{"id":34720,"date":"2016-05-27T00:00:00","date_gmt":"2016-05-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/energia-tavolo-algeria-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:36","slug":"energia-tavolo-algeria-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/energia-tavolo-algeria-ue\/","title":{"rendered":"Energia, tavolo Algeria-Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il primo Business Forum su tema energetico tra Unione europea, Ue, e Algeria. \u00c8 quello che si \u00e8 appena concluso ad Algeri e che ha visto coinvolti il Commissario europeo al clima e all\u2019energia Miguel Arias Ca\u00f1ete e il ministro dell\u2019Energia algerino Salah Khebri. <\/p>\n<p>L\u2019iniziativa riapre il discorso sullo sfruttamento delle risorse di idrocarburi nel paese e il suo rapporto con l\u2019Ue, in una situazione in cui per\u00f2 l\u2019instabilit\u00e0 politica latente, un\u2019organizzazione del settore non adeguata alla promozione di nuovi investimenti e la presenza di alcune rigidit\u00e0 del sistema algerino rischiano di impedire lo sfruttamento adeguato delle vastissime risorse. Problemi che potrebbero incrinare ulteriormente la gi\u00e0 fragile situazione politica interna.<\/p>\n<p><b>Algeria, potenza energetica in declino<\/b><br \/>Le potenzialit\u00e0 dell\u2019Algeria sono estremamente significative: \u00e8 il primo produttore di gas naturale in Africa, uno dei tre principali di petrolio. Secondo i dati dell\u2019<i>Oil and Gas Journal <\/i>del 2016, le sue riserve di gas naturale sono le undicesime pi\u00f9 grandi al mondo, le seconde in Africa dopo la Nigeria. <\/p>\n<p>Le stime della Energy Information Administration, Eia, del 2013 mettono le riserve di shale gas addirittura al terzo posto a livello mondiale, dopo Argentina e Cina. Grazie alle sue risorse, alla posizione geografica e ai tre gasdotti che la collegano, due con la Spagna e uno con l\u2019Italia tramite la Tunisia, l\u2019Algeria ha un ruolo significativo per l\u2019Europa, di cui \u00e8 il secondo fornitore di gas e a cui esporta il 76% del suo greggio. Eppure, nonostante le potenzialit\u00e0, la produzione di gas e petrolio \u00e8 andata diminuendo negli ultimi anni.<\/p>\n<p><b>Sonatrach e le difficolt\u00e0 di attrarre gli investimenti<\/b><br \/>La difficolt\u00e0 maggiore per l\u2019Algeria sta nell\u2019attrarre nuovi investimenti, sia per sfruttare le risorse esistenti, sia per proseguire l\u2019esplorazione. \u00c8 la stessa compagnia nazionale Sonatrach a sostenere che i due terzi del territorio algerino non siano stati esplorati del tutto o in maniera adeguata e i problemi non riguardano esclusivamente le diffuse proteste verso l\u2019utilizzo delle risorse non convenzionali. <\/p>\n<p>Nelle ultime aste per gli appalti per lo sfruttamento di gas e petrolio pochi sono stati i lotti assegnati: 4 su 31 nel 2014, mentre nel 2015 le aste sono state direttamente cancellate.<\/p>\n<p>Le ragioni sono molteplici, ma soprattutto relative alle sfavorevoli condizioni imposte dal governo algerino alle compagnie straniere dopo la revisione dell\u2019ultima legge sullo sfruttamento degli idrocarburi, del 2005, avvenuta l\u2019anno successivo.<\/p>\n<p>Al momento, Sonatrach deve possedere il 51% di qualsiasi nuovo progetto estrattivo, ma i costi sostenuti durante la fase di esplorazione sono interamente a carico dell\u2019investitore privato. Regole che rendono gli investimenti in Algeria meno attraenti, soprattutto se si aggiunge i rischi della corruzione endemica alla stessa Sonatrach; lo scandalo legato alle tangenti del 2012 port\u00f2 con s\u00e9 anche Saipem, che nel 2013 perdette il 34% del proprio valore in borsa.