{"id":34660,"date":"2016-05-23T00:00:00","date_gmt":"2016-05-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/obama-a-hiroshima-pellegrinaggio-senza-scuse\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:38","slug":"obama-a-hiroshima-pellegrinaggio-senza-scuse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/obama-a-hiroshima-pellegrinaggio-senza-scuse\/","title":{"rendered":"Obama a Hiroshima, pellegrinaggio senza scuse"},"content":{"rendered":"<p>Obama in Giappone, per il G7, ma non solo. Nella sua agenda, quella che spicca \u00e8 la visita a Hiroshima, una delle tappe pi\u00f9 importanti del percorso da lui intrapreso sulla questione delle armi nucleari.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo dichiarato di giungere a un mondo privo di armi atomiche costitu\u00ec una priorit\u00e0 sin dai tempi della sua campagna elettorale e trov\u00f2 forti sostegni politici sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo. <\/p>\n<p>Basti ricordare la lettera al <i>Wall Street Journal <\/i>in cui quattro eminenti ex ministri degli esteri e difesa e senatori, due democratici e due repubblicani (<a href= \"http:\/\/www.wsj.com\/articles\/SB116787515251566636\" target= \"blank\"><b><u>Nunn, Perry, Kissinger e Schultz<\/u><\/b><\/a>) si schierarono a favore di tale principio gi\u00e0 prima dell\u2019insediamento di Obama. Seguirono analoghi sostegni da parte di personalit\u00e0 di spicco dei principali paesi europei, Italia compresa (<a href= \"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/08_luglio_24\/mondo_senza_armi_nucleari_ba381db8-594a-11dd-94cb-00144f02aabc.shtml\" target= \"blank\"><b><u>D&#8217;Alema, Calogero, Fini, La Malfa, Parisi<\/u><\/b><\/a>).<\/p>\n<p><b>Verso passi concreti<\/b><br \/>Da slogan elettorale, il concetto di un mondo privo dell&#8217;atomica si tradusse in programma di Governo in occasione dello storico discorso tenuto dal Presidente al Castello di Praga nell&#8217;aprile 2009. <\/p>\n<p>Tra i vari punti enunciati figuravano passi concreti quali la ratifica americana del trattato che proibisce gli esperimenti nucleari, Ctbt, la messa al bando della produzione del materiale per le bombe nucleari, Fmct, un nuovo trattato per ridurre le testate nucleari russe e americane, la creazione di una banca internazionale del combustibile per le centrali nucleari, l&#8217;apertura al dialogo sul nucleare iraniano, il rafforzamento del trattato di non proliferazione e della sicurezza nucleare. A gran parte di questo programma \u00e8 stato dato un seguito.<\/p>\n<p>La sicurezza nucleare si \u00e8 rafforzata nel quadro di quattro vertici celebrati al massimo livello, il Trattato Nuovo Start ha condotto a ulteriori riduzioni di testate russe e americane, la Conferenza del Tnp del 2010 \u00e8 stata un successo, il programma nucleare iraniano \u00e8 stato congelato.<\/p>\n<p><b>Resistenze al disarmo<\/b><br \/>Rimangono tuttavia incompiuti alcuni impegni importanti. La ratifica americana del Ctbt non ha nessuna possibilit\u00e0 di essere approvata, prima del termine del mandato presidenziale, da un Congresso ostile al Presidente. L&#8217;avvio di un negoziato Fmct rimane tuttora bloccato alla Conferenza del Disarmo di Ginevra. <\/p>\n<p>La questione nucleare coreana si \u00e8 incancrenita. Per ottenere l&#8217;assenso del Senato alla ratifica Nuovo Start, Obama ha dovuto pagare un alto prezzo proprio in termini di aumento delle risorse dedicate all&#8217;ammodernamento dell&#8217;arsenale nucleare americano. <\/p>\n<p>Tra gli impegni di Praga pi\u00f9 direttamente collegati con la imminente visita a Hiroshima, figura quello di &#8220;ricercare la pace e la sicurezza di un mondo privo di armi nucleari&#8221; e la &#8220;riduzione del ruolo delle armi nucleari nella strategia di sicurezza americana&#8221;. Si tratta di impegni nei quali egli pu\u00f2 legittimamente rivendicare alcuni passi in avanti: ad esempio la riduzione dei casi in cui l&#8217;America risponderebbe con l&#8217;arma nucleare qualora subisse un attacco. Molto spesso Obama si \u00e8 trovato solo a promuovere queste campagne. <\/p>\n<p><b>Le responsabilit\u00e0 morali di agire, ieri e oggi<\/b><br \/>Ma il collegamento pi\u00f9 forte con la visita a Hiroshima \u00e8 il passaggio del programma enunciato a Praga in cui si afferma che, come unico paese nucleare ad aver impiegato le armi nucleari, gli Stati Uniti hanno la responsabilit\u00e0 morale di agire(&#8220;as the only nuclear power to have used a nuclear weapon, the United States has a moral responsibility to act&#8221;). Non vi sono precedenti di dichiarazioni simili di alcun titolare della Casa Bianca, n\u00e9 si \u00e8 trattato di un gesto di mera circostanza.<\/p>\n<p>Al discorso \u00e8 infatti seguito un crescendo di attenzioni verso la questione dei bombardamenti delle due citt\u00e0 giapponesi e verso le loro commemorazioni annuali che non poteva che essere pilotato dalla Casa Bianca e che culmina ora con questa storica e coraggiosa visita presidenziale.<\/p>\n<p>\u00c8 stato gi\u00e0 preannunciato che non si tratter\u00e0 di un &#8220;mea culpa&#8221;, n\u00e9 sono prevedibili gesti paragonabili all&#8217;inginocchiamento di Willy Brandt di fronte al ghetto di Varsavia. Occorrer\u00e0 seguire comunque con attenzione la sostanza e la gestualit\u00e0 dell&#8217;evento per poter trarne delle conclusioni. Si riaprir\u00e0 in ogni caso il dibattito sulle passate responsabilit\u00e0 e sulla necessit\u00e0, come si sostiene nella storiografia ufficiale, di distruggere le due citt\u00e0 al fine di accelerare la conclusione del secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p>Chiunque si rechi a visitare le due citt\u00e0 distrutte non pu\u00f2 in buona fede disconoscere la legittimit\u00e0 del concetto, attualmente fortemente dibattuto e spesso contestato dalle potenze nucleari, delle &#8220;conseguenze catastrofiche dell&#8217;uso dell&#8217; arma nucleare&#8221;. <\/p>\n<p>L\u2019anno scorso non \u00e8 andato in porto il tentativo di far convergere verso Hiroshima o Nagasaki i massimi leader politici e spirituali in occasione del settantesimo anniversario dei bombardamenti. Il fatto che tale pellegrinaggio venga fatto ora individualmente dal Capo di Stato della maggiore potenza nucleare assume dunque un alto rilievo simbolico e apre la strada a una maggiore presa di coscienza della drammatica questione dell&#8217;arma atomica, soprattutto da parte dei maggiori dirigenti internazionali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Obama in Giappone, per il G7, ma non solo. Nella sua agenda, quella che spicca \u00e8 la visita a Hiroshima, una delle tappe pi\u00f9 importanti del percorso da lui intrapreso sulla questione delle armi nucleari. 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