{"id":34710,"date":"2016-05-27T00:00:00","date_gmt":"2016-05-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dopo-bruxelles-il-disastro-egyptair\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:35","slug":"dopo-bruxelles-il-disastro-egyptair","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/dopo-bruxelles-il-disastro-egyptair\/","title":{"rendered":"Dopo Bruxelles, il disastro Egyptair"},"content":{"rendered":"<p>In attesa di sapere le vere dinamiche del disastro aereo Egyptair, il tema della sicurezza negli aeroporti \u00e8 tornato al centro del dibattito tra le autorit\u00e0 internazionali. Se le indagini confermassero che si \u00e8 trattato di un attentato, significherebbe che, ancora una volta, c&#8217;\u00e8 stata qualche falla nella sicurezza di uno dei luoghi ritenuti pi\u00f9 a rischio.<\/p>\n<p>Come quanto accaduto all\u2019aeroporto dii Bruxelles Zaventem due mesi fa, lo Charles-de-Gaulle \u00e8 stato setacciato dalle autorit\u00e0 francesi alla ricerca di possibili indizi che siano in grado di dare una spiegazione alla catastrofe. Gi\u00e0 nel mese scorso, l&#8217;Unione europea, Ue, e gli Stati membri avevano iniziato a discutere una serie di misure per far fronte alla minaccia terroristica verso gli aeroporti europei.<\/p>\n<p><b>Le mosse dell\u2019Ue<\/b><br \/>\nDiversi gli obiettivi pi\u00f9 importanti fissati dal comunicato congiunto dei ministri della giustizia e degli interni dell&#8217;Ue riunitisi il 24 marzo. Si parte dall\u2019attuazione della direttiva sul codice di prenotazione, Pnr, contenente tutte le informazioni riguardo ai passeggeri.<\/p>\n<p>\u00c8 previsto infatti che ogni Stato membro stabilisca una propria \u201cUnit\u00e0 di informazione passeggeri\u201d, Uip, per raccogliere i dati delle compagnie aeree e scambiarli reciprocamente nel minor tempo possibile. Tali dati dovranno essere conservati per un periodo di cinque anni.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi il tema della condivisione delle informazioni tra le autorit\u00e0 e gli operatori dei trasporti in modo da adottare misure di attenuazione ove necessario. Altri obiettivi sono il completamento della legislazione in materia di lotta contro il terrorismo e l\u2019attuazione di controlli sistematici delle frontiere esterne dell&#8217;area Schengen, portando avanti un&#8217;ulteriore cooperazione antiterrorismo tra l&#8217;Ue, la Turchia e i Paesi del Nord Africa, del Medio Oriente e dei Balcani occidentali.<\/p>\n<p>I ministri riunitisi hanno poi deciso di sostenere il Gruppo contro-terrorismo, Ctg, e la creazione di una piattaforma dedicata allo scambio multilaterale di informazioni in tempo reale, prevedendo anche un pi\u00f9 frequente ricorso a squadre investigative congiunte europee al fine di coordinare le indagini e raccogliere e scambiare prove.<\/p>\n<p>Simili punti si trovano nel documento per contrastare le minacce \u201cibride\u201d adottato dalla Commissione europea e dall&#8217;Alto Rappresentante il 6 aprile, in cui viene sottolineato anche che la cooperazione ed il coordinamento tra Nato e Ue \u00e8 di fondamentale importanza.<\/p>\n<p><b>Nuove sfide per l\u2019Europa<\/b><br \/>\nSe fino ad oggi le procedure di controllo sono state volte ad evitare che i potenziali terroristi salissero a bordo dei velivoli, le esplosioni nelle sale delle partenze a Zaventem hanno reso evidente che le grandi aree pubbliche sono oggi vulnerabili ad attacchi.