<\/p>\n<p>Il forum ha quindi ruotato principalmente intorno a questi problemi, vista anche la partecipazione tanto a livello istituzionale che privato, con oltre 170 imprese partecipanti agli incontri tra imprese locali ed europee (B2B). Se una nuova legge sugli idrocarburi sarebbe la soluzione preferibile, \u00e8 forse per\u00f2 quella meno probabile, ed \u00e8 pi\u00f9 facile pensare a una serie di piccole riforme, come gi\u00e0 fatto nel 2006, ma questa volta in senso positivo per gli investitori. <\/p>\n<p>Il punto \u00e8 quello di creare un <i>business environment <\/i>che permetta una maggiore attrazione degli investimenti tramite procedure amministrative pi\u00f9 snelle, accordi migliori in termini di tassazione, superficie dei lotti e con una presenza statale inferiore al monolitico 51%.<\/p>\n<p><b>L\u2019energia e l\u2019instabilit\u00e0 algerina<\/b><br \/>Un rinnovato sviluppo del settore degli idrocarburi in Algeria \u00e8 fondamentale, anche per garantire quella stabilit\u00e0 che al paese sembra mancare in maniera crescente. Da una parte l\u2019Algeria vede la domanda di energia crescere, con la generazione elettrica per\u00f2 ancora coperta per il 93% dal gas naturale nel 2013, secondo l\u2019Eia. <\/p>\n<p>Mentre la produzione diminuisce, l\u2019aumento del consumo rischia di erodere la quantit\u00e0 di gas e petrolio disponibile, che rappresentano, secondo il Fondo monetario internazionale, il 95% delle esportazioni e il 25% di tutto il Pil del paese. Questo aggrava una situazione gi\u00e0 colpita dai prezzi bassi del petrolio, con un punto percentuale di Pil in meno dal 2014 al 2015 e misure di austerit\u00e0 gi\u00e0 prese nel dicembre 2015 dal governo algerino.<\/p>\n<p>Il tutto in una situazione politica di estrema instabilit\u00e0: sempre nel dicembre 2015, il <i>New York Times<\/i> riportava il vuoto di potere dovuto alle pessime condizioni di salute del presidente Abdelaziz Bouteflika e un presunto <i>soft coup<\/i> operato dall\u2019entourage del presidente, provato dalle sostituzioni ai livelli top delle forze armate e dell\u2019intelligence e alla stretta sulla libert\u00e0 dei media, gi\u00e0 fortemente compromessa. <\/p>\n<p>Le violazioni ai diritti sono infatti diffuse: nel febbraio 2016 Euromed Rights, ong impegnata nella difesa dei diritti umani nell\u2019area mediterranea, riportava le numerose violazioni alle libert\u00e0 individuali, di associazione e di stampa in Algeria, come quelle relative alle proteste del luglio 2015 e quelle, pi\u00f9 gravi e strutturali, che potrebbero derivare dalla prevista revisione della costituzione.<\/p>\n<p>Un rinnovato sviluppo del settore energetico, in collaborazione con l\u2019Ue, potrebbe contribuire con una crescita pi\u00f9 solida allo stabilizzarsi della situazione politica, anche tramite le energie rinnovabili che potrebbero diminuire la pressione del consumo sulle risorse fossili. \u00c8 questo il motivo per cui la Commissione ha destinato in occasione del Business Forum dieci milioni di euro per i due programmi algerini per le energie rinnovabili e per l\u2019efficienza energetica (Pner e Pnee).<\/p>\n<p>Il settore energetico, d\u2019altronde, non ha che perdere dall\u2019instabilit\u00e0: nel marzo 2016, a seguito dell\u2019attacco agli impianti di estrazione di gas rivendicati da Al Qaeda, BP e Statoil hanno dovuto ritirare i propri dipendenti dai due pi\u00f9 grandi giacimenti di gas algerini. La prova di un pericoloso circolo vizioso tra energia, crescita e stabilit\u00e0 politica, che l\u2019Algeria dovr\u00e0 cercare di fermare.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo Business Forum su tema energetico tra Unione europea, Ue, e Algeria. \u00c8 quello che si \u00e8 appena concluso ad Algeri e che ha visto coinvolti il Commissario europeo al clima e all\u2019energia Miguel Arias Ca\u00f1ete e il ministro dell\u2019Energia algerino Salah Khebri. 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