{"id":35010,"date":"2016-06-18T00:00:00","date_gmt":"2016-06-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/business-as-usual-con-lindia-non-basta\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:29","slug":"business-as-usual-con-lindia-non-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/business-as-usual-con-lindia-non-basta\/","title":{"rendered":"Business as usual, con l\u2019India non basta"},"content":{"rendered":"<p>Ora che si \u00e8 calmata l\u2019onda di piena delle polemiche sui nostri mar\u00f2, \u00e8 il momento di ricostruire un po\u2019 di ponti. Delhi insegue Pechino senza raggiungerla, ma \u00e8 diventata un perno fondamentale degli equilibri geostrategici in Asia e non solo. Non ha ancora la gravitas necessaria per imporsi come membro permanente del Consiglio di Sicurezza, ma le cose evolvono. <\/p>\n<p>Modi ha ottenuto nei giorni scorsi un ulteriore riconoscimento dello status di potenza nucleare, da parte di quello stesso Obama che a lungo si era detto risolutamente contrario. La capacit\u00e0 di proiezione strategica che sta acquisendo la marina indiana, la dice lunga su quali potranno essere gli equilibri &#8211; e i punti di tensione &#8211; da qui a qualche anno. <\/p>\n<p>L\u2019altra grande potenza continentale asiatica non \u00e8 solo un interlocutore sempre pi\u00f9 cruciale, ma rappresenta un mercato dal quale ci siamo forzatamente isolati e che sarebbe un grave errore tralasciare ancora.<\/p>\n<p>    <b>Mazzini, Gramsci e anche Mussolini<\/b><br \/>I rapporti fra i due paesi hanno origini antiche e la conoscenza reciproca \u00e8 spesso preda di generalizzazioni e stereotipi. Pochi sanno che Giuseppe Mazzini \u00e8 una figura conosciuta e studiata in India forse pi\u00f9 che in Italia: i padri del movimento nazionalista indiano lessero i suoi scritti del periodo dell\u2019esilio londinese e ne fecero una delle basi della loro formazione politica. <\/p>\n<p>Sono ancora in meno a sapere che nel partito comunista indiano &#8211; un tempo potente soprattutto in Bengala e nel Kerala, ora ridotto a povera cosa &#8211; il nome di Gramsci compare spesso accanto a quelli di Marx ed Engels, mentre il suo ritratto continua ad adornare le pareti di pi\u00f9 di una sezione.<\/p>\n<p>Sul versante opposto Savarkar, il fondatore del movimento ultra-nazionalista Rss &#8211; quello in cui l\u2019attuale premier Narendra Modi ha mosso i primi passi, e dal quale solo ora sta prendendo le prime, esitanti distanze &#8211; era un ammiratore di Mussolini e prese le organizzazioni giovanili fasciste a modello per le sue, ancora oggi attive con riti, gagliardetti e uniformi ispirati a quegli infausti progenitori. <\/p>\n<p>Lo stesso Gandhi vide Mussolini a Roma, di ritorno da uno dei suoi viaggi a Londra: i biografi hanno steso un velo su quel colloquio, del cui contenuto si \u00e8 saputo assai poco; qualcuno ha scritto che il Mahatma sembr\u00f2 ricavarne un\u2019impressione non negativa, forse influenzato dal ragionamento secondo cui \u201ci nemici dei miei nemici sono amici\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Italia fu un partner importante nella prima fase dello sviluppo del paese dopo l\u2019indipendenza. La prima rivoluzione agricola voluta da Nehru pot\u00e9 contare sull\u2019apporto delle aziende del gruppo Iri, di Snam e di altri come Montecatini, per mettere in piedi un\u2019industria chimica moderna. <\/p>\n<p>La motorizzazione fu all\u2019inizio esclusivamente italiana: le due ruote arrivarono con Piaggio e Innocenti, mentre Fiat era per tutti sinonimo incontestato di qualit\u00e0. Nomi un tempo famosi in Italia, come Bisleri o Ceat, divennero marchi indiani; ancora oggi l\u2019espressione dialettale per dire ventilatore \u00e8 marelli. <\/p>\n<p>Il declino della nostra industria di Stato, alcune scelte industriali infelici, ad opera ad esempio di Fiat, infortuni come quelli che cancellarono per decenni Piaggio dal mercato, determinarono il progressivo indebolimento della nostra posizione. Ora il mercato dell\u2019auto \u00e8 diventato di massa ed \u00e8 dominato dai produttori asiatici (e Rolls Royce, Bentley e Lamborghini non riescono a soddisfare le richieste).