{"id":35420,"date":"2016-07-13T00:00:00","date_gmt":"2016-07-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/brexit-scozia-infelice-ostaggio-dei-tempi-lunghi\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:17","slug":"brexit-scozia-infelice-ostaggio-dei-tempi-lunghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/brexit-scozia-infelice-ostaggio-dei-tempi-lunghi\/","title":{"rendered":"Brexit, Scozia infelice ostaggio dei tempi lunghi"},"content":{"rendered":"<p>Nelle urne del referendum sulla Brexit, la popolazione scozzese &#8211; com\u2019\u00e8 noto &#8211; ha votato in massa per rimanere dentro l\u2019Unione europea con una maggioranza di 62% a 38%. Ogni circoscrizione ha confermato l\u2019adesione all\u2019Ue, anche se in qualcuna &#8211; come nei quartieri pi\u00f9 poveri di Glasgow &#8211; i sostenitori dell\u2019uscita sono arrivati al 44%. <\/p>\n<p>\u00c8 stata evidente la convergenza tra quelle zone che hanno votato maggiormente per l\u2019indipendenza nel referendum interno del 2014, e quelle oggi pi\u00f9 disposte a respingere le indicazioni di tutti i partiti scozzesi, senza eccezione alcuna, per rimanere dentro l\u2019Unione. <\/p>\n<p><b>Le carte di Edimburgo<\/b><br \/>Il governo scozzese, che \u00e8 sembrato molto meglio preparato per affrontare l\u2019esito del voto che non la sua controparte londinese, si \u00e8 mosso subito. Capeggiato dal suo abile primo ministro Nicola Sturgeon ha annunciato che la questione di un secondo referendum sull\u2019indipendenza \u00e8 di nuovo all\u2019ordine del giorno, poi ha formato un \u2018Comitato consultivo sull\u2019Europa\u2019, presieduto dal rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Glasgow Anton Muscatelli e composto, fra gli altri,da eminenti diplomatici, giuristi, studiosi, economisti e imprenditori. <\/p>\n<p>Subito la Sturgeon \u00e8 partita per Bruxelles, sperando di incontrare i massimi esponenti dell\u2019Unione e ottenere qualche forma di riconoscimento &#8211; anche informale &#8211; della situazione speciale della Scozia dopo il 23 giugno. Qui la sua tattica \u00e8 riuscita solo in parte, essendo stato ricevuta solo dai presidenti di Commissione e Parlamento Juncker e Schulz, e apertamente snobbata da quello del Consiglio europeoTusk. <\/p>\n<p>Ostili sono stati i commenti del primo ministro spagnolo Rajoy e quelli del presidente francese Hollande. Dopo il suo ritorno in patria, l\u2019energica signora ha pubblicato una lettera a tutti i cittadini dei paesi dell\u2019Unione residenti in Scozia per assicurarli sulla legalit\u00e0 e sul gradimento della loro presenza nel paese.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, lo spazio di manovra del governo scozzese \u00e8 piuttosto limitato.Il problema \u00e8 in parte politico e in parte costituzionale. Sul piano politico, nessuno sa quando o come partiranno i negoziati per estrarre il Regno Unito dall\u2019Ue. Nessuno dubita che quando finalmente saranno avviati, con l\u2019attivazione della procedura prevista dall\u2019articolo 50 del Trattato sull\u2019Ue, essi saranno lunghi, complessi, difficili e controversi. <\/p>\n<p>Quale ruolo i vari componenti del Regno potranno avere in questo confronto \u00e8 impossibile da prevedere, anche se \u00e8 facilmente immaginabile che Londra cercher\u00e0 di tenere in mano tutto, nel nome delle sue prerogative storiche riguardanti ogni contatto formale con \u2018\u2019l\u2019estero\u2019. L\u2019ultima parola dovrebbe &#8211; ma neanche questo \u00e8 sicuro \u2013 spettare al Parlamento di Westminster, dove attualmente siede una maggioranza pro-Ue.