{"id":35150,"date":"2016-06-27T00:00:00","date_gmt":"2016-06-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tv-guerra-al-terrore-e-storytelling-europeo\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:26","slug":"tv-guerra-al-terrore-e-storytelling-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/tv-guerra-al-terrore-e-storytelling-europeo\/","title":{"rendered":"Tv, guerra al terrore e storytelling europeo"},"content":{"rendered":"<p>Palinsesti televisivi toccati dal terrorismo e dalla guerra per sconfiggerlo. A mostrarlo \u00e8 lo studio dei cinque telegiornali continentali di prima serata, realizzato attraverso l\u2019elaborazione dei dati forniti dall\u2019Osservatorio di Pavia.<\/p>\n<p>Questi indicano come la cronaca della guerra al terrore scali la classifica delle dieci notizie pi\u00f9 trattate nel corso del 2015, mentre l\u2019analisi e l\u2019approfondimento fornito dalla politica estera restano invece in secondo piano. Se i Tg di Germania e Regno Unito confermano lo <i>storytelling <\/i>del 2014, nel 2015 si notano invece sensibili differenze nei notiziari televisivi in Spagna, Francia e Italia.<\/p>\n<p><b>Ard e la societ\u00e0 tedesca<\/b><br \/>L\u2019analisi del telegiornale tedesco conferma la linea narrativa che trova guerra al terrorismo e argomenti esteri ai vertici della graduatoria. Se nel 2014 i due temi occupavano il primo e il terzo posto, nel 2015 \u00e8 cresciutal\u2019attenzione per i temi a valenza sociale connessi a dinamiche globali, come l\u2019accoglienza e l\u2019inclusione dei migranti.<\/p>\n<p>Tanto che la politica estera \u00e8 scesa al secondo posto passando dal 25% delle notizie trattate nel 2014 al 18% del 2015 (-7%), mentre la guerra al terrore si \u00e8 confermata al terzo, passando dal 10% al 13% (+3%). Il salto di qualit\u00e0 nel Tg del primo canale tedesco \u00e8 rappresentato invece dalle questioni sociali e dai riflessi nella societ\u00e0 tedesca che salgono dal 7% al 22%, con un aumento di ben 15 punti percentuali.<\/p>\n<p><b>Bbc One e la guerra al terrore<\/b><br \/>Anche Bbc One conferma la narrazione seguita nel 2014. Il divario tra guerra e politica estera va per\u00f2 ampliandosi. La guerra al terrore \u00e8 salita dal secondo al primo posto delle notizie trattate nel 2015, scavalcando l\u2019economia. Mentre la politica estera \u00e8 scesa dall\u2019ottavo al decimo posto (dal 6% al 5%). Anche se \u00e8 probabile che questo sia stato un riflesso degli attentati parigini, bisogna ricordare la consolidata narrazione del terrorismo sul suolo britannico: dai \u201cTroubles\u201d irlandesi, alla bomba di Lockerbie, all\u2019attentato combinato bus\/metro del 2005. La polarit\u00e0 fra guerra e politica racconta quindi un paese in prima linea contro il terrore.<\/p>\n<p><b>Rtve1 e la voglia di capire<\/b><br \/>Differentemente dai telegiornali di Germania e Regno Unito, il notiziario della prima rete spagnola sembra esprimere un\u2019altra chiave narrativa. Nel 2015, il racconto della guerra al terrorismo \u00e8 salito dal settimo del 2014 (5%) al terzo del 2015 (10%).<\/p>\n<p>La politica estera scende invece di una posizione fermandosi al quarto, passando dal 12% al 9%. Con ogni probabilit\u00e0, la vicinanza tra guerra e politica estera nel 2015 suggerisce il tentativo di contestualizzare gli eventi internazionali, sottraendoli al racconto della sola cronaca definendo anche interessi e strategie degli attori coinvolti.<\/p>\n<p><b>France2 e lo schema britannico<\/b><br \/>Gli attacchi terroristici che hanno marcato a sangue tutto il 2015 francese,  hanno trasformato il racconto del Tg francese, accostandolo a Bbc One. La polarit\u00e0 fra guerra al terrorismo e politica estera si evince dalla salita della prima dal quinto posto delle notizie trattate nel 2014, al primo del 2015.<\/p>\n<p>Come nel caso britannico la politica estera \u00e8 scesa invece di diverse posizioni passando dal sesto al nono posto. Tanto che, se la politica estera \u00e8 stata meno presente nel palinsesto (dall\u20198% del 2014 al 5% del 2015) , l\u2019attenzione per la guerra al terrore \u00e8 salita invece dall\u20198% del 2014 addirittura al 22% dell\u2019anno successivo.<\/p>\n<p><b>Rai e ansia preventiva<\/b><br \/>Anche il telegiornale della principale rete pubblica italiana ha evidenziato un sensibile cambiamento tra il 2014 e il 2015. La distrazione con cui i notiziari televisivi nazionali guardano a ci\u00f2 che accade all\u2019esterno dell\u2019Italia \u00e8 in parte mitigata dal principale notiziario televisivo nei confronti della guerra al terrore. Argomento che sale nel 2014 era al decimo posto del 2014 (4%) e nell\u2019anno successivo arriva ad occupare addirittura il secondo (13%). <\/p>\n<p>L\u2019attenzione nei confronti della politica estera che scende dal settimo posto del 2014 (5%) all\u2019ottavo del 2015 (6%), sembra allora confermare la polarit\u00e0 narrativa riscontrata per France2 e Bbc One. Tuttavia, rispetto allo schema franco-britannico emerge una variante. <\/p>\n<p>Le notizie dedicate alla criminalit\u00e0 si confermano al terzo posto nei due anni considerati. Nonostante i dati di Istat e Ministero dell\u2019Interno indichino da tempo un calo dei reati, l\u2019accostamento della guerra al terrore alla criminalit\u00e0 contribuisce a una narrazione ansiogena, anche se in Italia da molti anni non si verificano attentati paragonabili a quelli di Londra e Parigi. Il che delinea uno schema informativo basato sull\u2019\u201cansia preventiva\u201d, piuttosto che sull\u2019insicurezza motivata dai fatti.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palinsesti televisivi toccati dal terrorismo e dalla guerra per sconfiggerlo. A mostrarlo \u00e8 lo studio dei cinque telegiornali continentali di prima serata, realizzato attraverso l\u2019elaborazione dei dati forniti dall\u2019Osservatorio di Pavia. 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