{"id":34860,"date":"2016-06-09T00:00:00","date_gmt":"2016-06-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/migration-compact-dallitalia-allue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:32","slug":"migration-compact-dallitalia-allue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/migration-compact-dallitalia-allue\/","title":{"rendered":"Migration compact, dall\u2019Italia all\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Con la comunicazione al Parlamento europeo del 7 giugno, la Commissione riprende significativamente il titolo di <i>Migration Compact <\/i>per proporre un patto europeo ad una serie di paesi terzi (Giordania, Libano) affinch\u00e9 continuino ad assistere i migranti che ospitano (o ospiteranno) sul loro territorio o riprendano i migranti gi\u00e0 partiti verso l\u2019Europa e da questa rimpatriati.<\/p>\n<p>Nel secondo caso il patto \u00e8 volto all\u2019Africa nera ed \u00e8 assortito da un robusto pacchetto finanziario. Il modello \u00e8 quello del Piano Juncker (Efsi) e analogamente dovrebbe mobilitare risorse europee, nazionali, private, esercitando su queste ultime un effetto di traino.<\/p>\n<p> La Commissione presenta il <i>Compact <\/i>come una prova di verit\u00e0 con l\u2019elettorato. Il fenomeno migratorio \u00e8 elevato e di lunga durata, le chiusure nazionali non riescono ad arginarlo, bisogna gestirlo con un\u2019accorta risposta europea.<\/p>\n<p>L\u2019approccio della Commissione resta dentro al quadro della cooperazione. Poco o nulla dice di una politica attiva della difesa, intesa a prevenire i fenomeni bellici o a intervenire quando questi scoppiano, per limitare i danni umani e materiali e l\u2019avvio di nuovi esodi di massa. Pur con le comprensibili cautele, si avvede che solo dispiegando tutta la strumentazione del Trattato in materia di azione esterna ci avviciniamo alla soluzione.<\/p>\n<p><b>La proposta italiana<\/b><br \/>Il <i>Migration Compact <\/i>proposto dall\u2019Italia offre un approccio diverso a un fenomeno &#8211; quello dell\u2019immigrazione &#8211; che definisce in apertura \u201csenza precedenti\u201d e destinato a durare per decenni a causa delle dinamiche geopolitiche nelle aree prossime all\u2019Europa, e segnatamente in Medio Oriente, Nord Africa, Sahel, Corno d\u2019Africa.<\/p>\n<p>Le turbolenze sono diffuse perch\u00e9 riguardano le zone di guerra (Siria) e le zone di arretratezza economica e sociale quando non ambedue assieme. Il fenomeno \u00e8 tale da \u201cminacciare i pilastri fondamentali dell\u2019integrazione europea (ad esempio l\u2019integrit\u00e0 della zona Schengen) e la solidariet\u00e0 fra gli stati membri\u201d.<\/p>\n<p>Le azioni intraprese sulla rotta orientale (Accordo Ue-Turchia) mirano a dare sollievo alle popolazioni che fuggono da condizioni di guerra. I flussi in arrivo attraverso la rotta mediterranea sono composti principalmente da migranti economici: e sono quelli destinati a durare decenni proprio per le origini strutturali dei mali da cui le persone fuggono.<\/p>\n<p>Il fenomeno ha anche e soprattutto un impatto umanitario. Le immagini di persone in fuga e sovente vittime di disastri e deportazioni sono emotivamente forti per il pubblico europeo, che ne prende immediata conoscenza grazie ai mezzi di comunicazioni di massa. La tensione si scarica sulla nostra rete protettiva, sia essa di assistenza che di contrasto, e si fa sempre pi\u00f9 alta. Alcuni punti di approdo sono divenuti il simbolo d\u2019Europa, nel bene e nel male.<\/p>\n<p><b>La chiusura del Brennero e l\u2019apertura del Gottardo <\/b><br \/>Urge un salto di qualit\u00e0 nella risposta europea. Il salto di qualit\u00e0 va piuttosto diretto verso l\u2019esterno che all\u2019interno. A chiarire il pensiero vale la dichiarazione della Cancelliera tedesca, che icasticamente paventa la fine d\u2019Europa se il Brennero viene chiuso. Il Brennero \u00e8 un confine simbolo che, come tutti i simboli, vale molto pi\u00f9 del traffico che consente (o interdice). Il Brennero \u00e8 la porta d\u2019ingresso fra Nord e Sud Europa.