{"id":34960,"date":"2016-06-15T00:00:00","date_gmt":"2016-06-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pechino-se-lue-crede-ancora-nelle-riforme\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:30","slug":"pechino-se-lue-crede-ancora-nelle-riforme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/pechino-se-lue-crede-ancora-nelle-riforme\/","title":{"rendered":"Pechino, se l\u2019Ue crede ancora nelle riforme"},"content":{"rendered":"<p>Per l\u2019Europa, il bicchiere delle riforme in Cina sembra ancora essere mezzo pieno. La legge sulle organizzazioni caritatevoli e la legge sull\u2019amministrazione delle organizzazioni non governative (Ong) finanziate dall\u2019estero &#8211; entrambe approvate di recente &#8211; sono un indubbio segno dei cambiamenti in atto nel paese.<\/p>\n<p>Due riforme che gettano luce sui tentativi da parte della dirigenza cinese di fornire un quadro normativo alle molteplici istanze provenienti da una societ\u00e0 civile che si \u00e8 sviluppata alquanto negli ultimi decenni, sulla scia della formidabile crescita economica avvenuta nel paese del Dragone dall\u2019inizio della politica di riforme e dell\u2019apertura attuata da Deng Xiaoping a partire dalla fine degli anni Settanta.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione del rapporto tra Stato e societ\u00e0 civile in Cina \u00e8 uno degli elementi cruciali per valutare gli effettivi cambiamenti in corso. Questo \u00e8 particolarmente importante per l\u2019Occidente, che ha scommesso sui riformatori cinesi fin dalla fine della guerra fredda, una volta riprese le relazioni politiche deterioratesi in seguito alla repressione degli studenti di Piazza Tiananmen del giugno 1989.<\/p>\n<p><b>Economia, libert\u00e0 e democrazia<\/b><br \/>A partire dai primi anni Novanta, Europa, Stati Uniti e Giappone hanno riformulato il loro approccio verso la Cina, nella speranza che una maggiore interdipendenza dell\u2019economia cinese con il resto del mondo portasse con s\u00e9 lo sviluppo di una societ\u00e0 civile che avrebbe domandato maggiore libert\u00e0 politica e democrazia.<\/p>\n<p>Questo fu messo nero su bianco in un importante <a href= \"http:\/\/trilateral.org\/download\/doc\/emerging_China_1994.pdf\" target= \"blank\"><b><u>rapporto della Commissione Trilaterale del 1994<\/u><\/b><\/a>: in esso si auspicava una maggiore integrazione della Cina con le nazioni sviluppate dell\u2019Occidente e il Giappone al fine di promuovere il cambiamento interno in senso liberal-democratico, cosa che avrebbe oltretutto avuto effetti benefici per l\u2019ordine regionale ed internazionale.<\/p>\n<p>Tra i membri della Trilaterale, furono gli europei &#8211; meno preoccupati di \u201ccontenere\u201d la Cina rispetto a statunitensi e giapponesi &#8211; ad appoggiare in maniera piena i tentativi dei riformatori cinesi dell\u2019epoca di cambiare il Paese: un approccio iniziato ufficialmente nel 1995 con la pubblicazione del <a href= \"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/it\/TXT\/?uri=celex:51995DC0279\" target= \"blank\"><b><u>primo documento Ue sulla Cina dove compare la definizione di &#8220;impegno costruttivo&#8221;<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Questo significava, in sostanza, che le questioni delicate quali la democrazia e i diritti umani &#8211; seppur importanti per le opinioni pubbliche occidentali &#8211; non avrebbero comunque impedito lo sviluppo di relazioni a tutto campo con il gigante asiatico, in particolare in ambito economico-commerciale, con il duplice obiettivo di trarre vantaggio dal grande mercato cinese e promuovere, in tal modo, il cambiamento interno.<\/p>\n<p>Un importante risultato in tal senso fu l\u2019ingresso della Cina nell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Omc) nel 2001, un evento fortemente sostenuto dalle \u00e9lite industriali e politiche europee dell\u2019epoca, ma poi criticato negli ultimi anni, soprattutto da esponenti politici italiani tra cuil\u2019ex ministro dell\u2019Economia Giulio Tremonti, che nei suoi libri ha pi\u00f9 volte identificato l\u2019entrata della Cina nell\u2019Omc come una delle cause principali degli attuali problemi dell\u2019industria italiana.<\/p>\n<p>Temi questi che sono riaffiorati negli ultimi mesi riguardo alla questione se l\u2019Ue debba riconoscere alla Cina entro la fine del 2016 lo status di economia di mercato.