{"id":34930,"date":"2016-06-13T00:00:00","date_gmt":"2016-06-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-larabia-saudita-si-avvicina-a-israele\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:31","slug":"se-larabia-saudita-si-avvicina-a-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/se-larabia-saudita-si-avvicina-a-israele\/","title":{"rendered":"Se l\u2019Arabia Saudita si avvicina a Israele"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019intesa sul nucleare iraniano ha spinto indirettamente Israele ed Arabia Saudita ad avvicinarsi vista la comune ostilit\u00e0 verso il regime iraniano e le sue ambizioni atomiche. Da tempo si era comunque assistito a un \u201callineamento\u201d informale tra i due Stati.<\/p>\n<p>Stando infatti a quanto riportato dal quotidiano israeliano \u201c<i>Haaretz<\/i>\u201d, gi\u00e0 sei anni fa il direttore del \u201cMossad\u201d si sarebbe incontrato in Arabia Saudita con i vertici dell\u2019intelligence e della difesa sauditi per pianificare una possibile opzione militare per fermare il programma nucleare di Teheran, mentre secondo quanto riportato dalla rivista statunitense \u201c<i>The Atlantic<\/i>\u201d, tra il 2014 ed il 2015 rappresentanti dei due Paesi avrebbero avuto dei colloqui \u201criservati\u201d sempre allo scopo di valutare le eventuali contromisure da adottare per contrastare i progetti atomici iraniani.<\/p>\n<p>Inoltre, lo scorso anno l\u2019ex-Ambasciatore israeliano a Washington Dore Gold e l\u2019ex-Generale saudita Anwar Bin Eshki hanno poi partecipato ad una conferenza organizzata dal \u201cCouncil on Foreign Relations\u201d nel corso della quale entrambi hanno sottolineato i rischi che presenta per la regione la politica seguita dal regime iraniano, tanto che lo stesso Gold ha auspicato che le differenze tuttora esistenti tra Riad e Gerusalemme possano essere superate negli anni a venire.<\/p>\n<p>I contatti sono andati intensificandosi a inizio di gennaio dopo la rottura delle relazioni diplomatiche tra Arabia Saudita e Iran innescata dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3277\" target=\"blank\"><b><u>esecuzione del predicatore sciita Nimr al-Nimr<\/u><\/b><\/a> da parte di Riad.<\/p>\n<p>Non a caso pochi giorni dopo la rottura tra Teheran e Riad, Dore Gold, divenuto direttore generale del Ministero degli Esteri israeliano, parlando ad una conferenza dell\u2019\u201cInstitute of National Securities Studies\u201d dichiarava come \u201cIsraele fosse in contatto con ogni Stato arabo\u201d. Una dichiarazione alla quale faceva seguito quella del Ministro degli Esteri sudanese Ibrahim Ghandour per il quale un accordo di pace con Israele poteva ora anche essere preso in considerazione.<\/p>\n<p><b>Tiran e Sanafir<\/b><br \/>\nLa conferma della \u201ccooperazione strategica\u201d in corso tra Riad e Gerusalemme \u00e8 arrivata ad aprile, quando l\u2019Egitto ha restituito all\u2019Arabia Saudita la sovranit\u00e0 su Tiran e Sanafir, due isole disabitate situate nel Golfo di Aqaba. Trasferite nel 1950 sotto il controllo egiziano &#8211; anche se il governo saudita non ne aveva mai ceduto la sovranit\u00e0 &#8211; per proteggerle maggiormente in caso di un eventuale attacco israeliano, le isole sono state occupate da Israele nel 1967 e poi restituite all\u2019Egitto nel 1982 secondo le clausole degli accordi di Camp David.<\/p>\n<p>E la conferma di come tra Gerusalemme e Riyad sia in corso una sorta di \u201ccooperazione strategica\u201d per fronteggiare il regime di Teheran, \u00e8 venuto lo scorso aprile dall\u2019accordo con cui l\u2019Egitto restituiva all\u2019Arabia Saudita la sovranit\u00e0 su Tiran e Sanafir, due isole disabitate situate nel Golfo di Aqaba, un accordo che ha per\u00f2 suscitato forti proteste in Egitto in quanto considerato come un segno di debolezza da parte del Paese.