{"id":35060,"date":"2016-06-21T00:00:00","date_gmt":"2016-06-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iai-la-ricerca-applicata-alla-politica\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:27","slug":"iai-la-ricerca-applicata-alla-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/iai-la-ricerca-applicata-alla-politica\/","title":{"rendered":"IAI, la ricerca applicata alla politica"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Istituto Affari Internazionali \u00e8 un raro caso, nel panorama italiano, di vero e classico <i>think tank<\/i>. Negli anni, \u00e8 riuscito ad attirare attorno a s\u00e9 una vasta cerchia di analisti, accademici, e <i>policy maker<\/i>. Ed \u00e8 riuscito a far crescere nuove generazioni di ricercatori e studiosi.<\/p>\n<p>Soprattutto, l&#8217;Istituto fondato da Altiero Spinelli \u00e8 riuscito a costruirsi una rete stabile di rapporti internazionali: a tutti gli effetti, ed in modo particolare per le questioni europee, lo IAI resta il punto di riferimento italiano. Si tratta di un ruolo davvero prezioso per il Paese.<\/p>\n<p>Ci sono molti modi in cui un centro-studi, un \u201cpensatoio\u201d, pu\u00f2 rendersi utile. Anzitutto, offrendo un punto di incontro per il confronto libero tra idee diverse e l\u2019articolazione di proposte concrete: da quando la politica europea \u00e8 diventata nei fatti una politica &#8220;intra-domestica&#8221;, questo ruolo \u00e8 diventato al tempo stesso pi\u00f9 delicato ma anche pi\u00f9 utile. La tradizione europeista, cos\u00ec importante nella formazione dello IAI, \u00e8 di fronte a sfide senza precedenti e nuove idee sono necessarie per preservare e rafforzare l&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, la capacit\u00e0 di leggere i trend internazionali \u00e8 diventata di estrema complessit\u00e0, in un sistema internazionale dominato dal &#8220;disordine&#8221;, dalla frammentazione e da aree di vera e propria implosione. La vitalit\u00e0 comparativa di un <i>think tank <\/i>si misura quindi sul grado di innovazione, sia tematico che geopolitico. Da questo punto di vista, la traiettoria recente dello IAI dimostra una notevole sforzo di continuo adattamento.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 aggiungere che \u00e8 diventata pi\u00f9 rilevante l&#8217;interazione tra il mondo degli studi (accademici e non) e il mondo del \u201c<i>policymaking<\/i>\u201d, cio\u00e8 della politica attiva. Se l\u2019Italia non ha (quantomeno non ancora) replicato un meccanismo di \u201c<i>revolving doors<\/i>\u201d di tipo americano, con un frequente scambio tra <i>think tank <\/i>e governo o alto funzionariato (e viceversa), vi sono stati casi del genere e il trend sembra in aumento.<\/p>\n<p>Si tratta di un circolo virtuoso che avvicina la societ\u00e0 civile alle istituzioni e che facilita la selezione delle <i>\u00e9lites<\/i> &#8211; cosa ancora pi\u00f9 necessaria in una fase di grave indebolimento dei partiti politici come strutture per la formazione del personale politico-amministrativo.<\/p>\n<p>Un <i>think tank<\/i> internazionale pu\u00f2 inoltre contribuire ad analizzare e spiegare il senso di eventi e fenomeni complessi (come tipicamente sono quelli globali, all&#8217;incrocio fra geopolitica, sicurezza ed economia) in modo non semplicistico. In sostanza, comprendere connessioni e implicazioni di fattori europei o globali significa rendere un paese come l\u2019Italia pi\u00f9 attrezzato ad agire e reagire con cognizione di causa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 vero sia al livello del business, che per i <i>policy maker <\/i>e i media: gli attori diversi e complementari, dunque, che un Istituto come lo IAI riunisce attorno al proprio tavolo. Naturalmente l&#8217;obiettivo deve restare anche quello di riuscire ad incidere sul livello pi\u00f9 vasto dell\u2019opinione pubblica \u201cinformata\u201d o comunque interessata. Un compito arduo, appunto; ma indispensabile.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima funzione essenziale \u00e8 relativa al graduale ricambio generazionale, e dunque all\u2019innovazione intellettuale. Un centro-studi degno di questo nome attinge costantemente ai circuiti universitari e specialistici per rinnovarsi, pur mantenendo un forte radicamento nella tradizione (soprattutto quella europeista, nel caso dello IAI): \u00e8 un mix necessario per garantire continuit\u00e0, controllo della qualit\u00e0, contatti internazionali ad alto livello, ma anche freschezza e originalit\u00e0.<\/p>\n<p>In tal senso, un <i>think tank <\/i>funziona &#8211; quando riesce a dare il meglio di s\u00e8 &#8211; come produttore di idee, incubatore e laboratorio. I giovani analisti e ricercatori che passano, magari soltanto per alcuni mesi, per tale esperienza acquisiscono non soltanto un metodo concreto di lavoro (che difficilmente si acquisisce nel percorso universitario) ma anche una <i>forma mentis<\/i>: aperta a nuovi modi di leggere i trend internazionali ma sempre attenta alla verifica dei dati e alla qualit\u00e0 delle fonti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Istituto Affari Internazionali \u00e8 un raro caso, nel panorama italiano, di vero e classico think tank. Negli anni, \u00e8 riuscito ad attirare attorno a s\u00e9 una vasta cerchia di analisti, accademici, e policy maker. Ed \u00e8 riuscito a far crescere nuove generazioni di ricercatori e studiosi. 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