali responsabili dello stallo politico, in Libia continuano a operare tre governi, ognuno con una propria agenda politica e militare, in particolare nell\u2019ambito della lotta a Daesh. L\u2019obiettivo per tutti \u00e8 la riconquista di Sirte che garantirebbe non solo una indiscussa legittimit\u00e0, ma anche notevoli vantaggi tattici.<\/p>\n<p>Per tale motivo Haftar ha annunciato l\u2019operazione al-Qurdabyia, che oltre a presentarlo come il salvatore della patria, gli garantirebbe una notevole penetrazione verso Tripoli. Consapevole del rischio, al-Serraj ha chiesto alle controparti libiche di sospendere ogni operazione militare contro Sirte, sollevando timori sul mancato coordinamento delle offensive militari, annunciate anche dal Premier Ghweil.<\/p>\n<p>Della confusione ha naturalmente approfittato lo Stato islamico che ai primi di maggio si \u00e8 mosso verso ovest, occupando Abugrein e minacciando da vicino Misurata. Mettendo a nudo al contempo il difficile momento di quelle che fino a poco tempo fa erano considerate le milizie pi\u00f9 potenti del Paese e le fragili fondamenta del Gna.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volta alla stabilizzazione di un Paese ormai logorato da 5 anni di lotte intestine e consumato dall\u2019espansionismo del gruppo terrorista del\u2019autoproclamatosi Stato Islamico, la conferenza di Vienna sulla Libia ha prodotto risultati scontati, non in grado di imprimere una svolta e suscettibili di porre nuovi ostacoli al lungo processo di transizione. 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