{"id":34760,"date":"2016-05-31T00:00:00","date_gmt":"2016-05-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nazioni-unite-sentiero-rosa-per-il-dopo-ban\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:35","slug":"nazioni-unite-sentiero-rosa-per-il-dopo-ban","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/nazioni-unite-sentiero-rosa-per-il-dopo-ban\/","title":{"rendered":"Nazioni Unite, sentiero rosa per il dopo Ban"},"content":{"rendered":"<p>Donna, dell\u2019Est Europa e con esperienza nella diplomazia multilaterale. L\u2019identikit del nono Segretario generale dell\u2019Onu sembra portare direttamente a Irina Bokova. Al secondo mandato alla guida della pi\u00f9 grande agenzia delle Nazioni Unite, la Direttrice generale dell\u2019Unesco \u00e8 oggi la favorita alla successione di Ban ki-Moon.<\/p>\n<p>La strada verso Turtle Bay \u00e8 per\u00f2 disseminata di insidie e di concorrenti che, per la prima volta nella storia, sfilano di fronte agli elettori dell\u2019Assemblea generale (Ag) e alle telecamere della diretta streaming, sul sito delle Nazioni Unite. <\/p>\n<p>Il processo di selezione del nuovo numero uno dell\u2019Onu, infatti, \u00e8 questa volta improntato alla trasparenza, cercando deliberatamente di uscire dalle segrete stanze del Palazzo di Vetro. dove era stato in precedenza relegato. <\/p>\n<p>Un primo round di audizioni si \u00e8 tenuto ad aprile; venerd\u00ec 3 giugno comincer\u00e0 il secondo: confermati tutti i precedenti candidati, se ne sono aggiungi altri tre, messi in campo dai rispettivi governi, per un totale di 11. Le interviste per scegliere chi svolger\u00e0 il ruolo diplomatico pi\u00f9 ambita al mondo saranno trasmesse dalla webtv Onu e lasceranno tracce su Twitter, agli hashtag #UNSGcandidates e #NextSG. <\/p>\n<p><b>Il contributo femminile nella pace e nella sicurezza internazionale<\/b><br \/>Secondo l\u2019art. 97 della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce le regole dell\u2019elezione, il Segretario \u201cdeve essere nominato dall\u2019Ag, su raccomandazione del Consiglio di sicurezza (Cds)\u201d. Fino ad oggi la selezione \u00e8 avvenuta in altre sedi, lontane dall\u2019Ag. <\/p>\n<p>Il mutamento \u00e8 iniziato quando l\u2019Ag, nel 1997, ha adottato una specifica Risoluzione (la 51\/241), che invitava a rendere il processo di nomina del vertice dell\u2019Onu il pi\u00f9 trasparente possibile e a tenere in considerazione, per la scelta del Segretario generale sia la rotazione fra i blocchi regionali di origine dei candidati, sia l\u2019equilibrio di genere. <\/p>\n<p>Il presidente di turno dell\u2019Ag, il danese Mogens Lykketoft, ha voluto imprimere un\u2019ulteriore sterzata, chiarendo, in una lettera congiunta firmata con il presidente di turno del Cds, le procedure e i termini per la presentazione delle candidature da parte dei Paesi membri. \u201cSceglieremo la persona migliore per guidare l\u2019Onu &#8211; ha detto -. Ma \u00e8 vero che molti di noi non vedono ragione alcuna perch\u00e9 non sia una donna a ricoprire per la prima volta tale ruolo\u201d. <\/p>\n<p>Sembra quindi giunta l\u2019ora in cui la lettera della Risoluzione 1325(2000) del Cds, sul ruolo e il contributo femminile alla pace e alla sicurezza, diverr\u00e0 realt\u00e0, cominciando ad essere attuata grazie alle decisioni di quella stessa istituzione che l\u2019aveva a suo tempo approvata. <\/p>\n<p>Fino ad oggi, il Cds ha sempre proposto un singolo nome al voto dell\u2019Ag, che ha poi sempre ratificato la scelta. Con un processo selettivo cos\u00ec aperto e partecipato, non \u00e8 scontato che anche questa volta accada lo stesso. \u00c8 cio\u00e8 possibile che al vaglio dei 193 Stati membri dell\u2019Ag venga presentata una rosa di papabili, in competizione tra loro. <\/p>\n<p><b>Bokova la spunta su Georgieva<\/b><br \/>La geografia Onu ripartisce il mondo in blocchi regionali, e la prassi opera su questa base, realizzando un informale meccanismo di rotazione fra i diversi blocchi nell\u2019assegnazione dei <i>top jobs<\/i>. Su questa base, in pochi mettono in dubbio che stavolta sia il turno dell\u2019Europa dell\u2019Est, sino ad oggi rimasta a bocca asciutta.