{"id":35280,"date":"2016-07-04T00:00:00","date_gmt":"2016-07-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/bernie-in-gara-fino-alla-fine\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:22","slug":"bernie-in-gara-fino-alla-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/bernie-in-gara-fino-alla-fine\/","title":{"rendered":"Bernie in gara fino alla fine"},"content":{"rendered":"<p>Bernie Sanders non ce l\u2019ha fatta. Con la conclusione delle primarie, Hillary Clinton \u00e8 matematicamente il candidato democratico alle elezioni presidenziali. La corsa si \u00e8 conclusa con 2.811 delegati (di cui 591 superdelegati) per l\u2019ex first lady e 1.879 (e 49 superdelegati) per il senatore del Vermont.<\/p>\n<p>Per la nomina ufficiale, la Clinton dovr\u00e0 aspettare la convention democratica del 25 luglio a Philadelphia, ma si \u00e8 gi\u00e0 garantita l\u2019appoggio del presidente Barack Obama, del vice Joe Biden, e della carismatica senatrice Elizabeth Warren.<\/p>\n<p>Sanders ha interrotto le attivit\u00e0 di lobbying per i super delegati, sospeso la raccolta fondi, drasticamente tagliato il suo staff; mentrei suoi sostenitori stanno progressivamente migrando verso il campo clintoniano. In altre parole, Sanders non \u00e8 pi\u00f9 in corsa per la Casa Bianca, ma si rifiuta ancora di dare il suo appoggio ufficiale alla Clinton e di ritirarsi prima della convention.<\/p>\n<p><b>L\u2019ultimo atto di Sanders<\/b><br \/>Sin dall\u2019inizio, il senatore socialista ha dimostrato di non adeguarsi alle regole della classe politica. A 74 anni e con scarse possibilit\u00e0 di ricandidarsi, invece di preoccuparsi del suo futuro all\u2019interno del partito democratico,\u00e8 ora focalizzato a sfruttare la visibilit\u00e0 ed il capitale politico acquisiti durante la stagione delle primarie per rendere strutturale la \u201crivoluzione\u201d mobilitata durante la campagna.<\/p>\n<p>Ha incoraggiato i suoi sostenitori a candidarsi per tutte le cariche disponibili e, forte del supporto degli elettori che non l\u2019hanno ancora abbandonato, sta facendo leva sull\u2019ultima carta rimastagli (l\u2019appoggio ufficiale alla Clinton) per spingere Hillary ad adottare una politica pi\u00f9 progressista, prima che la campagna dell\u2019ex first lady si sposti su posizioni pi\u00f9 centriste (come accade solitamente dopo le primarie).<\/p>\n<p>Sanders ha mobilitato e coinvolto strati della popolazione \u2013 i giovani in primis &#8211; disillusi dalla politica: \u00e8 di loro che, adesso, la Clinton ha bisogno nella corsa contro Trump. Il partito democratico ne \u00e8 consapevole, e non ha infatti vocalizzato forti richieste a Sanders di ritirarsi. \u00c8 necessario convincere i suoi elettori a presentarsi alle urne, e la strategia del senatore \u00e8 di mantenerli coinvolti nella corsa.<\/p>\n<p>Continua a dar voce alla retorica anticapitalista, progressista e inclusiva che gli ha garantito il supporto di quasi 1.900 delegati e si sta spendendo affinch\u00e9 la Clinton stabilisca una piattaforma in cui i suoi sostenitori si possano riconoscere.<\/p>\n<p><b>Le richieste politiche<\/b><br \/>Mezz\u2019ora dopo la chiusura dei seggi del 14 giugno, Sanders e la Clinton hanno avuto un incontro a porte chiuse per discutere una possibile intesa sul programma clintoniano. Le richieste di Sanders si concentrano su specifiche politiche nazionali e sulla riforma del partito.<\/p>\n<p>Vuole aumentare il salario minimo a 15 dollari l\u2019ora, l\u2019accesso gratuito alle universit\u00e0 pubbliche, una maggiore regolamentazione di Wall Street, una riforma sull\u2019immigrazione, il bando del fracking e, punto pi\u00f9 dibattuto, l\u2019adozione di un sistema sanitario universale.<\/p>\n<p>Ma il senatore del Vermont intende anche eliminare per il futuro la figura dei superdelegati, che tanto hanno pesato sulla sua sconfitta, perch\u00e9 il loro supporto non \u00e8 espressione di un voto dal basso ma delle correnti di partito.<\/p>\n<p>Chiede una nuova leadership per i democratici, una riforma dei finanziamenti delle campagne elettorali, la possibilit\u00e0 di registrarsi e di votare lo stesso giorno, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 per gli indipendenti di votare per un candidato democratico.<\/p>\n<p>La Clinton ha per ora solamente risposto che si concentrer\u00e0 sui temi di politica economica e che il nuovo staff manager della convenzione democratica sar\u00e0 della Service Employees International Union.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile prevedere quali altre concessioni verranno fatte da Hillary, che per mantenersi competitiva di fronte ad un inaspettato successo di Bernie ha gi\u00e0 dato maggiore enfasi sui temi legati a ineguaglianza economica, mobilit\u00e0 sociale, incremento del salario minimo ed educazione a prezzi accessibili.<\/p>\n<p><b>Una mossa responsabile<\/b><br \/>Sanders non \u00e8 imprudente e non dimentica da che parte sta. Il 24 giugno ha dichiarato che il suo voto andr\u00e0 alla Clinton perch\u00e9 Trump va sconfitto. C\u2019\u00e8 poca evidenza che la strategia del senatore stia danneggiando l\u2019ex first lady, non permettendole di concentrarsi su Trump o sottraendole voti di elettori che potrebbero alternativamente scegliere il candidato repubblicano o non presentarsi alle urne a novembre.<\/p>\n<p>Ma molti, inclusi ex sostenitori di Bernie ora passati a Hillary, vogliono vedere evidenze pi\u00f9 concrete di un cambiamento nella politica clintoniana. Sanders continua a dar voce all\u201989% dei suoi sostenitori, i quali lo vogliono in campo fino alla convention di luglio (sondaggio Ndsc); e, fino a che l\u2019investigazione sullo scandalo delle email non si traduce in un verdetto, tanto vale rimanere in gioco.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bernie Sanders non ce l\u2019ha fatta. 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