{"id":34900,"date":"2016-06-12T00:00:00","date_gmt":"2016-06-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-partita-della-merkel-fra-turchia-e-migranti\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:31","slug":"la-partita-della-merkel-fra-turchia-e-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/la-partita-della-merkel-fra-turchia-e-migranti\/","title":{"rendered":"La partita della Merkel fra Turchia e migranti"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;inattesa crisi politico-diplomatica tra Berlino e Ankara dopo la risoluzione del Bundestag che dichiara &#8220;genocidio&#8221; lo sterminio della popolazione armena in Turchia getta dubbi sulla tenuta dell\u2019intesa con Erdogan per arginare la pressione dei migranti verso la Germania. \u00c8 in gioco, quindi, una delle iniziative pi\u00f9 impegnative messe in campo da Angela Merkel.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/ARMENIANGENOCIDE-s.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p align=\"left\"><i><font size=\"1\">Gianfranco Uber, www.gianfrancouber.eu<\/i><\/font><\/p>\n<p>Per mesi, i critici della cancelliera hanno fatto del sarcasmo sul suo positivo motto, quasi ossessivo (&#8220;ce la faremo&#8221;) a proposito della capacit\u00e0 di accoglienza da parte della Germania della massa dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo alle sue porte.<\/p>\n<p>Poi, gli stessi critici sono rimasti spiazzati dalla decisione di coinvolgere la Turchia in funzione di contenimento dei profughi provenienti dalle aree mediorientali. Un&#8217;intesa &#8211; fatta propria dalla Commissione europea &#8211; gravosa sul piano finanziario e come legittimazione di fatto di un regime autoritario lesivo delle libert\u00e0 democratiche. La nuova crisi, innescata dalla risoluzione del Bundestag, solleva nuove incognite sul senso e sui costi politici &#8211; interni ed esterni &#8211; dell&#8217;intera operazione della cancelliera.<\/p>\n<p> All&#8217;interno, dopo le recenti elezioni regionali che hanno visto l&#8217;avanzata di <i>Alternative f\u00fcr Deutschland<\/i>, l&#8217;equilibrio politico-partitico \u00e8 scosso, anche se la Merkel sembra ipotecare il prossimo futuro con una pi\u00f9 larga e diversificata coalizione che tenga lontano le destre estreme.<\/p>\n<p>Oscuro e drammatico, invece, \u00e8 l&#8217;orizzonte esterno della pressione migratoria, allontanata dal centro dell&#8217;Europa con modalit\u00e0 tutt&#8217;altro che onorevoli da parte di Stati che si considerano discendenti della comune eredit\u00e0 europea. E nel Mediterraneo prosegue la tragedia dei naufragi senza che sia chiara la sua soluzione politica oltre che umanitaria.<\/p>\n<p><b>Geopolitica ed egemonia di Berlino <\/b><br \/>Quali conseguenze avr\u00e0 tutto questo sulla tenuta dell\u2019intera Unione europea (Ue)? Ci sar\u00e0 un mutamento del peso geopolitico della Germania sui confini dell&#8217;Unione? Quello delle \u201cfrontiere&#8221; interne ed esterne \u00e8 sempre stato un concetto trasfigurato dalla retorica europeista. In alternativa, \u00e8 stato semplicemente ignorato. Oggi \u00e8 tornato d&#8217;attualit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;episodio pi\u00f9 significativo \u00e8 stata la messa in scena della minacciata &#8220;chiusura del Brennero&#8221; da parte di Vienna, guardata inizialmente con qualche ambivalenza da Berlino, ma da ultimo stigmatizzata espressamente dalla cancelliera. L&#8217;esito finale tuttavia non \u00e8 ancora definito. Al confine europeo &#8220;interno&#8221; italo-austriaco non si innalzer\u00e0 nessun &#8220;muro&#8221; (altra figura retorica entrata a far parte del lessico europeista), ma nella sostanza diventer\u00e0 un invisibile confine &#8220;esterno&#8221; &#8211; con l&#8217;Italia considerata dai paesi nordici come un partner inaffidabile. \u00c8 una vecchia storia che rischia di incattivirsi.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il ruolo della Germania in questa situazione?  Nelle sue iniziative di fronte al fenomeno della migrazione, la Merkel continua a fare riferimento all&#8217;Europa, alle regole comuni e alle eventuali modifiche da concordare (<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3454\" target= \"blank\"><b><u>accordi di Dublino<\/u><\/b><\/a>, trattato di Schengen e la raccomandazione di un&#8217;equa distribuzione tra gli Stati membri dei migranti aventi diritto). Ma ha confessato pubblicamente: &#8220;Tutto quello che facciamo in Europa \u00e8 infinitamente faticoso&#8221;. \u00c8 un\u2019affermazione molto rivelatrice sulla bocca di una cancelliera che nel novembre 2015 l&#8217;<i>Economist<\/i>, in un momento particolarmente critico per lei, aveva definito &#8220;indispensabile per l&#8217;Europa\u201d.