{"id":34700,"date":"2016-05-26T00:00:00","date_gmt":"2016-05-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/g7-quarantanni-dopo-ha-ancora-senso\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:36","slug":"g7-quarantanni-dopo-ha-ancora-senso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/g7-quarantanni-dopo-ha-ancora-senso\/","title":{"rendered":"G7 quarant&#8217;anni dopo: ha ancora senso?"},"content":{"rendered":"<p>Mentre a Ise-Shima, in Giappone, si riuniscono i capi di Stato e di governo del Gruppo dei 7, meglio conosciuto come G7, formato da Canada, Francia, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, \u00e8 lecito interrogarsi su quale ruolo possa avere oggi questa formazione in un contesto globale negli ultimi quarant&#8217;anni fortemente mutato. <\/p>\n<p>Nato ufficialmente nel 1975 come vertice informale tra i rappresentanti delle sei economie pi\u00f9 avanzate del mondo (il Canada sarebbe stato incluso l\u2019anno successivo), sotto la presidenza giapponese il G7 giunge al suo 42esimo incontro. <\/p>\n<p><b>Economie emergenti e G20<\/b><br \/>Quando nel 1975 Giscard d&#8217;Estaing invit\u00f2 in Francia i leader di Giappone, Italia, Germania Ovest, Regno Unito e Stati Uniti per un incontro informale in cui discutere le questioni di interesse mondiale, i sei paesi rappresentavano da soli pi\u00f9 del 50% del Prodotto interno lordo (Pil) mondiale. Oggi, tale percentuale \u00e8 scesa intorno al 35-40%. Questo dato \u00e8 indicativo di come gli equilibri economici siano mutati radicalmente a livello globale. <\/p>\n<p>Il ridimensionamento delle economie europee e l\u2019ascesa delle economie emergenti e dei paesi in via di sviluppo ha minato in modo decisivo la rappresentativit\u00e0 del Gruppo dei 7. Altri due fattori hanno contribuito in tal senso: l\u2019istituzione del G20 e la scelta di escludere la Russia da quello che era diventato il G8. <\/p>\n<p>Il G6 &#8211; divenuto formalmente G7 nel 1976 con l\u2019adesione del Canada &#8211; nel 1998 ha incluso tra i suoi membri anche la Russia, trasformandosi in G8. L\u2019ex potenza sovietica, che aveva gi\u00e0 iniziato a partecipare come osservatore ai vertici negli anni immediatamente precedenti, ha continuato ad essere membro del G8 fino al 2014, quando le crescenti tensioni dovute all\u2019annessione della Crimea hanno spinto gli altri membri a ritirarsi dal G8 che doveva tenersi a Sochi e a riunirsi nuovamente nella formazione del G7 dopo anni. <\/p>\n<p>Il ritorno al nucleo originario, seppure abbia contribuito a diminuire ulteriormente la rappresentativit\u00e0 del vertice, \u00e8 visto da molti come un\u2019opportunit\u00e0 per accrescere l\u2019effettivit\u00e0 di questi vertici alla luce della maggiore omogeneit\u00e0 tra i componenti del gruppo ristretto.<\/p>\n<p>Il G20, a differenza del G8, non rappresenta un allargamento del G7 ma un vertice parallelo. L\u2019esigenza di includere le pi\u00f9 importanti economie emergenti nell\u2019affrontare le questioni legate alle governance dell\u2019economia mondiale nacque alla fine degli anni \u201990 a seguito delle crisi economiche in Asia e America Latina. <\/p>\n<p>Il Gruppo dei 20 si riun\u00ec per la prima volta nel 1999 come vertice dei ministri delle finanze e dei governatori delle Banche centrali, mostrando da subito buoni risultati. Da allora in avanti, la sua importanza \u00e8 cresciuta fino ad oscurare completamente il G7, relegandolo a un ruolo da molti percepito come subalterno.<\/p>\n<p>La crisi finanziaria del 2008 ha evidenziato in maniera definitiva il bisogno di una profonda revisione dell\u2019economia mondiale, delle sue strutture e delle istituzioni multilaterali che la governano, ponendo l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di trovare soluzioni condivise a livello internazionale in un mondo sempre pi\u00f9 interdipendente, soprattutto da un punto di vista economico e finanziario. <\/p>\n<p>Pensare di rispondere alle sfide lasciate in eredit\u00e0 dalla crisi e strutturare le necessarie riforme del sistema finanziario internazionale senza coinvolgere attori come India, Cina o Brasile non era pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p><b>Minore rappresentativit\u00e0, maggiore efficienza<\/b><br \/>Il G7 ospitato dal Giappone si riunisce in un momento delicato. Dal punto di vista economico, i primi mesi del 2016, seppure hanno confermato i segnali di ripresa, hanno d\u2019altra parte evidenziato la presenza di sempre maggiori rischi al ribasso.<\/p>\n<p>A livello finanziario, la corsa ribassista dei prezzi delle materie prime continua, colpendo soprattutto i paesi esportatori, e i mercati finanziari sono dominati dall\u2019incertezza e dalla crescente avversione al rischio. La carenza di investimenti e la stagnazione dei consumi sembra ormai essere endemica. <\/p>\n<p>Da un punto di vista geopolitico, le questioni globali come la crisi dei rifugiati, la questione ambientale o il conflitto siriano richiedono soluzioni audaci che per essere effettive devono per forza essere condivise a livello internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019urgenza e la complessit\u00e0 delle tematiche che dominano l\u2019agenda di questo vertice offrono ai capi di Stato e di governo l\u2019opportunit\u00e0 di rilanciare il ruolo del G7.La ristrettezza e l\u2019informalit\u00e0 della riunione a sette devono diventare dei punti di forza, non di debolezza. L\u2019omogeneit\u00e0 tra i suoi membri deve essere sfruttata come un vantaggio, permettendo di raggiungere accordi su soluzioni realmente condivise ai problemi che caratterizzano la scena globale. <\/p>\n<p>Se i 7 paesi riusciranno in un contesto del genere a trovare dei punti di accordo, questo servir\u00e0 poi per proporre le loro soluzioni condivise con maggiore forza e supporto in seno al G20 e nelle altre sedi di discussione multilaterale, aumentando la pervasivit\u00e0 delle proposte di un gruppo di paesi, quello occidentale, che vede il suo peso geopolitico diminuire sempre pi\u00f9 con il passare del tempo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre a Ise-Shima, in Giappone, si riuniscono i capi di Stato e di governo del Gruppo dei 7, meglio conosciuto come G7, formato da Canada, Francia, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, \u00e8 lecito interrogarsi su quale ruolo possa avere oggi questa formazione in un contesto globale negli ultimi quarant&#8217;anni fortemente mutato. 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