{"id":35160,"date":"2016-06-27T00:00:00","date_gmt":"2016-06-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/londra-divorzia-come-salvare-mercato-della-difesa-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:26","slug":"londra-divorzia-come-salvare-mercato-della-difesa-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/londra-divorzia-come-salvare-mercato-della-difesa-ue\/","title":{"rendered":"Londra divorzia, come salvare mercato della difesa Ue"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Unione europea, Ue, \u00e8 destinata a ripercuotersi anche sul mercato europeo della difesa e sul processo in corso per una sua progressiva integrazione.<\/p>\n<p><b>Il ruolo del Regno Unito nel mercato europeo della difesa<\/b><br \/>Il mercato europeo della difesa si \u00e8 cominciato a costruire a partire dal 1998 con la <i>Letter of Intent <\/i>firmata dai sei maggiori Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Regno Unito) al fine di integrare i loro mercati, a cui \u00e8 seguito l\u2019Accordo Quadro del 2000.<\/p>\n<p>Francia, Germania, Italia e Regno Unito, a cui si sono poi aggiunti nel 2003 il Belgio e nel 2005 la Spagna, hanno poi costituito l\u2019Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti, Occar, al fine di gestire i programmi di collaborazione intergovernativa. Con la costituzione dell\u2019European Defence Agency, Eda, nel 2004 si \u00e8 offerto a tutti gli Stati membri un\u2019agenzia per sviluppare e mettere in comune le capacit\u00e0 di difesa (solo la Danimarca ha preferito non parteciparvi).<\/p>\n<p>Con il riconoscimento dell\u2019importanza tecnologica e industriale del settore della sicurezza e difesa per il mercato unico europeo e per la stessa sicurezza e difesa europea, ma anche della necessit\u00e0 di rispettarne le specificit\u00e0, dal 2006 \u00e8 entrata in campo la Commissione europea che nel 2009 ha finalizzato le due Direttive sulle acquisizioni di equipaggiamenti militari e di sicurezza e sui relativi trasferimenti intra-comunitari. Nel frattempo, nel 2008, \u00e8 intervenuta la Posizione Comune dell\u2019Ue sulle esportazioni ai Paesi terzi.<\/p>\n<p>In tutte queste iniziative il Regno Unito \u00e8 stato uno dei protagonisti, portando la sua esperienza e competenza, acquisite nello sviluppare significative capacit\u00e0 tecnologiche e industriali, e dando il suo contributo per favorire un\u2019impostazione pragmatica e aperta alla collaborazione transatlantica. Non \u00e8 quindi casuale che il Paese depositario dell\u2019Accordo Quadro sia proprio il Regno Unito, n\u00e9 che il primo Direttore esecutivo dell\u2019Eda sia stato un inglese.<\/p>\n<p>Ma il Regno Unito \u00e8 anche il pi\u00f9 importante partner tecnologico del velivolo da combattimento Eurofighter (con Germania, Italia e Spagna), il principale successo europeo in campo aeronautico, e partecipa ad alcuni importanti programmi gestiti da Occar: il velivolo da trasporto strategico A400M, il sistema missilistico antiaereo Paams, il sistema antimine navali Mmcm.<\/p>\n<p>Inoltre, va considerata la forte partecipazione inglese al programma americano-internazionale per il velivolo da attacco al suolo F35, in cui sono coinvolti anche Danimarca, Italia e Olanda.<\/p>\n<p>Sul piano industriale, molte imprese inglesi sono integrate con altre europee come nell\u2019elicotteristica con l\u2019ex-Agusta Westland-UK e nell\u2019elettronica con l\u2019ex-Selex Electronic Systems-UK (a sua volta ex-BAe) in Leonardo-Finmeccanica e, sempre nell\u2019elettronica, con la divisione inglese (ex-Racal) in Thales. A queste si aggiunge la concentrazione delle attivit\u00e0 missilistiche inglesi con quelle francesi e italiane in Mbda (controllata da BAe Systems, Airbus e Leonardo-Finmeccanica).<\/p>\n<p>Oltre agli aspetti quantitativi della presenza inglese, bisogna considerare anche quelli qualitativi. \u00c8 riconosciuto da tutti che nei velivoli da combattimento le competenze europee (compreso il personale tecnico pi\u00f9 qualificato) sono concentrate soprattutto nel Regno Unito e in Francia. Lo stesso vale anche nell\u2019avionica e in parte dei sistemi elettronici. Non a caso i due Paesi avevano sottoscritto nel 2010 il Trattato di Lancaster House per rafforzare la collaborazione bilaterale, fra il resto, nel campo dei velivoli da combattimento a pilotaggio remoto e dei sistemi missilistici (anche se poi non tutto \u00e8 filato liscio ed ora tutto potrebbe essere rimesso in discussione).