{"id":34870,"date":"2016-06-09T00:00:00","date_gmt":"2016-06-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/hot-spot-in-mare-ricetta-italiana-alla-prova-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:32","slug":"hot-spot-in-mare-ricetta-italiana-alla-prova-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/hot-spot-in-mare-ricetta-italiana-alla-prova-ue\/","title":{"rendered":"Hot spot in mare, ricetta italiana alla prova Ue"},"content":{"rendered":"<p>Spinta dalla necessit\u00e0 di adottare misure per fronteggiare nuovi massicci arrivi via mare, l&#8217;Italia pensa di identificare i migranti su navi adibite ad <i>hot spot <\/i>galleggianti. Si vuole evitare l&#8217;ingresso di irregolari economici valutando subito i potenziali aventi titolo a protezione internazionale.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 condivisibile, ma riserve possono essere espresse da differenti punti di vista, compreso il radicato convincimento dell&#8217;Unione europea, Ue, che l&#8217;Italia sia, per posizione e vocazione, il principale <i>hub <\/i>delle persone salvate in mare provenienti da Libia ed Egitto.<\/p>\n<p><b>Soluzione tattica<\/b><br \/>Il piano italiano va correlato alla ricerca e soccorso (Sar) dei migranti, obbligo morale e giuridico che l&#8217;Italia assolve da sempre a pieno (pi\u00f9 di 600.000 persone assistite dal 1991, di cui 300.000 negli ultimi due anni).<\/p>\n<p>L&#8217;imbarco su nostri hot spot galleggianti equivarrebbe infatti, secondo le <i>Linee guida dell&#8217;Organizzazione marittima internazionale<\/i>, al raggiungimento di un &#8220;luogo sicuro&#8221; (<i>place of safety<\/i>) in territorio italiano, cui consegue, in termini di concessione di asilo, l&#8217;attuale <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3454\" target= \"blank\"><b><u>sistema di Dublino<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Le limitazioni logistiche di una nave sia pur grande, la presenza di minori, il carattere coercitivo dell&#8217;identificazione in funzione di successivi rimpatri, potrebbero tuttavia intaccare il principio che \u00e8 &#8220;<i>sicuro il luogo  (&#8230;) dove possono essere soddisfatte le necessit\u00e0 umane di base e definite le modalit\u00e0 di trasporto dei sopravvissuti verso la destinazione successiva o finale tenendo conto della protezione dei loro diritti fondamentali nel rispetto del principio di non respingimento&#8230;<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Contenziosi giuridici sono quindi ipotizzabili. Ma ad essere sul banco degli accusati della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo sarebbe l\u2019Italia, mentre nessun addebito verrebbe mosso ai Paesi che hanno preso su proprie navi le persone in pericolo, trasportandole poi su quella italiana.<\/p>\n<p><b>Salvataggio garantito: attrazione per i migranti?<\/b><br \/>Il dislocamento di una nave <i>hot spot <\/i>vicino alla Libia ricalca, in un certo senso, il modulo dell&#8217;Operazione Mare Nostrum. Proprio per questo, non bisogna dimenticare l&#8217;accusa rivolta all&#8217;Italia di aver inconsapevolmente determinato, con il proprio impegno umanitario, un &#8220;fattore di attrazione&#8221; (<i>pull factor<\/i>). Nel 2014, esponenti politici britannici osservarono cinicamente che <i>Mare Nostrum <\/i>incoraggiava a tentare una pericolosa traversata foriera di tragedie.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 ovviamente viziata in partenza, se si considera che l&#8217;altissimo numero di persone perite drammaticamente in mare non pu\u00f2 essere il frutto di un semplice azzardo.<\/p>\n<p>Vero \u00e8, invece, che i trafficanti di esseri umani hanno adattato le loro strategie criminali alla possibilit\u00e0 che migranti, lasciati alla deriva vicino alla Libia o all\u2019Egitto, richiedano con un cellulare l&#8217;intervento dell&#8217;autorit\u00e0 Sar italiana, certi di contare sul suo intervento anche al di fuori dell&#8217;area di nostra competenza regolamentata dal DPR 662\/1994.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/caffio-spot.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><i><font size=\"1\">In rosso i limiti delle zone SAR di Tunisia, Libia e Grecia, nonch\u00e9 di quella pretesa da Malta che ingloba parte della zona italiana<\/i><\/font>.<\/p>\n<p><b>Europeizzare il Sar<\/b><br \/>L&#8217;Ue \u00e8 refrattaria a considerare il soccorso in mare come una sua funzione, ritenendolo esclusiva responsabilit\u00e0 nazionale, poich\u00e9 il salvataggio dei migranti, bench\u00e9 atipico, si inquadra nel normale soccorso ai naviganti a carico dei singoli Stati.<\/p>\n<p>Il massimo sforzo europeo \u00e8 stato assegnare compiti Sar alle forze marittime di Triton (sulla base del Regolamento Frontex 35\/14) e di Eunavfor Med &#8220;Sophia&#8221;, a condizione che le navi di entrambe le operazioni trasportassero in Italia i migranti salvati.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il Parlamento europeo, nella sua <a href= \"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?type=TA&#038;reference=P8-TA-2016-0102&#038;language=EN&#038;ring=A8-2016-0066\" target= \"blank\"><b><u>Risoluzione del 12 aprile 2016 sulla situazione nel Mediterraneo<\/u><\/b><\/a> ha affrontato il problema trattandolo, assieme alla politica comune di asilo ed ai ricollocamenti, nell&#8217;ambito del principio di solidariet\u00e0 stabilito dall&#8217;art. 80 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione, Tfue.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo ha perci\u00f2 suggerito che siano destinate pi\u00f9 risorse ai servizi Sar nazionali &#8220;<i>nel contesto di un&#8217;operazione umanitaria europea dedicata a trovare, salvare ed assistere migranti in pericolo trasportandoli nel pi\u00f9 vicino luogo sicuro<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p><b>Navi hot spot non italiane <\/b><br \/>Finch\u00e9 non si attiveranno canali di immigrazione legali o corridoi umanitari, il salvataggio in mare dei migranti sar\u00e0 sempre la fondamentale priorit\u00e0; anche perch\u00e9 la riduzione dei flussi non potr\u00e0 venire in tempi brevi da Tripoli, che non  accetta interferenze straniere nella lotta ai trafficanti, n\u00e9 \u00e8 un interlocutore simile alla Turchia.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo, consapevole di questo, ha adottato una <i>policy <\/i>che presuppone, da parte dei Paesi membri, un impegno in mare non necessariamente collegato al trasporto in Italia delle persone salvate. <\/p>\n<p>Qualche giorno fa, un barcone proveniente dall&#8217;Egitto, con circa 300 persone a bordo, \u00e8 affondato a sud di Creta. Cosa impedisce che sia collocato uno <i>hot spot <\/i>non italiano sulle rotte che dal Mediterraneo orientale passano attraverso le zone Sar greche e maltesi?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spinta dalla necessit\u00e0 di adottare misure per fronteggiare nuovi massicci arrivi via mare, l&#8217;Italia pensa di identificare i migranti su navi adibite ad hot spot galleggianti. Si vuole evitare l&#8217;ingresso di irregolari economici valutando subito i potenziali aventi titolo a protezione internazionale. 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