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa deve quindi fronteggiare la necessit\u00e0 di incrementare fortemente i livelli di sicurezza nei cosiddetti \u201csoft target\u201d, ovvero le aree comuni di passaggio. Da qui la necessit\u00e0 di introdurre monitoraggi pi\u00f9 completi, anche delle aree meno frequentate dai viaggiatori, con telecamere e sistemi di rilevamento in grado di individuare l&#8217;introduzione nell&#8217;area di materiale pericoloso, cos\u00ec come l&#8217;aumento della presenza dei unit\u00e0 cinofile all&#8217;interno delle sale delle partenze.<\/p>\n<p>L&#8217;efficacia di queste misure tuttavia \u00e8 strettamente connessa alle capacit\u00e0 di prevenzione delle autorit\u00e0 nazionali e internazionali e alla loro interazione. Non a caso, si \u00e8 molto discusso di errori da parte belga che hanno posto il Paese al centro di polemiche a livello internazionale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che Bruxelles riceve critiche per la cattiva gestione delle indagini relative al terrorismo. Ad esempio, una volta catturato Salah Abdeslam, responsabile degli attacchi coordinati di Parigi del 13 novembre, la notizia diffusa dalle autorit\u00e0 belghe riguardo la collaborazione del terrorista con gli inquirenti potrebbe aver accelerato l\u2019attuazione di nuovi attentati da parte dei jihadisti ancora in libert\u00e0. Probabilmente, se la notizia fosse stata mantenuta riservata, l\u2019intelligence belga avrebbe potuto fare un utilizzo diverso delle informazioni ottenute per cercare di prevenire le mosse di altri terroristi.<\/p>\n<p><b>Israele pu\u00f2 essere un modello?<\/b><br \/>\nUna delle critiche pi\u00f9 severe \u00e8 venuta dall&#8217;ex Direttore di sicurezza dell&#8217;aeroporto di Tel Aviv considerato uno dei pi\u00f9 sicuri al mondo, che ha affermato che un attacco del genere non sarebbe mai potuto accadere al suo Ben Gurion.<\/p>\n<p>Sui media internazionali si \u00e8 discusso se e come certe pratiche considerate da molti \u201ctroppo dure\u201d possano contribuire a una sicurezza efficace. Ad esempio, in Israele i passeggeri vengono interrogati da agenti addestrati ancora prima di raggiungere il check-in. Questa attivit\u00e0, chiamata <i>Profiling<\/i>, pu\u00f2 durare qualche minuto o un&#8217;ora intera, a seconda delle caratteristiche della persona che emergono durante il colloquio, con lo scopo di identificare individui potenzialmente pericolosi.<\/p>\n<p>Basandosi sul presupposto che gli attacchi terroristici vengono compiuti da persone in grado di essere riconosciute e fermate, il \u201cfattore umano\u201d \u00e8 considerato la chiave del modello di sicurezza israeliano. Tale approccio \u00e8 completato da un monitoraggio totale da parte di telecamere anche delle aree dell&#8217;aeroporto meno frequentate dai viaggiatori, e da sistemi di rilevazione per individuare l&#8217;introduzione nell&#8217;area di materiali pericolosi.<\/p>\n<p>Se pu\u00f2 essere utile considerare tale modello di sicurezza i 73 milioni di passeggeri annui negli aeroporti europei &#8211; contro i 15 milioni di Ben-Gurion &#8211; rendono pi\u00f9 difficile attuare le medesime misure anche in ambito Ue.<\/p>\n<p>Non bisogna infine dimenticare che l&#8217;esigenza di migliorare la sicurezza negli aeroporti europei deve essere affiancata da un aumento immediato della condivisione di informazioni tra le autorit\u00e0 dei singoli Paesi membri, soprattutto tra i rispettivi servizi di intelligence nazionali, per evitare che la violenza jihadista riesca nuovamente a colpire il Vecchio Continente.<\/p>\n<p>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In attesa di sapere le vere dinamiche del disastro aereo Egyptair, il tema della sicurezza negli aeroporti \u00e8 tornato al centro del dibattito tra le autorit\u00e0 internazionali. 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