{"id":34880,"date":"2016-06-10T00:00:00","date_gmt":"2016-06-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-virata-a-destra-di-bibi\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:32","slug":"la-virata-a-destra-di-bibi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/la-virata-a-destra-di-bibi\/","title":{"rendered":"La virata a destra di Bibi"},"content":{"rendered":"<p>Siamo infetti \u201cdai semi del fascismo\u201d, \u201celementi pericolosi\u201d si sono impossessati del governo. Una presa \u201costile\u201d  e  \u201cquesto  \u00e8  solo l\u2019inizio\u201d. Ehud Barak, ex primo ministro, gi\u00e0 ministro della difesa e capo del partito laburista israeliano sino al 2013,  \u00e8  stato durissimo.<\/p>\n<p>Dopo settimane di indiscrezioni che sembravano rendere imminente l\u2019entrata nel governo della coalizione  Unione sionista  capeggiata dai laburisti, il primo ministro Benjamin  Netanyahu, Bibi, ha sorpreso tutti alleandosi con Avigdor Lieberman, noto politico  della destra nazionalista e ora nuovo ministro della difesa israeliana.<\/p>\n<p> <b>Dietro lo strappo si cela il timore<\/b><br \/> Con il sostengo della piccola fazione politica capeggiata da Lieberman, la coalizione governativa guidata da Netanyahu, che si reggeva sul voto di un singolo ministro, gode ora di una maggioranza di 66 su 120 seggi in parlamento (uno dei 6 ministri del partito di Lieberman ha rifiutato l\u2019accordo con il Likud  di Bibi.) Ci\u00f2  rende probabile che sar\u00e0  la destra, e   solo  la destra, a guidare il Paese sino alle elezioni del 2019, quando Netanyahu cercher\u00e0  di conquistare il suo quinto mandato.<\/p>\n<p> Gi\u00e0  ministro degli esteri nel precedente governo di Netanyahu, dal 2015 Lieberman  \u00e8  passato all\u2019opposizione, divenendo il suo principale avversario politico e criticando ripetutamente l\u2019operato del governo in tema di sicurezza, da sempre perno del consenso popolare  in Netanyahu. L\u2019alleanza &#8211; non inedita &#8211; con Lieberman  \u00e8  quindi dettata da un crudo calcolo politico. L\u2019obiettivo di Bibi  \u00e8  quello di consolidare il suo ruolo di leader indiscusso della destra in Israele, preparando il terreno per il 2019.<\/p>\n<p> Sebbene Netanyahu sia riuscito ad ampliare la sua maggioranza governativa, il futuro politico del primo ministro rimane oggi pi\u00f9  incerto che mai. Nuove forze politiche e generazionali nel centro-destra e anche nel vecchio partito dei laburisti israeliani sono in fermento. Non  \u00e8  da escludere l\u2019emergere di nuovi partiti e coalizioni politiche, dentro le quali potrebbero defluire molti ministri del governo e dell\u2019opposizione, creando quindi un&#8217;alternativa solida al Likud di Netanyahu nel centro-destra, insieme ad una nuova costellazione di partiti di centro e centro-sinistra.<\/p>\n<p> <b>Esercito israeliano ed estremismo<\/b><br \/> Noto soprattutto per le controverse dichiarazioni sulla necessit\u00e0  di \u2018trasferire\u2019  le popolazioni arabo-israeliane, Lieberman guider\u00e0  ora il pi\u00f9  ambito e spinoso ministero israeliano. Non sar\u00e0  compito facile. Proprio dall\u2019esercito sono giunte dure critiche e moniti d\u2019allarme. Il 4 maggio, giorno della memoria per la Sho\u00e0, il vice capo di stato maggiore Yair Golan, ha parlato di \u201ctendenze di rivolta\u201d  nella societ\u00e0 israeliana.<\/p>\n<p> Commento, il suo, che  \u00e8  solo l\u2019ultimo di una lunga serie di dichiarazioni provenienti dagli alti ranghi dell\u2019establishment israeliano, preoccupato per il crescere dell\u2019estremismo e dell\u2019intolleranza in Israele, evidenziato anche dalla brutta vicenda di un soldato israeliano ripreso mentre colpisce con un colpo di fucile al volto un attentatore palestinese  ferito a terra.