{"id":34790,"date":"2016-06-05T00:00:00","date_gmt":"2016-06-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/migranti-risorsa-non-fardello\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:34","slug":"migranti-risorsa-non-fardello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/migranti-risorsa-non-fardello\/","title":{"rendered":"Migranti, risorsa non fardello"},"content":{"rendered":"<p>Il grande afflusso di persone verso le frontiere europee ha innescato un dibattito mediatico e politico sull\u2019accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo che vorrebbero fare ingresso nel territorio comunitario.<\/p>\n<p>Sebbene l\u2019atteggiamento solidale o meno di ognuno di noi risponda anche a motivazioni culturali, l\u2019oggettivit\u00e0 dei modelli economici pu\u00f2 aiutare a far chiarezza sui possibili effetti dell\u2019accoglienza e a scacciare i timori ad essa collegati.<\/p>\n<p>In economia si discute da tempo su quali possano essere le reazioni dei mercati all\u2019arrivo dei lavoratori immigrati. \u00c8 giusto che queste analisi inizino ad essere divulgate e siano di aiuto alle scelte dei governi.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 per cui un nuovo gruppo di esperti capitanati da Philippe Legrain, chiamato Open Political Economy Network, si sta battendo e a cui il 18 maggio scorso il quotidiano <i>The Guardian<\/i> ha dedicato un articolo.<\/p>\n<p><b>Guadagni dell\u2019immigrazione<\/b><br \/>\nBrevemente, l\u2019accettazione dei rifugiati costerebbe all\u2019Europa 69mld di Euro tra il 2015 e il 2020, ma produrrebbe un aumento del Pil di 126,6mld di Euro nello stesso periodo. Questo \u00e8 il risultato della simulazione fatta dal Fondo monetario internazionale, il quale ipotizza un flusso di persone pari al 2,5% dell\u2019intera popolazione europea. In che modo questo avviene? Vediamo ora in maniera semplice quali sono i meccanismi che condurrebbero a questo guadagno netto.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la preoccupazione che gli immigrati possano ridurre il salario o le possibilit\u00e0 di impiego dei lavoratori nativi non trova alcun riscontro nei dati. Al contrario, l\u2019ingresso nel mercato della forza lavoro straniera genera delle possibilit\u00e0 di investimento che, se sfruttate, porta all\u2019incremento del numero totale dei posti, lasciando invariato il tasso di occupazione della popolazione ospitante.<\/p>\n<p>Traducendo le parole dello stesso Legrain, possiamo dire che non esiste un numero predefinito di posti di lavoro. Questo dipende dalla grandezza dell\u2019economia e il ritmo con cui esso aumenta va di pari passo con il tasso di crescita del sistema.<\/p>\n<p>Inoltre, gli immigrati sono maggiormente disposti a svolgere mansioni manuali, spingendo i nativi verso incarichi pi\u00f9 qualificati. Quelli che ad esempio richiedono una padronanza linguistica superiore e che corrispondono a salari pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Detto diversamente, immigrati e nativi non competono nello stesso segmento di mercato. In secondo luogo, gli immigrati che vengono accolti da un paese, non solo lavorano, ma spendono anche, sostenendo le domande per consumi delle economie in crisi.<\/p>\n<p>Parlando strettamente di bilanci pubblici, invece, le imposte e i contributi pagati dai lavoratori stranieri in regola sono maggiori della spesa destinata ad essi. Questo perch\u00e9 non conoscono e non beneficiano di tutti i servizi a disposizione della popolazione nativa. Inoltre, il gruppo degli stranieri \u00e8 caratterizzato da una et\u00e0 media pi\u00f9 bassa e il ringiovanimento che apportano aiuta la sostenibilit\u00e0 dei sistemi pensionistici.<\/p>\n<p><b>Da rifugiati a lavoratori<\/b><br \/>\nPer il momento, quindi l\u2019ipotesi che i rifugiati siano un fardello economico per l\u2019Europa \u00e8 da respingere al mittente. Tuttavia, gli effetti appena descritti si realizzano a delle condizioni. Prima fra tutte \u00e8 che si lasci entrare gli immigrati nella forza lavoro, trasformando la loro posizione da rifugiati a lavoratori.<\/p>\n<p>Dovrebbe essere concesso di trovare un impiego anche a coloro che sono in attesa di processo della propria domanda di asilo per contribuire cos\u00ec alle spese dello Stato. In parole pi\u00f9 semplici, se l\u2019Europa non permette ai rifugiati di lavorare, si condanna da sola a sostenere il costo dell\u2019immigrazione, come una madre che si lamenta di dover stare dietro ad un figlio che lei stessa non lascia crescere.<\/p>\n<p><b>Pi\u00f9 investimenti e pi\u00f9 produzione<\/b><br \/>\nLa seconda condizione per la realizzazione di una crescita derivante dall\u2019immigrazione riguarda un aspetto pi\u00f9 tecnico. \u00c8 importante che le imprese reagiscano all\u2019aumento della forza lavoro effettuando nuovi investimenti. Per chi ha familiarit\u00e0 con i modelli economici \u00e8 banale che il minor costo del lavoro immigrato dia l\u2019incentivo a progetti imprenditoriali nuovi e pi\u00f9 grandi, ma sa anche che questo dipende dal grado di concorrenza nel mercato. Se la competizione tra le imprese non spinge queste ultime ad ampliare la produzione, allora ci\u00f2 che si realizza \u00e8 una situazione di bassi salari ed alti profitti.<\/p>\n<p>Legato a questo problema redistributivo vi \u00e8 quello della domanda. In media, i salari sono una classe di reddito con una propensione al consumo maggiore di quella dei profitti. Questo significa che di ogni euro una parte maggiore viene consumata e una minore risparmiata. Se, perci\u00f2, si leva ai lavoratori e si d\u00e0 alle imprese non si osserva l\u2019effetto espansivo della domanda per consumi auspicato e una parte di produzione pu\u00f2 rimanere invenduta.<\/p>\n<p>In conclusione, un disegno istituzionale sbagliato pu\u00f2 impedire che un miglioramento economico si realizzi. \u00c8 giusto, perci\u00f2, che i governi prendano coscienza della risorsa che i lavoratori stranieri rappresentano e si adoperino per realizzare le giuste riforme affinch\u00e9 vengano integrati e favoriscano la crescita dell\u2019intero paese che li ospita.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grande afflusso di persone verso le frontiere europee ha innescato un dibattito mediatico e politico sull\u2019accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo che vorrebbero fare ingresso nel territorio comunitario. Sebbene l\u2019atteggiamento solidale o meno di ognuno di noi risponda anche a motivazioni culturali, l\u2019oggettivit\u00e0 dei modelli economici pu\u00f2 aiutare a far chiarezza sui possibili [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[91,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34790"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34790"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64154,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34790\/revisions\/64154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}