{"id":35180,"date":"2016-06-28T00:00:00","date_gmt":"2016-06-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/giordania-crisi-della-fratellanza-in-stato-di-sicurezza\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:25","slug":"giordania-crisi-della-fratellanza-in-stato-di-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/giordania-crisi-della-fratellanza-in-stato-di-sicurezza\/","title":{"rendered":"Giordania, crisi della Fratellanza in stato di sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>In Giordania, le elezioni parlamentari si terranno il 20 settembre: sar\u00e0 un test di valutazione sia per la monarchia che per i Fratelli Musulmani. Re Abdullah misurer\u00e0 l\u2019impatto popolare delle decisioni e delle riforme attuate per arginare le multiformi proteste del 2010-2013: riuscir\u00e0 a riportare i giordani alle urne?<\/p>\n<p>Gli Ikhwan di Amman si confronteranno con gli effetti della crescente frammentazione politica: le tre Fratellanze hanno molti nodi da sciogliere, come il rapporto di subalternit\u00e0 del partito (Islamic Action Front, Iaf) nei confronti dell\u2019associazione caritatevole e la dicotomia fra East-Bankers (transgiordani) e palestinesi che riflette l\u2019irrisolta questione dell\u2019identit\u00e0 giordana. Tra afflusso di profughi siriani, crisi finanziaria e pressione islamista, il baricentro dello <i>stato di sicurezza <\/i>giordano \u00e8 in continuo riposizionamento, tra pulsioni interne e minacce regionali.<\/p>\n<p><b>Amman e gli altri Fratelli<\/b><br \/>\nLa vicenda dei Fratelli Musulmani in Giordania \u00e8 sempre stata una storia a parte, che non rientra n\u00e9 nel paradigma egiziano-saudita (esclusione-repressione), n\u00e9 in quello integrato del Marocco (dove il Pjd guida dal 2011 un governo di coalizione). Dal 1993, anno di nascita dello Iaf, i Fratelli Musulmani giordani hanno diviso, su richiesta della monarchia, le attivit\u00e0 di predicazione ed educazione (<i>dawa, tarbiyya<\/i>, di competenza dell\u2019associazione), da quelle della politica (<i>siyyasa<\/i>, delegate al partito).<\/p>\n<p>Nel Congresso appena conclusosi, anche i Fratelli tunisini di Ennahda hanno sancito questa suddivisione: seppur nella specificit\u00e0 dei due contesti, il partito tunisino si propone dunque di percorrere la medesima strada, ma dovr\u00e0 evitare di ricadere nelle contraddizioni che in Giordania hanno ingabbiato la dialettica interna allo Iaf, favorendo il boicottaggio elettorale.<\/p>\n<p><b>Le tre Fratellanze<\/b><br \/>\nOggi, la tendenza pi\u00f9 vistosa nella Fratellanza giordana \u00e8 la frammentazione politica, nel rispetto per\u00f2 delle ?linee rosse? del sistema monarchico, con il quale gli Ikhwan hanno un rapporto assai dialettico dalla met\u00e0 degli anni Ottanta. Almeno tre soggetti si contendono il ruolo di legittimo rappresentante della Fratellanza Musulmana: il movimento originale fondato nel 1942 (ora privo di licenza), la Societ\u00e0 dei Fratelli Musulmani (registrata nel 2015 e non affiliata alla casa madre) e l\u2019iniziativa riformatrice Zamzam.<\/p>\n<p>In questo quadro, il Consiglio dei Saggi, formato da fuoriusciti dello Iaf, ha cercato invano di ricucire lo strappo, anche generazionale, con la Societ\u00e0. Nel 2012, i promotori transgiordani (poi espulsi) della cosiddetta <i>Zamzam initiative<\/i> elaborarono una proposta riformatrice alternativa, a sostegno di una concezione civica e partecipativa dello stato (<i>dawlamadaniyya<\/i>), mettendo al centro sensibilit\u00e0 e temi ?pan-giordani?. Questa riflessione su Islam e pluralismo, pronta a cooperare con soggetti altri (sinistra, liberali), \u00e8 poi sfumata al crescere delle proteste, ma si riaffaccia ora alla vigilia del voto.<\/p>\n<p>I gruppi che guardano alla Fratellanza potrebbero presentarsi divisi alle elezioni, allontanando per\u00f2 il tradizionale spettro del boicottaggio. Zamzam e la neo-registrata Societ\u00e0 (pi\u00f9 dialoganti, \u201cnazionali\u201d e a prevalenza transgiordana) si sono subito dichiarati a favore della partecipazione; l\u2019Islamic Action Front, il partito afferente al nucleo originario degli Ikhwan (pi\u00f9 intransigente, \u201cinternazionalista\u201d e a maggioranza palestinese) ha successivamente deciso, a schiacciante maggioranza interna, di presentarsi alle urne.<\/p>\n<p>La monarchia auspica che il ?marchio? dei Fratelli Musulmani partecipi alle elezioni: una strategia che \u00e8 insieme di legittimazione interna e internazionale. Complice il conflitto siriano, Amman ha alzato la guardia sul fenomeno jihadista: dopo gli arresti del 2014 a Maan, una cellula del sedicente Stato Islamico \u00e8 stata smantellata a Irbid in marzo, portando all\u2019arresto di nove persone.<\/p>\n<p><b>Sicurezza prima di riforme<\/b><br \/>\nSecondo gli emendamenti costituzionali appena approvati dalla Camera bassa, re Abdullah sceglier\u00e0 i membri della Corte Costituzionale e il capo della forza di polizia militare (per il controllo del dissenso interno) senza esame parlamentare: di fatto era gi\u00e0 cos\u00ec, ma ora vengono meno i contrappesi formali. Inoltre, non \u00e8 pi\u00f9 prevista la contro-firma del primo ministro o dei ministri sui decreti reali.<\/p>\n<p>Queste misure sono in apparente contrasto con quelle del 2011, quando la monarchia opt\u00f2 per timide aperture in senso costituzionale, conferendo maggiori poteri al Parlamento. L\u2019intrecciarsi costante di minacce esterne e interne scandisce le regole e i tempi dello <i>stato di sicurezza <\/i>giordano: la sicurezza nazionale sembra ora prevalere sul processo di riforma politica. Tuttavia, la legge elettorale del 2015 introduce elementi di novit\u00e0, come la ripartizione proporzionale a livello provinciale che potrebbe favorire l\u2019aggregazione in liste, pur nel mantenimento del voto per appartenenza tribale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Giordania, le elezioni parlamentari si terranno il 20 settembre: sar\u00e0 un test di valutazione sia per la monarchia che per i Fratelli Musulmani. Re Abdullah misurer\u00e0 l\u2019impatto popolare delle decisioni e delle riforme attuate per arginare le multiformi proteste del 2010-2013: riuscir\u00e0 a riportare i giordani alle urne? 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