<\/p>\n<p>L\u2019evento  \u00e8  stato fonte di ampi dibattiti in Israele. Il soldato  \u00e8  ora indagato per omicidio colposo, ma per molti, specie il ministro della difesa uscente Moshe Ya&#8217;alon e le pi\u00f9 alte cariche dell&#8217;esercito,  non sono arrivate prese di posizione abbastanza forti dal governo.<\/p>\n<p>  <b>Mediazioni esterne <\/b><br \/> Alle prese con un\u2019ondata di violenze e accoltellamenti, crescenti scandali  politici  e un coro incessante di critiche internazionali, in molti pensavano che con una giusta dose di incentivi Netanyahu avrebbe optato per una <i> de-escalation<\/i>.<\/p>\n<p> Un governo di unit\u00e0  nazionale  Likud-Unione sionista  avrebbe dato una maggiore copertura internazionale, migliorando i rapporti con Stati Uniti e Europa, ma anche con l\u2019Egitto e le monarchie del Golfo. Attraverso un\u2019unione delle forze di centro, i partiti pi\u00f9  estremi del governo  &#8211; in particolare quello di Naftali Bennett (8 seggi), ma ora anche quello di Lieberman (6 seggi)  &#8211;  avrebbero perso molto peso politico, aumentando la libert\u00e0  di manovra del governo.<\/p>\n<p> Questa a grandi linee era la strategia che da mesi cercava di mettere in atto Tony Blair, ex primo ministro britannico e fino al 2015 capo del Quartetto per il Medio Oriente, composto dagli Stati Uniti, Russia, Onu e Ue. Dopo una lunga serie di contatti con i leader della coalizione  Unione sionista  (24 seggi)  e del Likud (30 seggi), tutto sembrava pronto. In cambio dell\u2019entrata nel governo, i leader dell&#8217;Unione  avrebbero ottenuto il ministero degli esteri (dal 2013 nelle mani di Netanyahu), il dossier dei negoziati con i palestinesi e un impegno a limitare la costruzione di insediamenti nei territori occupati.<\/p>\n<p> Netanyahu ha per\u00f2  preferito un passaggio intermedio, optando per l\u2019opzione Lieberman che coalizza tutti i partiti di destra all\u2019interno del governo. Questo rafforza nettamente la sua  posizione anche nel contesto dei negoziati, ancora in corso, per un accordo di unit\u00e0  nazionale con  i leader dell&#8217;Unione sionista.<\/p>\n<p>Anche se molti ci sperano, sono altrettanti coloro che pensano che l\u2019ultima mossa del Likud mostri che il vero obiettivo di Netanyahu sia semplicemente quello di prendere tempo, trarre profitto da un miglioramento dei rapporti con la comunit\u00e0  internazionale ed evitare di avanzare qualsiasi proposta concreta di negoziati con i palestinesi.<\/p>\n<p> \u00c8  per questa ragione che  l&#8217;Unione sionista  insiste per mettere nero su bianco una serie di impegni che  suggellino  l\u2019alleanza con Bibi, superando anche l\u2019impasse che si era creata nei giorni antecedenti all\u2019entrata di Lieberman nel governo.<\/p>\n<p>  Non  \u00e8  chiaro se la deriva a destra della politica israeliana sia solo un passaggio tattico prima di una virata verso il centro. Non vi sono dubbi che in molte capitali mondiali, cos\u00ec  come al recente incontro internazionale di Parigi, la speranza sia proprio questa: che Netanyahu scelga il buonsenso. La biografia personale e politica del leader israeliano riduce per\u00f2  l\u2019ottimismo. <\/p>\n<p> . <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo infetti \u201cdai semi del fascismo\u201d, \u201celementi pericolosi\u201d si sono impossessati del governo. Una presa \u201costile\u201d e \u201cquesto \u00e8 solo l\u2019inizio\u201d. Ehud Barak, ex primo ministro, gi\u00e0 ministro della difesa e capo del partito laburista israeliano sino al 2013, \u00e8 stato durissimo. 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