{"id":34740,"date":"2016-05-30T00:00:00","date_gmt":"2016-05-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/serbia-tutti-gli-ostacoli-nel-sentiero-per-lue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:35","slug":"serbia-tutti-gli-ostacoli-nel-sentiero-per-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/serbia-tutti-gli-ostacoli-nel-sentiero-per-lue\/","title":{"rendered":"Serbia, tutti gli ostacoli nel sentiero per l\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Confermato dalle recenti elezioni legislative, Aleksandar Vucic e il suo partito progressista si apprestano a formare un nuovo governo in Serbia. Tecnicamente, Vucic potrebbe guidare un esecutivo monocolore, ma questo poggerebbe su una maggioranza molto ristretta.<\/p>\n<p>Del resto, considerando le scelte impopolari che attendono il governo &#8211; come i licenziamenti nel settore pubblico richiesti dal Fondo monetario internazionale -, si pu\u00f2 ritenere che egli abbia tutto l\u2019interesse a condividerne con altri la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Probabilmente molte dinamiche procederanno all\u2019insegna della continuit\u00e0, con la conferma della coalizione tra progressisti e i socialisti, magari con ulteriori aggiunte. All\u2019insegna della continuit\u00e0 proceder\u00e0 anche la politica internazionale del Paese, a cominciare dal processo di integrazione nell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>L\u2019ostruzionismo croato<\/b><br \/>Finch\u00e9 il processo di avvicinamento a Bruxelles sar\u00e0 agevole, n\u00e9 Vucic n\u00e9 la Serbia avranno ragione di sottrarvisi. Il primo ostacolo verso Bruxelles \u00e8 rappresentato dall&#8217;ostruzionismo croato. Per concedere il proprio consenso all&#8217;apertura del capitolo 23, Zagabria chiede a Belgrado di dare maggiore rappresentanza politica alla minoranza croata e, soprattutto, di modificare lo statuto del tribunale serbo per i crimini di guerra.<\/p>\n<p>La normativa attuale permette infatti, almeno in linea di principio, al tribunale serbo di perseguire cittadini croati per crimini compiuti negli anni \u201890. Tuttavia, l\u2019ostruzionismo croato non desta eccessiva preoccupazione a Belgrado. L&#8217;Ue e la Germania, che nei Balcani pi\u00f9 che altrove ne \u00e8 lo stato guida, desiderano aprire il processo negoziale con la Serbia ed \u00e8 facile prevedere che le pressioni tedesche avranno ben presto la meglio sulle rimostranze croate.<\/p>\n<p><b>La questione Kosovo<\/b><br \/>Sennonch\u00e9, esistono altri fattori in grado di complicare i negoziati. L\u2019adesione della Serbia all\u2019Ue imporr\u00e0 a Belgrado di riconoscere l\u2019indipendenza del Kosovo. Non tutti paesi dell\u2019Unione riconoscono Pristina come stato sovrano, ma gli organismi comunitari e la Germania hanno mostrato chiaramente la loro volont\u00e0 in tal senso.<\/p>\n<p>La strategia dell\u2019Ue \u00e8 stata finora volta a sviluppare i rapporti tra Belgrado e Pristina, sotto la supervisione di Bruxelles. L\u2019Unione europea intende cos\u00ec spingere la Serbia ad accettare gradualmente il fatto compiuto, a procedere progressivamente verso un riconoscimento fattuale, che dovrebbe in futuro esser coronato da quello formale.<\/p>\n<p> Sar\u00e0 semmai da vedere se l\u2019Ue agir\u00e0 direttamente o collateralmente sulla diplomazia serba, mostrando intransigenza su altre questioni per far intendere l\u2019antifona a Belgrado. Formalmente, il riconoscimento del Kosovo non \u00e8 incluso tra i requisiti per l\u2019adesione; periodicamente, per\u00f2, in Serbia giungono messaggi espliciti. Pochi mesi fa, l\u2019ambasciatore tedesco a Belgrado dichiar\u00f2 che \u201cal termine dei negoziati di adesione sar\u00e0 siglato un accordo giuridicamente vincolante tra Serbia e Kosovo, per la completa normalizzazione delle loro relazioni\u201d; una previsione che dest\u00f2 malumore nell\u2019esecutivo serbo.<\/p>\n<p>Recentemente, l\u2019austriaca verde Ulrike Lunacek, relatrice sul Kosovo al Parlamento europeo, ha dichiarato che no, \u201cil riconoscimento del Kosovo non \u00e8 menzionato nei documenti ufficiali dell\u2019Ue, n\u00e9 nei capitoli negoziali\u201d, ma ha aggiunto che \u201cnon vi sar\u00e0 l\u2019adesione della Serbia all\u2019Unione finch\u00e9 non verr\u00e0 riconosciuta l\u2019indipendenza di Pristina\u201d.<\/p>\n<p>Per Bruxelles, il capitolo 35 dei negoziati d\u2019adesione, che riguarda appunto il Kosovo, non sostituisce il dialogo in corso tra Belgrado e Pristina, che si svolge sotto l\u2019egida dell\u2019Ue. Il capitolo 35 specifica poi che l\u2019Unione potr\u00e0 bloccare i negoziati in caso di mancati progressi nel dialogo tra Belgrado e Pristina.<\/p>\n<p>L\u2019Ue potrebbe dunque presentare il riconoscimento del Kosovo come uno sviluppo del dialogo tra Belgrado e Pristina e non direttamente come un requisito per l\u2019adesione. Ci\u00f2 fornirebbe il vantaggio di render meno aspro il compito al governo serbo e di limitare il danno d\u2019immagine dell\u2019Ue presso l\u2019opinione pubblica serba.<\/p>\n<p><b>I rapporti con Russia e Nato<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 poi la questione dei rapporti con la Russia. Per interessi economici e politici come per legami storici, la Serbia vuole continuare ad aver buoni rapporti con Mosca. Resistendo a forti pressioni, Belgrado ha rifiutato di associarsi alle sanzioni di Stati Uniti e Unione europea contro la Russia ed \u00e8 anzi interessata a migliorare l\u2019accesso dei prodotti serbi sul mercato russo e degli altri paesi dell\u2019Unione eurasiatica.<\/p>\n<p>Fin qui, l\u2019Ue ha mostrato disappunto per il buon andamento dei rapporti serbo-russi, ma a compimento dei negoziati di accesso si porr\u00e0 la questione della completa adesione di Belgrado alla politica estera di Bruxelles. Per Belgrado non sar\u00e0 una scelta facile, dato che, come ha affermato il presidente Nikolic, \u00e8 difficile governare la Serbia senza aver buoni rapporti sia con l\u2019Ue sia con la Russia.<\/p>\n<p> C\u2019\u00e8 poi un altro ostacolo, connesso con i precedenti. L\u2019adesione dei paesi dell\u2019Europa orientale all\u2019Ue \u00e8 stata finora sempre preceduta, o accompagnata, dalla loro integrazione nella Nato. Per varie ragioni, l\u2019allargamento dell\u2019Alleanza atlantica alla Serbia non \u00e8 all\u2019ordine del giorno. Sar\u00e0 fatta un\u2019eccezione per Belgrado da questa sorta di regola non scritta, permettendole l\u2019ingresso all\u2019Ue indipendentemente da quello nella Nato? <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confermato dalle recenti elezioni legislative, Aleksandar Vucic e il suo partito progressista si apprestano a formare un nuovo governo in Serbia. Tecnicamente, Vucic potrebbe guidare un esecutivo monocolore, ma questo poggerebbe su una maggioranza molto ristretta. 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