<\/p>\n<p>Studi nell\u2019ex Unione sovietica e perfezionamento al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico, capacit\u00e0 manageriali e brillante carriera nell\u2019Unesco (dove ha anche ben gestito spinosi dossier come quello relativo al Muro occidentale di Gerusalemme), la Bokova ha un curriculum che non dovrebbe incontrare particolari veti incrociati.<\/p>\n<p>Dopo aver vinto a febbraio la temibile concorrenza interna di un\u2019altra bulgara, la vicepresidente della Commissione europea Kristalina Georgieva, la Bokova ha ottenuto l\u2019investitura ufficiale da parte del governo di Sofia e potrebbe oggi trovare il favore dei cinque membri permanenti del Cds. <\/p>\n<p>Ma non basta: come la campagna per il seggio non permanente nel Cds ha insegnato all\u2019Italia, la diplomazia onusiana \u00e8 spesso fatta di contatti informali e si muove sottotraccia, corteggiando anche i Paesi piccoli e i \u201cpesi piuma\u201d per un consenso che, in Ag, attende il responso del pallottoliere pi\u00f9 che della bilancia. <\/p>\n<p> Le altre candidature che sfidano la <i>front-runner<\/i> bulgara presentano anch\u2019esse profili interessanti. A cominciare dalle altre due donne dell\u2019Europa orientale che sono della partita: la croata Vesna Pusi&#263;, gi\u00e0 ministro degli Esteri e vicepremier nell\u2019ultimo governo di centrosinistra, e la moldava Natalia Snegur-Gherman, diplomatica e politica, figlia del primo presidente di Chisinau. <\/p>\n<p> <b>L\u2019intricata diplomazia onusiana <\/b><br \/>Completano l\u2019affollato parterre balcanico\/post-sovietico l\u2019ex ministro degli Esteri serbo Vuk Jeremi&#263;, l\u2019economista e diplomatico macedone Srgjan Kerim (entrambi gi\u00e0 presidenti dell\u2019Ag), l\u2019ex presidente sloveno Danilo T\u00fcrk, il ministro degli Esteri montenegrino Igor Luk\u0161i&#263; (giovane socialdemocratico di tendenza liberal, che tuttavia annovera la Thatcher e Reagan come modelli) e il collega slovacco Miroslav Laj&#269;ak (che, con Bratislava pronta ad assumere la presidenza di turno dell\u2019Ue, deve fare i conti con le sortite del premier Fico, sempre pi\u00f9 l\u2019Orb\u00e1n della famiglia eurosocialista). <\/p>\n<p>Ma candidati con chance di successo si trovano anche negli altri gruppi regionali. Un alto profilo che potrebbe dare del filo da torcere alla Bokova, quanto a pregresse esperienze alla guida del proprio Paese e in seguito di un\u2019agenzia Onu (l\u2019Undp), \u00e8 l\u2019ex premier neozelandese Helen Clark (gruppo Europa occidentale e altri). <\/p>\n<p>L\u2019ex premier portoghese e fino all\u2019anno scorso commissario Onu per i rifugiati Ant\u00f3nio Guterres \u00e8 l\u2019altro nome in campo in quota all\u2019eterogeneo fronte: l\u2019unico ad avere, ad oggi, ottenuto un pesante <i>endorsement<\/i>: quello della Francia. <\/p>\n<p>Dopo un Papa e il dio del pallone Lionel Messi, l\u2019Argentina infine prova a metter la propria bandierina anche in cima al Palazzo di Vetro, facendo anch\u2019essa una puntata rosa, il ministro degli Esteri Susana Malcorra.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donna, dell\u2019Est Europa e con esperienza nella diplomazia multilaterale. 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