{"id":35120,"date":"2016-06-25T00:00:00","date_gmt":"2016-06-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/londra-divorzia-dallue-catastrofe-in-vista\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:26","slug":"londra-divorzia-dallue-catastrofe-in-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/londra-divorzia-dallue-catastrofe-in-vista\/","title":{"rendered":"Londra divorzia dall&#8217;Ue: catastrofe in vista"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec alla fine \u00e8 successo, la Brexit \u00e8 realt\u00e0. Per la prima volta nella storia uno stato membro lascer\u00e0 l\u2019Unione europea. E che stato membro: il Regno Unito \u00e8 la seconda economia dell\u2019Unione, la sua principale potenza militare (insieme alla Francia), un paese dal considerevole peso geopolitico, con una politica estera di orizzonti globali e un corpo di funzionari e diplomatici esperti e capaci di iniziativa.<\/p>\n<p>La variegata compagine a favore della Brexit, che include i nazionalisti xenofobi dello UK Independence Party (Ukip) e la frangia dei Tories ultra-liberista che considera l\u2019Ue un freno all\u2019economia britannica, festeggia un risultato impensabile qualche anno fa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fanno pure i movimenti che hanno fatto dell\u2019opposizione all\u2019immigrazione e dell\u2019euroscetticismo la loro bandiera: il Front National (Fn) di Marine Le Pen in Francia, il PVV di Geert Wilders nei Paesi Bassi, la Lega Nord di Matteo Salvini in Italia. Anche Donald Trump, il candidato repubblicano alla presidenza Usa, ha salutato la Brexit come una \u2018grande cosa\u2019. <\/p>\n<p><b>Rischio contagio<\/b><br \/>Il resto del mondo (e del Regno Unito) \u00e8 stordito, come titola il <i>New York Times<\/i>. Ci si domanda che effetti la Brexit avr\u00e0 sull\u2019economia britannica, su quella dell\u2019eurozona e di conseguenza mondiale. Ci si chiede come Regno Unito e Ue potranno reimpostare le loro relazioni politiche ed economiche, quali opzioni l\u2019Ue abbia a sua disposizione per evitare un \u2018effetto contagio\u2019 e quindi la sua frammentazione politica, cosa resti della capacit\u00e0 di leadership dell\u2019Occidente nella governance globale.<\/p>\n<p>Queste preoccupazioni sono pi\u00f9 che legittime. Senza usare mezzi termini, la Brexit \u00e8 un colpo durissimo al Regno Unito, all\u2019Unione Europea, all\u2019ordine liberale internazionale. Peggio, \u00e8 un colpo durissimo che pu\u00f2 innescare una reazione a catena verso il disastro.<\/p>\n<p>Nello spazio di una notte, il Regno Unito \u00e8 precipitato in una gravissima crisi costituzionale. Il crollo del cambio sterlina-dollaro &#8211; al punto pi\u00f9 basso in 30 anni &#8211; ha fatto scivolare il Pil britannico sotto a quello francese in sole due ore. Ci vorr\u00e0 tutta la potenza di fuoco della Banca d\u2019Inghilterra (e non solo) per scongiurare il rischio di una nuova Lehman Brothers.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che le fosche previsioni del Tesoro britannico, che prevedeva il Regno Unito in recessione gi\u00e0 quest\u2019anno in caso di Brexit, siano esagerate. Ma di certo il prossimo premier &#8211; David Cameron ha gi\u00e0 annunciato che si dimetter\u00e0 entro ottobre &#8211; dovr\u00e0 gestire mercati volatili e un\u2019economia pi\u00f9 fragile. <\/p>\n<p><b>Regno disunito<\/b><br \/>E lo dovr\u00e0 fare tentando di unire non solo un Partito conservatore diviso come non mai tra euroscettici e pro-Ue, ma anche e soprattutto un paese diviso tra vecchi (in maggioranza pro-Brexit) e giovani (in larga parte contro), campagna (a favore) e citt\u00e0 (contro), inglesi e gallesi (a favore) e nord-irlandesi e scozzesi (contro).