<\/p>\n<p>Ora l\u2019intesa raggiunta tra le quattro parti interessate &#8211; Egitto, Arabia Saudita, Israele e Stati Uniti &#8211; se da un lato permette al regime di al-Sisi di ottenere 16 miliardi di dollari d\u2019investimenti da Riyad, dall\u2019altro segna appunto un ulteriore segnale di distensione tra Israele ed Arabia Saudita, visto che il governo saudita ha dato formale assicurazione scritta che intende preservare il diritto per le navi israeliane di attraversare lo Stretto di Tiran che costituisce la sola via d\u2019accesso alla citt\u00e0 di Eilat, anche se, va sottolineato come in base all\u2019articolo V dello stesso Trattato di Pace, lo Stretto di Tiran ed il Golfo di Aqaba devono comunque considerarsi acque internazionali aperte senza limitazioni alla navigazione.<\/p>\n<p><b>Svolta per la politica estera israeliana<\/b><br \/>\nSul piano geopolitico, il riavvicinamento tra Gerusalemme e Riad rappresenterebbe una svolta storica per la politica estera israeliana che fin dalla nascita dello Stato ebraico aveva stretto relazioni strategiche con l\u2019Iran e considerato al contrario con ostilit\u00e0 il regno saudita vista anche la sua forte impronta religiosa wahabita.<\/p>\n<p>Ora per\u00f2 il quadro \u00e8 radicalmente cambiato. Lo sviluppo del programma nucleare da parte del regime iraniano e l\u2019appoggio che da tempo Teheran forniva al movimento sciita libanese degli \u201cHezbollah\u201d, pur se appoggiato anche da Riyad nel corso del conflitto del 2006, hanno spinto Gerusalemme a riorientare la sua politica verso l\u2019Arabia Saudita che, al pari di Israele, guarda con preoccupazione alla politica iraniana e con sfavore alle aperture attuate da Obama nei confronti di Teheran.<\/p>\n<p>Non \u00e8 quindi un caso che in Israele, pur permanendo in alcuni commentatori lo scetticismo verso questa apertura nei confronti del regime saudita, l\u2019atteggiamento dell\u2019opinione pubblica stia cambiando, come dimostra un sondaggio realizzato lo scorso anno nel quale il 53% degli intervistati ritiene come sia oggi l\u2019Iran il maggior pericolo per la sicurezza nazionale contro appena il 18% che invece considera l\u2019Arabia Saudita una potenziale minaccia per lo Stato ebraico.<\/p>\n<p><b>Netanyahu riapre al piano di pace saudita<\/b><br \/>\nEd un\u2019ulteriore segnale di apertura nelle relazioni tra i due Paesi \u00e8 venuto dalla disponibilit\u00e0 espressa dal premier israeliano Benjamin Netanyahu a discutere il piano di pace saudita che riprende la proposta avanzata da Riad nel 2002 in base alla quale gli Stati arabi erano pronti a riconoscere Israele se questo si ritirava nei confini esistenti prima del 1967.<\/p>\n<p>Allora criticato da Israele, il piano avanzato oggi, secondo Netanyahu, contiene invece elementi positivi capaci cos\u00ec riaprire il dialogo israelo-palestinese. Tuttavia, pur accogliendolo positivamente Netanyahu, che poco prima aveva nominato alla Difesa l\u2019esponente ultraconservatore Avigdor Lieberman, ha comunque affermato come il piano debba essere \u201crevisionato\u201d per tenere conto dei cambiamenti avvenuti nella regione in questi ultimi quattorici anni, una proposta che per\u00f2 \u00e8 stata per\u00f2 respinta dal Ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir.<\/p>\n<p>Nonostante i segnali positivi, gli analisti ritengono per\u00f2 che il percorso verso una normalizzazione completa dei rapporti rimanga comunque ancora lungo e numerose questioni dovranno essere risolte prima che si giunga ad un formale riconoscimento diplomatico tra i due Paesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intesa sul nucleare iraniano ha spinto indirettamente Israele ed Arabia Saudita ad avvicinarsi vista la comune ostilit\u00e0 verso il regime iraniano e le sue ambizioni atomiche. Da tempo si era comunque assistito a un \u201callineamento\u201d informale tra i due Stati. Stando infatti a quanto riportato dal quotidiano israeliano \u201cHaaretz\u201d, gi\u00e0 sei anni fa il direttore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[162,124,95,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34930"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34930"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34930\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64151,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34930\/revisions\/64151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}