<\/p>\n<p><b>La collaborazione italo-inglese<\/b><br \/>Emerge da quanto ricordato sopra che, nel quadro europeo, Italia e Regno Unito hanno un forte rapporto di collaborazione sia a livello governativo sia industriale. Non va dimenticato che la nostra industria aerospaziale entra nella maturit\u00e0 tecnologica negli anni Settanta con il programma del cacciabombardiere Tornado (con Regno Unito e Germania) e nel decennio successivo con l\u2019elicottero medio-pesante AW 101 (con il Regno Unito), diventando transnazionale con la concentrazione delle sue attivit\u00e0 missilistiche in Mbda da parte di Finmeccanica nel 2001 e con la sua acquisizione di Westland nel 2000 e della parte avionica dell\u2019ex Marconi Electronic Systems nel 2005.<\/p>\n<p>Anche per queste ragioni \u00e8 importante puntare a mitigare l\u2019impatto della Brexit nell\u2019interesse dell\u2019Italia, dell\u2019Ue e dello stesso Regno Unito. Il mondo della difesa inglese si era schierato per il \u201cRemain\u201d e non per il \u201cLeave\u201d nella consapevolezza che quest\u2019ultima scelta avrebbe creato seri problemi per la sicurezza e la difesa inglese, ormai fortemente integrata a livello europeo. Nei prossimi due anni dovranno, quindi, essere trovate adeguate soluzioni per poter continuare la collaborazione, seppure in un nuovo quadro.<\/p>\n<p><b>Uno nuovo quadro per la futura collaborazione con il Regno Unito<\/b><br \/>In prima approssimazione si possono ipotizzare questi interventi per consolidare la futura collaborazione. Per l\u2019Ue, le tre principali aree interessate sono:<br \/>a)  Acquisizioni (Direttiva 2009\/81), dove bisogner\u00e0 garantire reciprocit\u00e0 di accesso al mercato inglese e a quello europeo, salvaguardando la rispettiva sicurezza degli approvvigionamenti;<br \/>b) Trasferimenti intra-comunitari (Direttiva 2009\/43) ed esportazioni a Paesi terzi (Posizione Comune 15972\/1\/08), dove bisogner\u00e0 creare un regime speciale di estensione all\u2019UK;<br \/>c)    Programma Quadro attuale e futuro 2021-2027 per la ricerca e l\u2019innovazione, dove bisognerebbe creare un regime per la partecipazione inglese agli oneri finanziari e, conseguentemente, al suo utilizzo, per lo meno per le imprese che fanno parte di gruppi transnazionali europei.<\/p>\n<p>Per l\u2019Eda non vi dovrebbero essere particolari problemi in quanto gi\u00e0 vi sono associati Paesi non-Ue. Dato il peso e il ruolo inglese bisogner\u00e0, caso mai, definire una sua trasformazione al fine di creare due diversi livelli di partecipazione (uno per i Paesi che vogliono marciare sulla strada dell\u2019integrazione e uno per quanti si vogliono limitare alla collaborazione), soprattutto per quanto attiene le procedure decisionali.<\/p>\n<p>Per l\u2019Occar non vi sono problemi in quanto il suo Trattato istitutivo non \u00e8 giuridicamente legato a quello Ue. Solo sul piano tecnico-operativo bisogner\u00e0 probabilmente intervenire per proseguire i programmi in corso o avviarne di nuovi, tenendo conto della condizione extra-Ue del Regno Unito.<\/p>\n<p>Per l\u2019Accordo Quadro-LoI non sembrano presentarsi problemi in quanto anche il suo Trattato istitutivo non \u00e8 giuridicamente legato a quello Ue. In questo caso andr\u00e0, al contrario valutato, se, essendo l\u2019unico specifico accordo per la collaborazione nel mercato della difesa, non potrebbe essere rivitalizzato dopo un decennio di attivit\u00e0 a basso regime. Andrebbe quindi studiata la possibilit\u00e0 di utilizzare le sue potenzialit\u00e0, senza modificarlo giuridicamente, ma, caso mai, intervenendo sui Regolamenti attuativi e sulle modalit\u00e0 di funzionamento.<\/p>\n<p>Molto lavoro da fare, dunque, ma \u00e8 indispensabile per rimanere, nell\u2019interesse d tutti, buoni amici anche dopo la separazione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Unione europea, Ue, \u00e8 destinata a ripercuotersi anche sul mercato europeo della difesa e sul processo in corso per una sua progressiva integrazione. 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