<\/p>\n<p><b>I timori di Roma <\/b><br \/>L\u2019Italia \u00e8 fortemente contraria a tale riconoscimento e sostiene &#8211; a ragione &#8211; che la Cina non \u00e8 ancora un\u2019economia di mercato nel pieno senso della parola &#8211; e comunque non lo \u00e8 sicuramente secondo i criteri stabiliti dalla Commissione europea.<\/p>\n<p>Il resto dell\u2019Europa, in particolare quella nordica e centro-orientale, non la pensa allo stesso modo, sostenendo &#8211; con varie sfumature &#8211; che in Cina, in ambito economico le forze del mercato e della societ\u00e0 civile continuano a fare progressi (anche se non in maniera lineare e con frequenti marce indietro) e che sarebbe importante, pertanto, mandare un chiaro segnale di sostegno ai riformatori cinesi.<\/p>\n<p>In ambito politico sta succedendo la stessa cosa. Se da una parte la legge sull\u2019amministrazione delle Ong finanziate dall\u2019estero ha ricevuto numerose critiche in Occidente, d\u2019altro canto la legge sulle organizzazioni caritatevoli \u00e8 stata accolta in maniera pi\u00f9 favorevole, grazie anche al fatto che tale provvedimento fornisce finalmente un quadro normativo a un settore no profit che, nato e sviluppatosi durante gli ultimi quattro decenni, mancava di una chiara regolamentazione.<\/p>\n<p> <b>Organizzazioni caritatevoli e Ong<\/b><br \/>L\u2019impressione che si ricava a Bruxelles \u00e8 che i <i>policy-makers<\/i>  europei vedano con favore la legge sulle organizzazioni caritatevoli &#8211; seppur con qualche distinguo -, mentre voci critiche si sono levate per sottolineare alcuni aspetti delle norme sull\u2019amministrazione delle Ong finanziate dall\u2019estero che potrebbero nuocere alle attivit\u00e0 delle numerose organizzazioni e fondazioni europee operanti in Cina per promuovervi lo sviluppo di un\u2019autonoma societ\u00e0 civile, nonch\u00e9 democrazia e diritti umani.<\/p>\n<p>Sia il dibattito in corso sulla questione dello status di economia di mercato sia quello relativo alle recenti disposizioni legislative riguardo le Ong finanziate dall\u2019estero e le organizzazioni caritatevoli mostrano l\u2019esistenza di varie posizioni in seno alla Ue, all\u2019interno delle istituzioni europee di Bruxelles, ma anche all\u2019interno e tra i 28 paesi membri.<\/p>\n<p>Una situazione che non rende facile all\u2019Unionel\u2019assunzione di una chiara e netta posizione su queste tematiche, al contrario degli Stati Uniti che sembrano prediligere un approccio pi\u00f9 <i> tranchant <\/i> verso la Cina e che hanno talvolta criticato l\u2019Europa per la sua tendenza al compromesso.<\/p>\n<p>La politica dell\u2019\u201cimpegno costruttivo\u201d &#8211; seppur declinata in maniera diversa a seconda del momento e della questione trattata &#8211; sembra comunque ancora dominare l\u2019approccio di Bruxelles verso il gigante asiatico, come tra l\u2019altro si evince dalla lettura dell\u2019ultimo documento Ue sulla Cina &#8211; l\u2019<a href= \"http:\/\/eeas.europa.eu\/china\/docs\/20131123_agenda_2020__en.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Agenda strategica Ue-Cina 2020<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da chiedersi, per\u00f2, per quanto tempo ancora questo approccio possa durare, essendo sotto attacco sia da molteplici partiti politici all\u2019interno dell\u2019Europa &#8211; come dimostra il dibattito sullo status di economia di mercato &#8211; che dai nostri tradizionali alleati e partner asiatici.<\/p>\n<p>Per ora, l\u2019Europa vede il bicchiere delle riforme ancora mezzo pieno. C\u2019\u00e8 da sperare che ulteriori cambiamenti in senso liberal-democratico all\u2019interno della Cina possano permettere all\u2019Ue di continuare in un tale approccio. Se ci\u00f2 non avvenisse e le chiusure aumentassero, \u00e8 probabile che il Vecchio continente segua Washington e Tokyosulla via di un \u201ccontenimento costruttivo\u201d.<\/p>\n<p> .  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l\u2019Europa, il bicchiere delle riforme in Cina sembra ancora essere mezzo pieno. La legge sulle organizzazioni caritatevoli e la legge sull\u2019amministrazione delle organizzazioni non governative (Ong) finanziate dall\u2019estero &#8211; entrambe approvate di recente &#8211; sono un indubbio segno dei cambiamenti in atto nel paese. 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