<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo fronte di divisione non rester\u00e0 senza conseguenze: il Partito nazionalista scozzese ha gi\u00e0 annunciato che intende riproporre il referendum per l\u2019indipendenza. La Scozia ha votato a larga maggioranza contro la Brexit. Destinato in ogni caso ad essere meno influente fuori dall\u2019Ue &#8211; e probabilmente pi\u00f9 povero &#8211; il Regno Unito rischia di subire a sua volta una secessione interna.<\/p>\n<p>Per l\u2019Ue il colpo non \u00e8 meno duro. Ai leader dei 27 stati membri restanti spetta il difficile compito di gestire il divorzio con Londra e, soprattutto, la ridefinizione della relazione contrattuale Ue-Gb. L\u2019economia britannica \u00e8 integrata con quella Ue e, pertanto, \u2018punire\u2019 il Regno Unito imponendogli termini onerosi &#8211; per esempio escludendolo del tutto dal mercato unico &#8211; \u00e8 controproducente. Ma allo stesso tempo i leader Ue devono prevenire l\u2019eventualit\u00e0 che termini troppo blandi invitino altri stati a seguire la stessa strada. Il rischio di contagio \u00e8 altissimo. <\/p>\n<p><b>Rinazionalizzazione dell&#8217;Ue alle porte  <\/b><br \/>Il ciclo elettorale non aiuta. Il prossimo autunno l\u2019Italia potrebbe trovarsi senza governo, se gli elettori bocceranno la riforma costituzionale su cui il premier Matteo Renzi si gioca la sua carriera politica. Le incertezze sulla capacit\u00e0 dell\u2019Italia di governare la sua economia si rifletteranno sui mercati, tornando a far salire lo spread e mettendo a rischio la tenuta dell\u2019eurozona, come e forse pi\u00f9 che nel 2011.<\/p>\n<p>La prossima primavera si vota nei Paesi Bassi e in Francia, e a settembre 2017 in Germania. Wilders e Le Pen volano nei sondaggi e promettono a loro volta un referendum se restare o meno nell\u2019Ue. Angela Merkel \u00e8 stanca e indebolita e potrebbe uscire di scena, lasciando dietro di s\u00e9 un cancelliere pi\u00f9 euroscettico e pi\u00f9 anti-immigrazione. La rinazionalizzazione dell\u2019Europa sarebbe alle porte, e con essa la fine del progetto di integrazione.<\/p>\n<p>Un\u2019Ue frammentata e divisa cesserebbe di essere un attore internazionale di rilievo. L\u2019influenza degli europei nella governance globale, nelle istituzioni multilaterali e nei grandi negoziati internazionali si ridurrebbe al minimo. Invece di un partner, gli Usa avrebbero nell\u2019Europa un problema, e la solidit\u00e0 dell\u2019Occidente &#8211; cos\u00ec come la sua capacit\u00e0 di esercitare una leadership &#8211; si incrinerebbe.<\/p>\n<p>L\u2019idea che le relazioni internazionali debbano essere governate da istituzioni multilaterali, alleanze, regole e pratiche condivise perderebbe vigore a vantaggio di una visione del mondo basata sulla forza militare ed economica. L\u2019ordine liberale, gi\u00e0 incrinato dagli eccessi unilateralisti americani e dall\u2019emergente multipolarit\u00e0, potrebbe cessare di funzionare.<\/p>\n<p>Questo scenario catastrofico non \u00e8 scritto. Ma come evitarlo \u00e8 materia di un altro articolo. Oggi \u00e8 il momento di prendere coscienza che le implicazioni della Brexit non riguardano solo i conservatori britannici, il Regno Unito o l\u2019Ue. Riguardano, anzi minacciano, la tenuta dell\u2019economia e l\u2019ordine globali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec alla fine \u00e8 successo, la Brexit \u00e8 realt\u00e0. Per la prima volta nella storia uno stato membro lascer\u00e0 l\u2019Unione europea. 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