{"id":35000,"date":"2016-06-18T00:00:00","date_gmt":"2016-06-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/gli-alleati-si-preparano-per-la-partita-di-varsavia\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:29","slug":"gli-alleati-si-preparano-per-la-partita-di-varsavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/gli-alleati-si-preparano-per-la-partita-di-varsavia\/","title":{"rendered":"Gli alleati si preparano per la partita di Varsavia"},"content":{"rendered":"<p>Il vertice Nato di Varsavia del prossimo luglio sar\u00e0 un importante momento di confronto tra le diverse visioni alleate sulle minacce alla sicurezza euro-atlantica e le possibili risposte per assicurare la difesa degli stati membri e lavorare alla stabilizzazione del vicinato.<\/p>\n<p>   <b>Agenda di Varsavia<\/b><br \/>Dall&#8217;inizio della crisi in Ucraina nel 2014, su spinta principalmente dei Paesi dell&#8217;est e nord Europa, la Nato si \u00e8 concentrata maggiormente sul fianco orientale e sul rischio di un\u2019aggressione russa anche tramite tattiche di \u201cguerra ibrida\u201d.<\/p>\n<p>Viceversa, gli stati membri che si affacciano sul Mediterraneo, in primis l&#8217;Italia ma non solo, hanno spinto per bilanciare l\u2019attenzione della <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3279\" target= \"blank\"><b><u>Nato sul fianco sud<\/u><\/b><\/a>, bench\u00e9 la natura non-convenzionale delle minacce e dei fattori di instabilit\u00e0 su questo fronte &#8211; dal terrorismo islamico alla crisi migratoria &#8211; renda pi\u00f9 difficile identificare un possibile contributo dell&#8217;Alleanza alla sicurezza della regione euro-mediterranea.<\/p>\n<p> Tale dinamica sta influenzando anche la preparazione del vertice di Varsavia, condotta attraverso riunioni ministeriali, militari e informali. Preparazione che ha risentito anche di un presidente Usa a pochi mesi dalla sua uscita definitiva dalla Casa Bianca e quindi meno in grado di esercitare la tradizionale leadership statunitense all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza.<\/p>\n<p>Due sembrano essere i temi principali nell&#8217;agenda di Varsavia: da un lato deterrenza e dialogo e dall&#8217;altro la proiezione di stabilit\u00e0. In un\u2019ottica Nato questi principi dovrebbero garantire una <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/iai1608.pdf\" target= \"blank\"><b><u>risposta a 360 gradi<\/u><\/b><\/a> all&#8217;insieme di minacce alla sicurezza euro-atlantica e applicarsi lungo tutto il perimetro dell&#8217;Alleanza.<\/p>\n<p>Nei fatti, tuttavia, mentre il binomio deterrenza-dialogo \u00e8 pensato principalmente nei confronti di Mosca, il problema di proiettare stabilit\u00e0 si pone soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.<\/p>\n<p>    <b>Deterrenza e distensione per i figli della Guerra Fredda <\/b><br \/>Guardando ad est, il dibattito interno alla Nato sembra spostarsi dalle misure di rassicurazione dei Paesi dell&#8217;Europa centro orientale &#8211; tema emerso nel precedente vertice del Galles &#8211; verso il terreno ben pi\u00f9 impegnativo della deterrenza convenzionale e nucleare della Federazione russa.<\/p>\n<p>Sono ora in discussione un rafforzamento e un ulteriore sviluppo delle misure contenute nel <i>Readiness Action Plan <\/i>del 2014, incluse frequenza e portata delle <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3478\" target= \"blank\"><b><u>esercitazioni alleate<\/u><\/b><\/a> sul fianco orientale e pre-posizionamento di equipaggiamenti militari in loco.<\/p>\n<p>Sembra profilarsi lo stazionamento di un battaglione multinazionale dell&#8217;Alleanza in ognuno dei Paesi confinanti con la Federazione russa, sui 500 uomini, a rotazione continua in modo da non infrangere apertamente l&#8217;Atto fondativo delle relazioni Nato-Russia del 1997 che, tra le altre cose, impegna gli alleati a non stazionare in modo permanente significative capacit\u00e0 militari nei Paesi membri di nuova adesione.<\/p>\n<p>Questi ultimi avevano chiesto un impegno militare anche maggiore sul confine orientale, ma capitali quali Roma, Parigi, Madrid e Berlino hanno preferito un approccio pi\u00f9 bilanciato per evitare che Mosca lo percepisse come un\u2019escalation militare.