<\/p>\n<p><b>L\u2019accordo con Ankara<\/b><br \/>Di fatto, tutte le iniziative pi\u00f9 incisive targate Ue sono state suggerite, discusse e alla fine sostenute (talvolta con qualche riserva) dalla Germania. Potenza condizionante, dunque, quella tedesca, ma vulnerabile se e quando gli altri partner sono recalcitranti alle sue sollecitazioni, creando contraccolpi negativi talora in grado di esercitare forme di ricatto o rivalsa. Tanto pi\u00f9 quando l&#8217;azione tedesca si presenta tanto dipendente da quella europea da risultare paralizzata o smentita se si verificano ripensamenti, dissensi o contrasti.<\/p>\n<p>Il caso dell&#8217;intesa con la Turchia conferma esattamente quello che stiamo dicendo. Dietro all&#8217;offerta del consistente contributo finanziario ad Ankara per la sua disponibilit\u00e0 a gestire a casa propria la migrazione proveniente dalla Siria e dai paesi limitrofi, c&#8217;\u00e8 una decisione politica assai rischiosa. \u00c8 pesante infatti la contropartita che Ankara avanza: non solo chiede la liberalizzazione dei visti dei cittadini turchi per la Germania, la ripresa dei contatti per una possibile entrata nell&#8217;Ue e altre facilitazioni economiche, ma esige la non interferenza negli &#8220;affari interni&#8221; del paese in un momento di manifesta limitazione e violazione delle libert\u00e0 politiche e dei diritti umani.<\/p>\n<p>La cancelliera, da sempre contraria a facilitare l&#8217;ingresso della Turchia nell&#8217;Unione, perch\u00e9 priva dei requisiti etico-politici e istituzionali indispensabili, si dichiarata ora disposta a sacrificare i suoi convincimenti ad un obiettivo considerato di valore superiore. \u00c8 segno di una <i>Realpolitik <\/i>e di una ritrovata sicurezza di s\u00e9 o al contrario \u00e8 una implicita ammissione della propria debolezza e vulnerabilit\u00e0?  <\/p>\n<p><b>La risoluzione sul genocidio armeno <\/b><br \/>In questo contesto la questione del genocidio degli armeni assume un significato specifico. Da tempo, il Bundestag aveva intenzione di prendere posizione, preceduto del resto da analoghi pronunciamenti di altri Parlamenti (compreso quello italiano), da dichiarazioni di altissime personalit\u00e0 (compreso Papa Francesco) oltre che da una approfondita riflessione storica.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, nelle dichiarazioni dei parlamentari tedeschi, c&#8217;\u00e8 la piena consapevolezza di avere sulle proprie spalle il genocidio degli ebrei. C&#8217;\u00e8 la consapevolezza di essere vulnerabili su questo punto. Ripensando agli anni del genocidio armeno (1915\/16) avanzano addirittura un&#8217;autocritica riferita a quel tempo, quando l&#8217;impero ottomano era stretto alleato del Reich guglielmino, assumendosi quindi una certa &#8220;corresponsabilit\u00e0&#8221;, perch\u00e9, sapendo cosa stava accadendo, Berlino &#8220;non prov\u00f2 a fermare questi crimini contro l\u2019umanit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>A partire da qui, i parlamentari tedeschi intendono paradossalmente trasformare la loro dichiarazione in motivo di amichevole raccomandazione ai turchi, perch\u00e9 diventino anch&#8217;essi capaci di autocritica e di riconciliazione. &#8220;La nostra intenzione non \u00e8 mettere la Turchia sotto accusa, ma riconoscere che la riconciliazione \u00e8 possibile solamente se i fatti vengono messi sul tavolo&#8221;, ha detto il capogruppo dei cristiano-democratici, il partito della Merkel. Ma forse lo stanno facendo con una qualche inconsapevole ingenuit\u00e0, che pu\u00f2 essere facilmente fraintesa. Un esponente del governo turco ha infatti ribattuto senza mezzi termini: \u201cIl modo per chiudere pagine oscure della propria storia (tedesca) non \u00e8 infangare quella di altri paesi con decisioni parlamentari irresponsabili e infondate&#8221;. <\/p>\n<p>Rimane l&#8217;interrogativo sul perch\u00e9 il Bundestag abbia preso questa decisione proprio ora, in un momento delicatissimo del rapporto di Ankara con Berlino e Bruxelles. L&#8217;atteggiamento riservato della cancelliera Merkel, che aveva evidentemente approvato l&#8217;iniziativa del Parlamento, ma era assente in aula al momento dell\u2019approvazione della risoluzione, ci riporta allo stile cauto e allo stesso tempo capace di rischio della cancelliera. Alla sua abilit\u00e0 nel combinare pragmatismo e fedelt\u00e0 ai valori.<\/p>\n<p>Adesso far\u00e0 il possibile per ristabilire i buoni rapporti turco-tedeschi. Ma le mosse decisive le dovr\u00e0 fare Erdogan. Approfittando della reazione d&#8217;orgoglio nazionale ferito, dovr\u00e0 scegliere se spingersi ulteriormente sulla strada del rafforzamento del suo potere autocratico, a costo di guastare i rapporti con la Germania e l&#8217;Europa. O, viceversa, limitarsi ad alzare la voce e la posta in gioco, mantenendo aperta la porta europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;inattesa crisi politico-diplomatica tra Berlino e Ankara dopo la risoluzione del Bundestag che dichiara &#8220;genocidio&#8221; lo sterminio della popolazione armena in Turchia getta dubbi sulla tenuta dell\u2019intesa con Erdogan per arginare la pressione dei migranti verso la Germania. \u00c8 in gioco, quindi, una delle iniziative pi\u00f9 impegnative messe in campo da Angela Merkel. 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