{"id":35190,"date":"2016-06-29T00:00:00","date_gmt":"2016-06-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/mogherini-una-strategia-per-lo-sprint-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:24","slug":"mogherini-una-strategia-per-lo-sprint-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/mogherini-una-strategia-per-lo-sprint-ue\/","title":{"rendered":"Mogherini, una Strategia per lo sprint Ue"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo atto con la firma dei 28 stati dell\u2019Unione europea. Ad approvarlo \u00e8 oggi il Consiglio europeo, il primo dopo il referendum sulla Brexit. \u00c8 in questo quadro di frammentazione che l\u2019Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha deciso di lanciare la sua Global Strategy, documento che le era stato commissionato dai governi dell\u2019Unione lo scorso anno. <\/p>\n<p><b>L\u2019Europa di Solana e quella di oggi <\/b><br \/>Il documento segue quello varato nel 2003 da Xavier Solana. All\u2019epoca, attraverso il multilateralismo efficace si cercava di ricompattare un\u2019Europa spaccata dalla guerra in Iraq che aveva lasciato da una parte Francia e Germania e dall\u2019altra il Regno Unito. <\/p>\n<p>Oggi, invece, la ricerca del consenso si deve confrontare con spaccature molteplici e meno nitide che necessitano di risposte operative, capaci di andare oltre la condivisione di storia e valori. \u00c8 per questo che la Strategia \u00e8 globale non solo nella sua dimensione geografica, ma anche nella vasta gamma di politiche e strumenti attraverso cui cerca di realizzare la sua missione. <\/p>\n<p>In un\u2019epoca di crisi esistenziale del <i>demos <\/i>europeo, il documento &#8211; che questa volta coinvolge anche la Commissione, visto che la Mogherini ha usato il suo cappello da vicepresidente di questa istituzione &#8211; parte dal riconoscimento e dalla riaffermazione di interessi e principi condivisi come pace, sicurezza e prosperit\u00e0. In tale ottica, viene riconosciuta la necessit\u00e0 di sostenere, tutti insieme, un ordine globale che si basi su regole in grado di garantire il multilateralismo, l\u2019unico modello valido in un mondo sempre pi\u00f9 complesso e interconnesso. <\/p>\n<p>L\u2019ambizione di fondo \u00e8 quella di dare un\u2019autonomia strategica al patto europeo, cercando di rispondere ai problemi che generano ansia nei cittadini, <i>in primis <\/i>quelli relativi alla sicurezza, sempre pi\u00f9 a rischio a causa di minacce reali e ibride. <\/p>\n<p><b>Difesa, tra accelerazioni e reticenze<\/b><br \/>Non a caso, il capitolo sulla Difesa \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 problematici da affrontare. Se da una parte alcuni Stati, capitanati dalla Francia, hanno spinto sull\u2019acceleratore, dall\u2019altra ci sono state reticenze non solo da parte di Londra, ma anche di Svezia e paesi non Nato contrari a ulteriori passi in avanti. <\/p>\n<p>In questo clima, la Strategia affronta non solo le minacce terroristiche sotto gli occhi di tutti, ma anche quelle cibernetiche, climatiche, energetiche e derivanti tanto dal crimine organizzato come dalla volatilit\u00e0 economica. Pur riaffermando l\u2019importanza di lavorare in stretta collaborazione con i partner dell\u2019Unione, Nato in prima battuta, la Strategia pone l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di dotarsi di strumenti autonomi, ad esempio rendendo davvero operative le forze di reazione rapida europee (EU Battlegroups), eliminando tutte le barriere che da tempo impediscono la creazione di un sistema di difesa europeo al 100%. <\/p>\n<p>Attraverso questi strumenti, l\u2019Unione dovrebbe innanzitutto essere in grado di prevenire i conflitti, rispondendo a quelli pi\u00f9 violenti che minacciano gli interessi comunitari attraverso un approccio integrato ed esauriente. Nel farlo, si propone di utilizzare tutte le politiche a sua disposizione, guardando anzitutto ai confini orientali e meridionali dell\u2019Unione, rivitalizzando la politica di vicinato e investendo nel potere attrattivo dell\u2019Ue in quei paesi. <\/p>\n<p>Dopo difficolt\u00e0 iniziali, \u00e8 stato fatto un passo in avanti grazie al raggiungimento di un compromesso anche sulla relazione con la Russia, descritta come una sfida strategica. Ribadendo il non riconoscimento dell\u2019ammissione della Crimea, la Strategia ammette l\u2019esigenza di un cambiamento sostanziale nelle relazioni bilaterali, ovviamente vincolato al rispetto del diritto internazionale. <\/p>\n<p><b>Immigrazione, cercasi politica pi\u00f9 efficace<\/b><br \/>Guardando a sud, tanta l\u2019attenzione riservata all\u2019immigrazione, altro tema di frizione tra i diversi paesi, soprattutto a causa di quegli Stati che volevano trattare il tema guardando solo le frontiere esterne. Parlando di una pi\u00f9 efficiente politica migratoria e affrontando la questione anche da un punto di vista interno all\u2019Ue, si insiste sull\u2019importanza della collaborazione con i paesi di origine dei migranti, al fine di prevenire le cause di spostamento, gestire i flussi e combattere anche la criminalit\u00e0 transfrontaliera. <\/p>\n<p>La Strategia scommette su una stabilit\u00e0 di lungo periodo, basata sul riconoscimento dei diritti umani di tutti i cittadini e sulla collaborazione non solo con le organizzazioni regionali, ma anche con le diverse societ\u00e0 civili. <\/p>\n<p><b>Il contributo dello IAI<\/b><br \/>Ed \u00e8 sempre a queste ultime, stavolta quelle dei paesi comunitari, che la Strategia si rivolge per trasformare la sua visione in azione, per fare dell\u2019Ue un\u2019Unione coerente e coordinata che guadagni credibilit\u00e0 (attraverso il rafforzamento del suo apparato di Difesa) e utilizzi la Cooperazione allo sviluppo in modo pi\u00f9 flessibile, reattivo ed efficace.<\/p>\n<p>Questo appello alla collettivit\u00e0 della cittadinanza europea \u00e8 la diretta conseguenza del coinvolgimento della societ\u00e0 civile nella realizzazione dell\u2019intera Strategia. Partendo dal presupposto che la politica estera riguarda non solo i governi, ma anche ogni singolo cittadino, Federica Mogherini ha chiesto costantemente agli europei di esprimere, attraverso l\u2019apposito sito, la loro opinione su alcune questioni al centro del Documento.<\/p>\n<p>Suggerimenti pi\u00f9 specializzati sono invece arrivati da esperti dei diversi settori interessati. Come ribadito dalla stessa Lady Pesc in una lettera ufficiale di ringraziamenti, il contributo dell\u2019Istituto Affari Internazionali (IAI) \u00e8 stato determinante. Non solo perch\u00e9 la stesura del testo \u00e8 stata affidata alla vicedirettrice Nathalie Tocci, <i>adviser <\/i>della Mogherini gi\u00e0 quando era ministro degli Esteri, ma anche perch\u00e9 l\u2019intero team di ricerca ha contribuito, con le sue competenze, all\u2019architettura di questa Strategia.<\/p>\n<p>Partecipando alla stesura di questo documento, primo seme di rilancio con il quale Bruxelles cerca di elaborare il divorzio da Londra, anche lo IAI spera di scongiurare pericolosi contagi, facendosi promotore di una Strategia che si propone di fare un salto in avanti, trasformando in azione quella che per ora \u00e8 solo una visione comune.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo atto con la firma dei 28 stati dell\u2019Unione europea. 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