{"id":34830,"date":"2016-06-07T00:00:00","date_gmt":"2016-06-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-londra-divorzia-dallue-poco-male\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:33","slug":"se-londra-divorzia-dallue-poco-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/se-londra-divorzia-dallue-poco-male\/","title":{"rendered":"Se Londra divorzia dall\u2019Ue, poco male"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli appelli, sulle due sponde dell\u2019 Atlantico e anche ai livelli pi\u00f9 elevati, perch\u00e9 i cittadini del Regno Unito si pronuncino in favore della sua permanenza nell\u2019 Unione europea, Ue. Sono stati in particolare sottolineati i gravissimi danni che una decisione contraria comporterebbe sia per il Regno Unito che per l\u2019Ue.<\/p>\n<p>A parere di chi scrive queste preoccupazioni sono esagerate e vanno ridimensionate. Quelle relative ai danni per il Regno Unito sono meno ingiustificate e pi\u00f9 comprensibili, nell\u2019ottica di chi, per vari motivi, vorrebbe che Londra continuasse a partecipare all\u2019 integrazione europea, sia pure ridotta ai minimi termini per la Gran Bretagna dopo le intese sollecitate e ottenute al Consiglio europeo di febbraio (e per ora provvisorie in attesa dei risultati del referendum). <\/p>\n<p>Le preoccupazioni relative ai danni per l\u2019 Ue appaiono invece poco convincenti, in particolare se espresse da questa parte della Manica, e strumentali al tentativo di giustificare le straordinarie concessioni fatte al Regno Unito dagli altri membri dell\u2019Unione per facilitare una risposta positiva dell\u2019 elettorato britannico il 23 giugno.<\/p>\n<p><b>Alle origini del disagio inglese <\/b><br \/>Il Regno Unito ha aderito nel 1973 alla allora Comunit\u00e0 europea dopo dodici anni di negoziati, interrotti a pi\u00f9 riprese, con l\u2019obiettivo di: essere parte di un esperimento al quale all\u2019inizio non aveva creduto, ma che stava avendo successo; beneficiare di un vasto mercato senza barriere doganali; e \u201clast but not least\u201c entrare nella libera circolazione europea dei capitali. <\/p>\n<p>Quest\u2019 ultimo obiettivo era vitale allora per il Regno Unito, al fine di\u201c affogare\u201d nel mercato unificato europeo la montagna di sterline ancora in circolazione nel mondo dopo che la moneta nazionale aveva perso il ruolo di importante valuta di riserva (e il Regno Unito quello di prima economia mondiale).<\/p>\n<p>Sin dall\u2019 inizio gli inglesi si sono sentiti a disagio nella Comunit\u00e0 europea: troppo dirigismo francese, troppa regolamentazione tedesca, troppa improvvisazione italiana. E ancor meno soddisfatti sono stati degli sviluppi successivi verso forme pi\u00f9 avanzate di integrazione sovranazionale, totalmente contrarie al senso britannico di indipendenza e sovranit\u00e0. Cos\u00ec hanno costantemente rinegoziato la loro partecipazione al progetto europeo a ogni stadio del suo avanzamento. <\/p>\n<p>Attualmente sono fuori dalla moneta unica, dalla libera circolazione delle persone e, con gli ultimi accordi di febbraio, anche dalle disposizioni finanziariamente pi\u00f9 costose in materia di libera circolazione dei lavoratori. Ma rimangono presenti a pieno titolo in tutte le istituzioni europee con diritto di voto e, dove previsto, di veto.<\/p>\n<p><b>Divorzio dall\u2019Ue, ripercussioni per Londra<\/b><br \/>Uscire dall\u2019 Ue non cambierebbe drammaticamente le cose per la Gran Bretagna, ma certamente avrebbe pesanti ripercussioni. Se Londra concludesse immediatamente un accordo con l\u2019Ue per rimanere nel mercato unico e nella libera circolazione dei capitali, non avrebbe pi\u00f9 voce, come del resto nemmeno norvegesi e svizzeri, nelle decisioni relative. <\/p>\n<p>\u00c8 anche da mettere in conto che Londra perderebbe una parte, ma solo una parte, della sua importanza come grande mercato finanziario. La conseguenza pi\u00f9 negativa, quella s\u00ec veramente seria, sarebbe la prevedibile secessione della Scozia.<\/p>\n<p>E per l\u2019Ue, quali sarebbero le conseguenze della perdita della Gran Bretagna? Da oltre trent\u2019anni, esaurito il ruolo certamente positivo svolto da alcuni dei primi commissari britannici (vanno ricordati in particolare Jenkins, Thompson e Cockfield ), il Regno Unito non ha pi\u00f9 dato alcun apporto significativo al progresso dell\u2019 integrazione europea, nemmeno in materia di sicurezza e di difesa, e ha fatto invece di tutto per frenarlo. N\u00e9 ha voluto contribuire agli equilibri politici complessivi in Europa: obiettivo sul quale avevano puntato molto, alle origini, Italia e Paesi Bassi.<\/p>\n<p>Sul piano politico, non si vede quale indebolimento della posizione dell\u2019Ue nel mondo produrrebbe l\u2019uscita del Regno Unito, visto che Londra non ha mai voluto operare per sostenere e rafforzare questa posizione. <\/p>\n<p>Sul piano degli scambi, il Regno Unito continuerebbe, come si \u00e8 detto, a far parte del mercato unico. Mentre, in materia finanziaria, il sostanziale diritto di veto attribuito al Regno Unito dalle intese di febbraio potrebbe essere utilizzato da Londra per ostacolare ogni eventuale tentativo dell\u2019Unione di mettere ordine e di far pulizia nella situazione di caos speculativo ora esistente nei mercati finanziari come conseguenza della \u201cderegulation\u201d selvaggia a suo tempo inventata dagli ambienti anglo-sassoni del settore.<\/p>\n<p><b>I benefici di un\u2019Ue pi\u00f9 piccola<\/b><br \/>\u00c8 stato sostenuto infine che l\u2019uscita della Gran Bretagna dall\u2019Unione creerebbe un incentivo per altri Paesi membri di seguirne l\u2019esempio. \u00c8 opinione di che scrive che un rimpicciolimento delle dimensioni dell\u2019Unione potrebbe essere benefico per la sua coesione interna, dopo l\u2019ampliamento della met\u00e0 degli anni 2000 che fu operato in modo affrettato e senza introdurre pi\u00f9 adeguate regole istituzionali. <\/p>\n<p>Mentre le deroghe ad hoc concesse alla Gran Bretagna in febbraio costituirebbero un precedente difficilmente opponibile per ogni Paese che volesse un trattamento specifico e differente dalla regola generale.<\/p>\n<p>In conclusione, ogni popolo deve sentirsi libero di decidere democraticamente del proprio destino, quali ne siano le conseguenze.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli appelli, sulle due sponde dell\u2019 Atlantico e anche ai livelli pi\u00f9 elevati, perch\u00e9 i cittadini del Regno Unito si pronuncino in favore della sua permanenza nell\u2019 Unione europea, Ue. 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