{"id":35050,"date":"2016-06-21T00:00:00","date_gmt":"2016-06-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iai-unesperienza-sempre-originale\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:27","slug":"iai-unesperienza-sempre-originale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/iai-unesperienza-sempre-originale\/","title":{"rendered":"IAI, un&#8217;esperienza sempre originale"},"content":{"rendered":"<p>Gli studi internazionalistici sono stati a lungo la cenerentola della ricerca politica in Italia: una cenerentola \u201cnobile\u201d, ma pur sempre cenerentola. Molte le ragioni di una situazione che non ha riscontro fra i nostri principali partner: una concezione esitante dell\u2019interesse nazionale, influenzata da diversi e contrastanti universalismi, una visione ad un tempo <i>parrocchiale<\/i> ristretta della politica estera, una diversit\u00e0 culturale intrisa di diffidenza fra chi la politica estera la studia e chi ne fa oggetto di professione. <\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 si riferisce ad un passato quasi interamente trascorso, anche se talune incrostazioni sono ancora visibili, legate al modo di essere e di porsi del nostro paese.Lo IAI ha svolto un importante ruolo di battistrada e ha rappresentato &#8211; a quanto mi \u00e8 dato ricordare &#8211; il primo esempio di un centro di ricerca internazionalistica indipendente secondo il modello anglosassone. Non era l\u2019unico, ma i pi\u00f9 reputati fra gli altri o erano la filiazione di partiti come il Cespi, o erano giganti in letargo come l\u2019Ispi (di cui, non a caso, si studi\u00f2 negli anni settanta la possibile fusione\/incorporazione con o IAI), o erano enti pubblici in cerca di un ruolo, come l\u2019Ismeo o l\u2019Iila. <\/p>\n<p>Molto dell\u2019emergere sulla scena dello IAI fu dovuto ad Altiero Spinelli, che lo fond\u00f2 e ne perme\u00f2 indirizzi e struttura. Spinelli e lo IAI erano in realt\u00e0 la stessa cosa e quanti vi lavoravano, o vi si accostarono come me, lo fecero in quanto spinelliani: lo IAI in quegli anni si impose molto presto come l\u2019unico centro di riflessione seria sull\u2019Europa e Spinelli contribu\u00ec in maniera significativa &#8211; grazie anche ad una felice stagione di collegamenti politici &#8211; a trasformare l\u2019eredit\u00e0 sempre presente del movimento federalista in una migliore strutturazione della politica europea dell\u2019Italia, che si era rivelata spesso timida e priva di una vera prospettiva strategica. <\/p>\n<p>Soprattutto, fu decisivo nell\u2019imprimergli una connotazione politica pi\u00f9 marcata, superando la dimensione pi\u00f9 ristretta dell\u2019esercizio diplomatico intergovernativo, in cui pure l\u2019Italia aveva avuto un ruolo rilevante. Partito Spinelli per la Commissione e Bruxelles &#8211; avviando un percorso che sarebbe passato per il Parlamento italiano e si sarebbe coronato a Strasburgo &#8211; il lavoro continu\u00f2 con Merlini e Bonvicini. <\/p>\n<p>La costruzione europea si andava facendo pi\u00f9 articolata e complessa e gli accenti cambiarono in conseguenza: nel mentre gli \u201cspinelli boys\u201d, con l\u2019eccezione di Silvestri e Aliboni, prendevano via via altre strade.<\/p>\n<p>Lo IAI \u00e8 stato il primo a curare una rete organica di rapporti con istituti analoghi in Europa e negli Stati Uniti, facendo cos\u00ec uscire la ricerca internazionalistica italiana da una sorta di involontaria clandestinit\u00e0. Sulla sua spinta si svilupparono altri centri specialistici &#8211; fra cui una menzione particolare merita l\u2019Ipalmo &#8211; mentre anche l\u2019Ispi riprese almeno parzialmente il suo ruolo di riferimento intellettuale grazie all\u2019impegno del mondo imprenditoriale milanese rappresentato da personaggi come Pirelli e Falck.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione del discorso europeo vide lo IAI svolgere un ruolo di punta nell\u2019approfondimento delle tematiche legate alla sicurezza e alla difesa, che erano state sino ad allora largamente confinate in ambiti militari o, comunque, da questi dipendenti. Fu merito di Silvestri dare a questa dimensione sostanza e rilievo internazionale, dando vita cos\u00ec ad una vera e propria \u201cseconda gamba\u201d della ricerca IAI,che ha contribuito alla formazione di molti dei maggiori esperti italiani del settore attualmente in circolazione.<\/p>\n<p>E oggi? Lo IAI rimane il principale centro di ricerca internazionalistica del paese, ancora saldamente impostato sulle sue due gambe principali. La dimensione di sicurezza \u00e8 cresciuta in proporzione geometrica: l\u2019Istituto \u00e8 oggi il \u201cconsigliere del principe\u201d non solo per la politica, ma anche per molte imprese, che contribuiscono significativamente alla sua sopravvivenza economica. <\/p>\n<p>La dimensione europea \u00e8 cresciuta in maniera forse meno spettacolare, ma continua a rappresentare un riferimento insostituibile: in una fase storica in cui l\u2019euroscetticismo avanza a grandi passi e la costruzione europea \u00e8 sotto attacco, l\u2019entusiasmo neo-federalista dello IAI tiene alto il livello del dibattito, facendo dimenticare qualche occasionale cedimento taleban-sentimentale. <\/p>\n<p>Il campo si \u00e8 fatto pi\u00f9 folto: l\u2019Ispi ha recuperato ruolo e dimensione che aveva perduto da pi\u00f9 di quarant\u2019anni e alla tradizionale attivit\u00e0 di contatto e disseminazione dell\u2019informazione, ne ha aggiunto una di ricerca ed editoriale di tutto rispetto. I vecchi centri dei partiti non ci sono pi\u00f9, avendo seguito la sorte dei loro referenti, ma il formato \u00e8 in qualche modo resuscitato attraverso strutture come quelle di Italiani Europei e Arel, che danno dignit\u00e0 scientifica all\u2019azione delle forze politiche che da esse traggono linfa. Ma lo IAI rimane a <i>world apart <\/i>ed \u00e8 bene che continui ad essere cos\u00ec.<\/p>\n<p>.   <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli studi internazionalistici sono stati a lungo la cenerentola della ricerca politica in Italia: una cenerentola \u201cnobile\u201d, ma pur sempre cenerentola. 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