{"id":35210,"date":"2016-06-30T00:00:00","date_gmt":"2016-06-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/un-rilancio-della-difesa-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:24","slug":"un-rilancio-della-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/06\/un-rilancio-della-difesa-europea\/","title":{"rendered":"Un rilancio della difesa europea"},"content":{"rendered":"<p>La sicurezza e difesa dell\u2019Europa ricevono una forte attenzione dalla Strategia Globale dell\u2019Ue approvata il 28 giugno, con un significativo rilancio politico che fissa delle priorit\u00e0, promette delle risorse, e avvia un processo di attuazione delle linee guida stabilite dal documento per le politiche europee in questo settore.<\/p>\n<p><b>Proteggere l\u2019Europa, fronteggiare le crisi, assistere i Paesi partner<\/b><br \/>La <i>European Union Global Strategy<\/i>, Eugs, mette al primo posto tra le priorit\u00e0 dell\u2019azione esterna dell\u2019Ue \u201cla sicurezza della nostra Unione\u201d, con l\u2019obiettivo di contribuire maggiormente alla \u201csicurezza collettiva\u201d dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Pur riconoscendo il ruolo della Nato per la difesa collettiva, la Eugs afferma che gli europei devono attrezzarsi sia per contribuire all\u2019Alleanza atlantica sia per agire autonomamente se e quando necessario. Vengono quindi fissati tre compiti per l\u2019Ue, da svolgere cooperando con altri soggetti: \u201cproteggere l\u2019Europa, fronteggiare crisi esterne, assistere i Paesi partner nello sviluppare le loro capacit\u00e0 di sicurezza e difesa\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di un livello di ambizione politico piuttosto elevato, in quanto affianca al ruolo di gestione delle crisi, ormai acquisito dopo tredici anni e pi\u00f9 di trenta missioni Ue all\u2019estero dalla <i>European Security Strategy <\/i>del 2003, un compito di deterrenza e difesa simile a quello Nato.<\/p>\n<p>Compito in parte gi\u00e0 inserito nel Trattato di Lisbona attraverso la clausola di solidariet\u00e0 e quella di mutua assistenza &#8211; quest\u2019ultima invocata dalla Francia dopo gli attentati del 2015 &#8211; ma che riceve dalla Eugs una veste nuova e pi\u00f9 ampia, ed un forte mandato politico per essere attuato dalle istituzioni Ue e, si spera, dagli stati membri.<\/p>\n<p>Ovviamente il ventaglio attuale di sfide alla sicurezza europea \u00e8 molto ampio e va ben oltre quelle strettamente militari, tanto che la Eugs cita terrorismo, minacce ibride, sicurezza cibernetica ed energetica, criminalit\u00e0 organizzata e gestione dei confini esterni &#8211; quest\u2019ultima con un esplicito riferimento ad operazioni militari Ue in cooperazione con la Guardia costiera e di confine europea per la sicurezza marittima, tema quanto mai importante nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Anche in quest\u2019ottica va considerato il terzo compito fissato per l\u2019Ue, sostenere le capacit\u00e0 militari e di sicurezza dei Paesi partner: stati falliti,fragilio non in grado di controllare il proprio territorio e spazio marittimo, facilitano il diffondersi del terrorismo islamista e del traffico di esseri umani in Nord Africa e Medio Oriente, con effetti negativi evidenti sulla sicurezza europea &#8211; e non solo.<\/p>\n<p><b>Le priorit\u00e0 per le capacit\u00e0 militarie europee, dalle parole ai fatti<\/b><br \/>Se il livello di ambizione politico \u00e8 giustamente elevato per fronteggiare i tempi difficili in cui viviamo, secondo la Eugs per poterlo raggiungere gli stati membri devono spendere a sufficienza nella difesa, devono farlo in modo pi\u00f9 efficiente, e devono dedicare il 20% delle proprie spese militari all\u2019acquisizione di equipaggiamenti e alle relative attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo tecnologico.<\/p>\n<p>Il tutto, assicurando il massimo di interoperabilit\u00e0 tra le forze armate in modo da poterle mettere a disposizione di operazioni Ue, Nato, Onu o svolte in altri formati. Non si tratta di linee guida nuove rispetto a dichiarazioni adottate dal Consiglio europeo negli ultimi anni, ma il fatto che siano sancite nella Eugs lascia sperare che trovino ora una maggiore attuazione pratica.<\/p>\n<p>Non a caso il documento afferma chiaramente che una strategia settoriale dovr\u00e0 essere adottata dal Consiglio per specificare i livelli di ambizione militare e civile, i compiti, i requisiti e le priorit\u00e0 per le capacit\u00e0 militari europee sulla base delle indicazioni fornite dalla Eugs: insomma, per attuare quest\u2019ultima nel campo della difesa.<\/p>\n<p>La Eugs stabilisce diverse linee guida al riguardo, tra le quali tre sono particolarmente importanti. In primo luogo, viene data priorit\u00e0 alle capacit\u00e0 militari per l\u2019intelligence e la sorveglianza (in particolare velivoli a pilotaggio remoto e satelliti), alle tecnologie cibernetiche per aumentare la resistenza delle reti e delle infrastrutture critiche rispetto a cyber attacchi, ed in generale agli equipaggiamenti necessari perch\u00e9 le forze armate siano in grado di compiere lo spettro completo delle operazioni militari (<i>full spectrum<\/i>) incluse quelle di combattimento ad alta intensit\u00e0.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la cooperazione europea nella difesa deve diventare la norma perch\u00e9 programmi nazionali non sono pi\u00f9 sufficienti per mantenere le suddette capacit\u00e0, e secondo la Eugs una revisione annuale a livello europeo della spesa militare incoraggerebbe tale cooperazione.<\/p>\n<p>Il documento assegna alla <i>European Defence Agency<\/i> (Eda) un ruolo chiave al riguardo, sia tramite il rafforzamento del suo <i>Capability Development Plan<\/i> (Cdp) sia nell\u2019assistere gli stati membri nello sviluppo delle capacit\u00e0 militari derivanti dagli obiettivi politici fissati dalla Eugs.<\/p>\n<p>In terzo luogo, si afferma chiaramente che l\u2019Ue finanzier\u00e0 la ricerca tecnologica nel campo della difesa, prima attraverso la revisione di medio termine dell\u2019attuale bilancio settennale, e poi attraverso una linea di spesa a tutti gli effetti nel prossimo settennato.<\/p>\n<p><b>Verso un libro bianco della difesa europea<\/b><br \/>Nel complesso, gli elementi della Eugs maggiormente dedicati alla difesa forniscono un insieme coerente e significativo di linee guida, perch\u00e9 indicano le priorit\u00e0 quanto a capacit\u00e0 militari, le responsabilit\u00e0 delle istituzioni Ue e degli stati membri al riguardo, e le risorse economiche (e non solo) messe sul tavolo dall\u2019Unione.<\/p>\n<p>Ovvero i tre elementi &#8211; obiettivi, modalit\u00e0 e mezzi &#8211; costitutivi di una strategia nel vero senso del termine. Servir\u00e0 ora elaborare in tempi certi il documento attuativo previsto dalla Eugs, una sorta di libro bianco della difesa europea, per andare avanti sulla difficile strada coraggiosamente indicata.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sicurezza e difesa dell\u2019Europa ricevono una forte attenzione dalla Strategia Globale dell\u2019Ue approvata il 28 giugno, con un significativo rilancio politico che fissa delle priorit\u00e0, promette delle risorse, e avvia un processo di attuazione delle linee guida stabilite dal documento per le politiche europee in questo settore. 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