<\/p>\n<p><b>Stimolare una conoscenza reciproca meno imperfetta<\/b><br \/>Il paese di duecento milioni di abitanti raccontato negli anni sessanta da Moravia e Pasolini \u00e8 diventato un gigante da oltre un miliardo: l\u2019Italia \u00e8 un partner secondario, ma non sconosciuto. Cinema, moda e <i>italian way of life<\/i> alimentano l\u2019immagine di un paese politicamente non molto forte, ma verso il quale la simpatia immediata \u00e8 rafforzata dall\u2019assenza di condizionamenti di tipo coloniale o post-imperiale.<\/p>\n<p>Sonia Gandhi ha costituito a lungo una remora per la nostra presenza, visto che doveva tenere una distanza assoluta da tutto ci\u00f2 che suonasse italiano per non venire contestata in quanto \u201cstraniera\u201d. Con Modi il problema non si pone pi\u00f9.<\/p>\n<p>I mar\u00f2 suscitano un interesse modesto nell\u2019opinione pubblica indiana e sono stati utili strumentalmente, in una fase politica ora trascorsa; in Italia il tema continua ad alimentare reazioni giustificatamente pi\u00f9 vive. Una strategia di rilancio dovr\u00e0 tenere conto di tali implicazioni piscologiche e delle suscettibilit\u00e0; dovr\u00e0 essere graduale, puntando su economia e cultura.<\/p>\n<p>I punti di frizione politica si sono ridotti: la nostra opposizione all\u2019ingresso dell\u2019India nel Nuclear Suppliers Group viene meno e, quanto al Consiglio di Sicurezza, si tratta di insistere nel chiarire che la nostra posizione non ha nulla a che vedere con il confronto indo-pakistano (come sospetta Delhi) e riguarda una filosofia di fondo, che si articola in tempi sempre pi\u00f9 lunghi. <\/p>\n<p>Il vero problema \u00e8 quello di stimolare una conoscenza reciproca meno imperfetta: per gli indiani, Europa vuole dire soprattutto Gran Bretagna, con l\u2019aggiunta ogni tanto di Francia e Germania. La visione di molti in Italia, dell\u2019India come paese spirituale e tollerante, \u00e8 altrettanto fuorviante. <\/p>\n<p>Sfruttiamo molto poco il volano culturale e quello dell\u2019<i>italian way of life<\/i>, mentre del tutto assenti sono gli strumenti di <i>soft power<\/i>, che potrebbero giocare un ruolo molto importante in un paese avvezzo a farvi ricorso. <\/p>\n<p>Le due associazioni di amicizia (parlamentare e non) sono dormienti, le Camere di Commercio sono asfittiche, i centri di ricerca si occupano poco dell\u2019India e quelli specializzati come l\u2019isIAO sono ridotti in cenere. Eppure queste vie sono tutte utilissime per ricominciare a parlarci.<\/p>\n<p><b>Grandi possibilit\u00e0 dell\u2019economia indiana<\/b><br \/>L\u2019economia indiana offre grandi possibilit\u00e0, che il nostro sistema produttivo non ha potuto cogliere che in misura ridotta. Scontiamo un generale problema di dimensioni: un mercato vasto, ma anche molto complicato richiede spalle solide e l\u2019idea di consorziarsi per essere pi\u00f9 efficaci, stenta ad entrare nella cultura delle nostre imprese. Infrastrutture, meccanica, <i>automotive <\/i>sono delle evidenti priorit\u00e0; come lo \u00e8 il turismo. <\/p>\n<p>Gli indiani hanno cominciato a viaggiare in gran numero e non abbiamo fatto nulla per indurre i grandi gruppi alberghieri indiani, presenti ormai in tutta Europa, ad investire in Italia. Senza ovviamente dimenticare la difesa &#8211; l\u2019India \u00e8 fra i massimi acquirenti mondiali di materiale militare &#8211; dove l\u2019eco negativa del pasticcio Westland-Finmeccanica si sta spegnendo e abbiamo ottime carte da giocare, a partire da quella di Fincantieri.<\/p>\n<p>Mentre noi eravamo forzatamente fermi, i nostri partner non hanno perso tempo. Se vogliamo davvero non lasciar cadere la prospettiva di rientrare in un paese chiave da ogni punto di vista, <i>business as usual <\/i>non basta. Ci vuole una strategia pubblico-privata ad hoc: le caratteristiche si vedono bene; quella che resta da definire \u00e8 la volont\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora che si \u00e8 calmata l\u2019onda di piena delle polemiche sui nostri mar\u00f2, \u00e8 il momento di ricostruire un po\u2019 di ponti. Delhi insegue Pechino senza raggiungerla, ma \u00e8 diventata un perno fondamentale degli equilibri geostrategici in Asia e non solo. 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