{"id":35260,"date":"2016-07-03T00:00:00","date_gmt":"2016-07-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lue-cambi-rotta-per-evitare-la-disgregazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:22","slug":"lue-cambi-rotta-per-evitare-la-disgregazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/lue-cambi-rotta-per-evitare-la-disgregazione\/","title":{"rendered":"L\u2019Ue cambi rotta per evitare la disgregazione"},"content":{"rendered":"<p>Il voto per Brexit \u00e8 il pi\u00f9 duro colpo inferto all\u2019ormai traballante ordine multilaterale (occidentale) eretto negli ultimi settant\u2019anni. Pu\u00f2 accelerarne significativamente la disgregazione, soprattutto se lo leggiamo male (e da questo punto di vista la miopia finora mostrata dal ceto politico, mediatico e finanziario non \u00e8 molto rassicurante). <\/p>\n<p>Ma quel che \u00e8 certo \u00e8 che esso rivela in quale trappola si sia andata a cacciare l\u2019Unione europea, Ue. Voto dopo voto &#8211; dalla Grecia all\u2019Olanda, dalla Spagna alla Gran Bretagna e domani, probabilmente, l\u2019Italia e forse la Francia &#8211; gli elettori si polarizzano su letture contrapposte della crisi che essi patiscono.<\/p>\n<p><b>Le due Europe<\/b><br \/>Il fatto \u00e8 che \u201cEuropa\u201d oggi significa due cose contrastanti e antitetiche. E pi\u00f9 si spinge su un significato e pi\u00f9 l\u2019altro paradossalmente si rafforza. Per le istituzioni politiche e le principali forze economiche, per le \u00e9lite del denaro, della conoscenza e delle professioni, per i giovani pi\u00f9 istruiti e cosmopoliti, \u201cEuropa\u201d vuol dire libert\u00e0 di scelta e movimento, opportunit\u00e0 di investimento e progetto, valori e diritti dell\u2019individuo.<\/p>\n<p>Viceversa per tutti coloro che vengono impoveriti da questo tipo di globalizzazione &#8211; i lavoratori meno istruiti e i giovani senza prospettive, chi subisce \u201criforme\u201d che accrescono insicurezza e precariet\u00e0, chi pu\u00f2 solo affidarsi a servizi pubblici tanto essenziali quanto sempre pi\u00f9 lesinati, dalla sanit\u00e0 all\u2019istruzione &#8211; \u201cEuropa\u201d \u00e8 venuta a significare impoverimento e incertezza: un\u2019incessante perdita del controllo sulla propria esistenza. <\/p>\n<p>La focalizzazione ossessiva sulle migrazioni ce lo dice con chiarezza: chiudere le porte per riacquisire un qualche grado di controllo \u201cin casa nostra\u201d \u00e8 una pulsione tanto illusoria quanto rivelatrice. E la polemica contro le \u00e9lite lontane e insensibili, o corrotte e rapaci, non \u00e8 meno sintomatica della profonda alienazione da ci\u00f2 che esse hanno costruito.<\/p>\n<p><b>Quale Europa VS Pi\u00f9 Europa<\/b><br \/>\u00c8 inutile ripetere che la Ue non \u00e8 la sola responsabile di questo stato di cose, che i governi nazionali l\u2019hanno usata come capro espiatorio delle proprie manchevolezze, o che gli Stati Uniti di Donald Trump rivelano lo stesso malessere. Sono affermazioni corrette, ma a questo punto anche irrilevanti perch\u00e9 inservibili.<\/p>\n<p>Con il mercato unico, le frontiere aperte, la libert\u00e0 di movimento dei capitali e, soprattutto, la moneta unica e le sue austere regole di bilancio, l\u2019Ue \u00e8 si \u00e8 assunta il ruolo di interfaccia tra i cittadini e i marosi della globalizzazione. Ragione per cui si \u00e8 caricata della responsabilit\u00e0 dei loro effetti: di quelli positivi come di quelli dirompenti. E siccome essa appare &#8211; e in larga misura \u00e8 &#8211; sottratta al controllo della deliberazione democratica, la protesta di chi subisce e patisce la globalit\u00e0 si indirizza proprio contro di lei.<\/p>\n<p>Visto che a livello nazionale o locale gli elettori pensano di poter ancora contare, la loro domanda insoddisfatta si indirizza l\u00ec, nella speranza o l\u2019illusione che la democrazia nazionale sia l\u2019ambito per scelte correttive.<\/p>\n<p>Per questo la risposta a Brexit che dice \u201cpi\u00f9 Europa\u201d ora e subito rischia di essere controproducente. Chi come me gode pi\u00f9 che altro vantaggi materiali e simbolici dall\u2019Unione \u00e8 istintivamente portato a una reazione ulteriormente integrativa. L\u2019\u201cEuropa\u201d per me \u00e8 un valore, in quasi tutti i sensi, e una risposta di tipo federalista ha una sua astratta razionalit\u00e0. Ma a questo punto come non vedere &#8211; dopo tutte le prove che abbiamo avuto! &#8211; che per molti elettori \u201cpi\u00f9 Europa\u201d appare solo come un ulteriore schiaffo, un\u2019ennesima umiliante marginalizzazione?<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 pi\u00f9 o meno \u201cEuropa\u201d ma quale. In particolare quale Unione europea? Per fare cosa?<\/p>\n<p><b>L\u2019Ue risponda alla marginalizzazione sociale<\/b><br \/>In fondo, \u00e8 proprio la ripetitiva uniformit\u00e0 del discorso che ci ostiniamo a definire \u201cpopulista\u201d, la somiglianza del profilo sociologico e culturale degli elettori scontenti, a indicare la radice del problema. Se vuole invertire la dinamica ormai prorompente d\u2019erosione del consenso elettorale, se vuole consolidare invece che disgregare il senso d\u2019identificazione collettiva, l\u2019\u201cEuropa\u201d non deve essere la scelta tra questa o quella geometria istituzionale, ma una strategia efficace di risposta alla marginalizzazione economica, sociale e culturale di milioni di europei.<\/p>\n<p>L\u2019Europa pu\u00f2 salvare s\u00e9 stessa solo se inverte la rotta adottando una priorit\u00e0 assoluta di crescita economica, con massicci investimenti pubblici che rianimino la domanda, se necessario con controlli sui capitali come sulle migrazioni, sicuramente con sostegni efficaci (pagati da tassazioni pi\u00f9 progressive) ai servizi essenziali, ai meno abbienti, ai disoccupati. Senza questa profonda inversione di rotta l\u2019Ue rischia davvero di soccombere. O abbiamo bisogno di altre dimostrazioni per convincercene?<\/p>\n<p>Che tale svolta accada \u00e8, purtroppo, assai improbabile. Richiederebbe una revisione culturale profonda per buona parte delle \u00e9lite europee, e una disponibilit\u00e0 degli elettori e contribuenti tedeschi che non \u00e8 dato di vedere. <\/p>\n<p>L\u2019Italia far\u00e0 quindi bene a insistere per una simile strategia di crescita, ma anche a prepararsi a un diverso orizzonte. Se l\u2019Europa insiste ad auto-disgregarsi, ogni nazione ha il diritto-dovere di salvare il proprio contratto sociale democratico, se necessario anche forzando i vincoli europei che stanno sbriciolando le fondamenta sociali dell\u2019Europa unita.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il voto per Brexit \u00e8 il pi\u00f9 duro colpo inferto all\u2019ormai traballante ordine multilaterale (occidentale) eretto negli ultimi settant\u2019anni. 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