<\/p>\n<p>Non \u00e8 probabilmente un caso che la Cancelliera si pronunci in questo modo dopo avere partecipato il primo giugno, assieme ad altri dirigenti europei, all\u2019inaugurazione della galleria svizzera del San Gottardo. La chiusura del Brennero tradisce l\u2019apertura del Gottardo.<\/p>\n<p>Le migrazioni di massa mettono l\u2019Unione di fronte alle sue responsabilit\u00e0 sulla scena internazionale. Il Trattato di Lisbona inserisce la politica estera, di sicurezza e difesa nel capitolo dell\u2019azione esterna, che include pure la cooperazione allo sviluppo, l\u2019aiuto umanitario, le politiche \u201ccomunitarie\u201d tradizionali.<\/p>\n<p>L\u2019Unione dovrebbe agire all\u2019esterno sulla base degli stessi principi che animano la sua zione all\u2019interno, in una armonica ancorch\u00e9 poco probabile coerenza di atteggiamento. Poco probabile perch\u00e9 sulla scena internazionale l\u2019Unione si confronta con soggetti a volte refrattari ai principi che essa propugna.<\/p>\n<p>Importa comunque che, con Lisbona, l\u2019Unione si sia dotata della strumentazione astrattamente idonea all\u2019azione esterna. Altro discorso \u00e8 che dal 2009 non tutta l\u2019azione esterna si \u00e8 dispiegata con pari velocit\u00e0 ed efficacia. La politica di difesa \u00e8 rimasta indietro e gli effetti del ritardo sono percepibili proprio nella presente crisi.<\/p>\n<p><b>L\u2019approccio integrato del Migration Compact <\/b><br \/>Il <i>Migration Compact<\/i> propone un approccio integrato che, a semplificare, si pu\u00f2 definire come miscela di prevenzione, contrasto, aiuto. Accanto ai progetti d\u2019investimento tramite gli strumenti finanziari a ci\u00f2 deputati, si pone la cooperazione in materia di sicurezza: gestire le migrazioni controllandole anche alla radice, mediante azioni di Psdc (politica di sicurezza e difesa comune) da proiettare nelle aree di crisi.<\/p>\n<p>Creare opportunit\u00e0 legali ai migranti e insieme varare gli schemi di riallocazione a titolo di compensazione per i paesi di prima linea. Praticare i ritorni e le riammissioni, rivedere i sistemi di asilo, lottare contro i trafficanti di esseri umani.<\/p>\n<p>Il documento si conclude con la proposta di una nuova Guardia europea di frontiera che serva a sviluppare un piano per \u201cjoint EU return operations\u201d. Non \u00e8 detto che il <i>Migration Compact <\/i>sia condiviso in tutto e per tutto dagli stati membri e dalle istituzioni europee, essendo prevedibili le resistenze di varia natura. Ma occorre smuovere le acque perch\u00e9 si percepisca fino in fondo la portata della sfida che si pone non solo ai paesi di frontiera ma agli assetti delle societ\u00e0 europee nel loro insieme.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la comunicazione al Parlamento europeo del 7 giugno, la Commissione riprende significativamente il titolo di Migration Compact per proporre un patto europeo ad una serie di paesi terzi (Giordania, Libano) affinch\u00e9 continuino ad assistere i migranti che ospitano (o ospiteranno) sul loro territorio o riprendano i migranti gi\u00e0 partiti verso l\u2019Europa e da questa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[91,125,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34860"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34860"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34860\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61410,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34860\/revisions\/61410"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}