{"id":35340,"date":"2016-07-09T00:00:00","date_gmt":"2016-07-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ora-di-mettere-in-salvo-le-istituzioni-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:19","slug":"ora-di-mettere-in-salvo-le-istituzioni-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/ora-di-mettere-in-salvo-le-istituzioni-ue\/","title":{"rendered":"Ora di mettere in salvo le istituzioni Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il quadro dell\u2019Unione Europea, Ue, profondamente scosso dall\u2019esito del referendum inglese del 23 giugno scorso, \u00e8 quasi quotidianamente reso ancor pi\u00f9 oscuro da nuovi sviluppi, fra i quali abbiamo registrato di recente l\u2019annuncio di due altre consultazioni popolari, entrambe per la data del 2 ottobre: una in Ungheria contro l\u2019immigrazione e contro le regole europee per organizzarla e una in Austria per la ripetizione del ballottaggio onde eleggere il Presidente della Repubblica, cos\u00ec riaprendo l\u2019accesso alla carica ad una personalit\u00e0 dell\u2019estrema destra xenofoba. <\/p>\n<p><b>Il dibattitto sul futuro dell\u2019integrazione europea<\/b><br \/>Ma non meno preoccupante \u00e8 il contenuto dell\u2019intervista a Wolfgang Schaeuble, apparsa sul <i>Corriere della sera<\/i> di luned\u00ec scorso. In essa il Ministro dell\u2019economia tedesco, dopo aver ribadito la sua sostanziale opposizione agli investimenti per la crescita, afferma che questo \u201cnon \u00e8 certo il momento giusto di lavorare a una maggiore integrazione dell\u2019eurozona\u201d. <\/p>\n<p>Per aggiungere che, \u201cse la Commissione non collabora\u201d e poich\u00e9 non \u201cpreoccupa la gente se il Parlamento europeo abbia o meno un ruolo decisivo\u201d, \u00e8 bene che \u201crisolviamo noi questi problemi tra i governi, al di fuori delle istituzioni\u201d. \u00c8 la consacrazione del dominio dell\u2019approccio intergovernativo che, forzando i Trattati in vigore, discende dal vertice della piramide geopolitica reintrodotta nel Vecchio Continente.<\/p>\n<p>In tale contesto non sorprende che il dibattito sul futuro dell\u2019integrazione europea assuma un carattere esistenziale, vagando fra un estremo, quello del \u201critorno ad Altiero Spinelli\u201d per risuscitare ipotesi di unit\u00e0 federale, e l\u2019estremo opposto, quello della restituzione della piena sovranit\u00e0 agli stati che in numero finora crescente hanno aderito al processo integrativo, ora dato per prossimo al coma terminale. <\/p>\n<p>\u00c8 certo poco ragionevole, e per alcuni potenzialmente controproducente, attribuire molte chance al primo scenario, e ci\u00f2 non solo per la suddetta indisponibilit\u00e0, o incapacit\u00e0 di leadership, del maggiore stato membro dell\u2019Unione. <\/p>\n<p><b>Nelle mani esclusive delle \u201cnazioni\u201d<\/b><br \/>Quanto al secondo, l\u2019idea di rimettersi nelle mani esclusive delle \u201cnazioni\u201d in sostituzione delle istituzioni comuni sembra trarre nuovo alimento non tanto da nazionalismi tradizionali, quanto dalla spinta composita, se non contraddittoria, di percezioni di declino e di impotenza, nonch\u00e9 di xenofobie, separatismi e paure identitarie, alimentate da tabloid e social media, senza che per\u00f2 si delineino schemi politici e sociali, nazionali e internazionali, alternativi.<\/p>\n<p>Quel che sta succedendo nell\u2019agone politico e nel complesso economico e finanziario della Gran Bretagna al solo delinearsi di una procedura di <i>exit <\/i>futura dall\u2019Unione anticipa e aiuta a comprendere quello che sarebbe l\u2019esito di un dilagante ciascun per s\u00e9. Stati nominalmente sovrani e indipendenti infatti non tornerebbero semplicemente a un\u2019Europa libera dall\u2019apparente guazzabuglio brussellese di corpi istituzionali, politici e giuridici, ma a una situazione di nuovo, grave rallentamento economico e di ulteriore perdita di peso geopolitico di tutti e di ciascuno, forse anche a una democrazia che rischia la morte per indigestione.<\/p>\n<p><b>Travaglio del sistema liberal democratico<\/b><br \/>Come infatti gi\u00e0 notato in precedenti commenti apparsi su <i>AffarInternazionali<\/i>, la crisi dell\u2019Unione europea rientra in un pi\u00f9 esteso e spesso non meno profondo travaglio dell\u2019intero sistema liberal democratico. Non ne \u00e8 esente la stessa nazione leader di tale sistema, come lo svolgimento delle elezioni primarie in vista della scelta del nuovo Presidente statunitense ha dimostrato. N\u00e9 lo sono paesi lontani come l\u2019Australia, o pretesi avamposti mediorientali come Israele, o sperate nuove acquisizioni come la Turchia.<\/p>\n<p>Anche per questo lo stato del multilateralismo transatlantico (come dimostra il Ttip periclitante), della <i>governance <\/i>globale a influenza occidentale (come dimostra l\u2019impasse del G20) e del controllo della sicurezza internazionale a guida americana (come dimostra il moltiplicarsi di minacce \u201cibride\u201d) non \u00e8 solo molto insoddisfacente, ma in via di deterioramento, cos\u00ec come si \u00e8 sopra detto dello stato dell\u2019integrazione europea. Fermare questa deriva generale, rovesciarla se possibile, \u00e8 compito che appare spesso e scoraggiantemente al di sopra delle capacit\u00e0 delle attuali leadership.<\/p>\n<p>Tuttavia le possibilit\u00e0 residue di adempirvi traggono beneficio dal riconoscimento dei vantaggi restanti degli istituti in essere, a cominciare da quelli europei, e dall\u2019utilizzo dei margini esistenti di salvare il salvabile pi\u00f9 che dalle ipotesi di buttare tutto alle ortiche, come certi ibridi politici di finte sicurezze passatiste e di improvvisazioni nuoviste sembrano volere, magari col supporto di scuole politologiche ammantate di <i>Realpolitik<\/i>.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare una ricetta da vecchi, ma quei giovani che, guardando al futuro, hanno votato in maggioranza per il <i>Remain<\/i> nell\u2019Unione europea potrebbero averci dato una lezione di saggezza.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il quadro dell\u2019Unione Europea, Ue, profondamente scosso dall\u2019esito del referendum inglese del 23 giugno scorso, \u00e8 quasi quotidianamente reso ancor pi\u00f9 oscuro da nuovi sviluppi, fra i quali abbiamo registrato di recente l\u2019annuncio di due altre consultazioni popolari, entrambe per la data del 2 ottobre: una in Ungheria contro l\u2019immigrazione e contro le regole europee [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[171,90,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35340"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35340"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35340\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62322,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35340\/revisions\/62322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35340"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35340"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35340"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}