<\/p>\n<p>  Questo approccio comprende anche la ripresa delle riunioni formali del Consiglio Nato-Russia, avvenuta il 20 aprile con un primo incontro a livello di ambasciatori in cui si \u00e8 discusso di Ucraina, Afghanistan e altri temi importanti nei rapporti tra l&#8217;Occidente e Mosca.<\/p>\n<p>Un incontro definito in gergo diplomatico \u201cfranco\u201d, cio\u00e8 di confronto duro, cosa che non stupisce visti i disaccordi esistenti tra le parti. \u00c8 tuttavia significativo che le parti siano tornate a parlarsi nel forum istituzionale creato a Pratica di Mare nel 2002 sotto gli auspici italiani e che vi sia la volont\u00e0 da parte Nato di tenere ulteriori riunioni del Consiglio con l&#8217;approssimarsi dell&#8217;appuntamento di Varsavia &#8211; anche al fine di spiegare le decisioni in cantiere nel prossimo vertice per ridurre l&#8217;impatto negativo sulla percezione russa dell&#8217;aggressivit\u00e0 alleata. Proprio in quest\u2019ottica rientra l\u2019organizzazione in corso di un secondo incontro del Consiglio Nato-Russia.<\/p>\n<p>Si tratta di un necessario equilibrio tra misure militari e diplomatiche niente affatto nuovo per la Nato che, dall&#8217;adozione nel 1956 del Rapporto dei tre saggi &#8211; uno dei quali era Gaetano Martino &#8211; fino al 1991, ha portato avanti il duplice approccio di deterrenza e distensione. Il problema oggi \u00e8 adattare questo binomio alle condizioni dell&#8217;attuale contesto internazionale, e trovare per esso il consenso necessario in un&#8217;Alleanza che include anche Paesi che hanno vissuto la Guerra Fredda dall\u2019altro lato della Cortina di Ferro. <\/p>\n<p>  <b>Fianco sud: quo vadis?<\/b><br \/>   Se un compromesso ragionevole sembra possibile per l&#8217;approccio alleato al fianco orientale, le idee sono ancora poco chiare su quello meridionale. Proiettare stabilit\u00e0 \u00e8 sicuramente un obiettivo logico e condivisibile, ma rimane da vedere cosa implichi nel concreto per la Nato.<\/p>\n<p>Chiaro \u00e8 l&#8217;intento dell&#8217;Alleanza di investire maggiormente nella cooperazione bilaterale con i Paesi del Medio Oriente e Nord Africa al fine di rafforzarne le forze armate e di sicurezza (il cosiddetto <i>Defence Capacity Building <\/i>&#8211; DCB). L\u2019obiettivo \u00e8 quello di accrescere la loro capacit\u00e0 di contrastare in loco quegli attori che alimentano crisi e conflittualit\u00e0 di cui poi \u00e8 anche l&#8217;Europa a pagare il prezzo, in primis in termini di crisi migratoria e terrorismo islamico.<\/p>\n<p>Giordania, Iraq e Tunisia sono in cima alla lista di partner da aiutare tramite il DCB, e non a caso il Re di Giordania sar\u00e0 a Varsavia per il vertice.<\/p>\n<p>Anche sulla sicurezza marittima del Mediterraneo, dopo l&#8217;avvio nel 2016 della missione <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3330\" target= \"blank\"><b><u>Nato nell&#8217;Egeo<\/u><\/b><\/a> si stanno studiando passi ulteriori, anche su spinta italiana, quali la trasformazione dell&#8217;attuale missione Nato <i>Active Endeavour<\/i>, avviata dopo l&#8217;11 settembre 2001 con un mandato di contrasto al terrorismo, in una missione pi\u00f9 ampia per la <i>maritime security<\/i>, si spera in sinergia con la missione Sophia dell&#8217;Unione europea e quelle nazionali dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Aldil\u00e0 di DCB e sicurezza marittima, non \u00e8 per\u00f2 chiaro come sfruttare e potenziare i partenariati bilaterali e regionali Nato per proiettare stabilit\u00e0 sul fianco sud, quale potrebbe essere nella regione euro-mediterranea la cooperazione con l&#8217;Ue &#8211; ancora ostaggio delle dispute ideologiche turco-greco-cipriote &#8211; e, infine, quale contributo potrebbe dare l&#8217;Alleanza alla lotta all\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d in particolare, ma non solo, sul fronte dell&#8217;intelligence.<\/p>\n<p>Tutti temi su cui anche l&#8217;Italia \u00e8 chiamata a dare un maggiore contributo, nel suo stesso interesse di Paese europeo al centro del Mediterraneo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vertice Nato di Varsavia del prossimo luglio sar\u00e0 un importante momento di confronto tra le diverse visioni alleate sulle minacce alla sicurezza euro-atlantica e le possibili risposte per assicurare la difesa degli stati membri e lavorare alla stabilizzazione del vicinato. 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