<\/p>\n<p><b>Nuovi tentativi per l\u2019indipendenza<\/b><br \/>Sul piano costituzionale, rimane il fatto che ogni nuovo referendum per l\u2019indipendenza della Scozia deve essere approvato da Londra. Fin qui tutto \u00e8 chiaro, e la primo ministro ha fatto capire che non chieder\u00e0 un tale referendum se non vede una maggioranza stabile e duratura &#8211; almeno il 60% degli elettori &#8211; che si esprima in qualche modo per l\u2019indipendenza. <\/p>\n<p>Il vero problema \u00e8 la posizione della Scozia quando Edimburgo dovr\u00e0 dire la sua sui risultati dei negoziati per l\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Ue. Nell\u2019ultima versione &#8211; datata 2016 &#8211; della legge che governa i rapporti tra Edimburgo e Londra, \u201cviene riconosciuto che il Parlamento di Westminster normalmente non passer\u00e0 legislazione che possa toccare le materie devolute al controllo del Parlamento scozzese senza il consenso di quest\u2019ultimo\u201d. <\/p>\n<p>Ma come ha commentato Eve Hepburn, politologa dell\u2019Universit\u00e0 di Edimburgo: \u201cMentre la gestione del rapporto con l\u2019Unione europea \u00e8 di competenza esclusivamente di Londra, la legislazione europea ha un impatto enorme sulle materie che sono di competenza primaria di Edimburgo (tra cui welfare, trasporti, agricoltura, sanit\u00e0, ambiente, giustizia, pubblica istruzione). <\/p>\n<p>Secondo alcuni calcoli, l\u201980% della legislazione devoluta alla Scozia \u00e8 toccato dai provvedimenti dell\u2019Ue, e quindi uscire dall\u2019Unione potrebbe sovvertire in qualche modo le attuali leggi che governano la devoluzione di materie fra Regno Unito e Scozia\u201d. <\/p>\n<p><b>Sullo sfondo, le difficolt\u00e0 economiche <\/b><br \/>Ma il vero problema della Scozia, che condiziona tutti gli altri, \u00e8 la sua perdurante precaria situazione economica. Da anni, la nazione dipende da un sussidio di 15 miliardi di sterline da parte di Londra e registra livelli di disoccupazione e crescita debole (1,2% quest\u2019anno) che riflettono i suoi problemi strutturali di fondo. <\/p>\n<p>Il suo deficit annuale \u00e8 l\u2019equivalente del 7,8% del Pil, mentre quello del Regno Unito nel suo insieme \u00e8 di 3.3%. E mentre Edimburgo prospera grazie a servizi finanziari, commercio, turismo e universit\u00e0, producendo circa il 25% del prodotto nazionale, d\u2019altro canto le vecchie zone deindustrializzate &#8211; fra cui Glasgow, Dundee, Motherwell &#8211; languono e conoscono livelli preoccupanti di degrado sociale. <\/p>\n<p>Ma il problema contingente pi\u00f9 grave \u00e8 il crollo del prezzo del petrolio: non meno di 120mila posti sono a rischio finch\u00e9 il prezzo del barile rimane al di sotto di 50 dollari. Il numero degli occupati \u00e8 calato dell\u20191,5% in Scozia dalla fine del 2014, mente nel resto del Regno Unito \u00e8 aumentato di pi\u00f9 del 2%. Tutti hanno notato che la Scozia esporta infinitamente di pi\u00f9 verso il resto del Paesi che non verso gli Stati membri dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Evidentemente, pi\u00f9 si prolungano i tempi perch\u00e9 la Gran Bretagna decida sul proprio futuro e chiarisca il rapporto con l\u2019Ue, pi\u00f9 ad esser danneggiate sono le prospettive economiche di tutti. <\/p>\n<p><b>Futuro politico e istituzionale <\/b><br \/>A differenza del Regno Unito, scosso da un terremoto politico che ha tenuto ostaggio le istituzioni dopo il 23 giugno, la Scozia gode di un governo stabile, legittimo e determinato. <\/p>\n<p>Le elezioni di maggio di quest\u2019anno hanno confermato l\u2019egemonia del Partito nazionalista &#8211; anche se ha perso la maggioranza assoluta dei seggi nel Parlamento di Edimburgo &#8211; e hanno fatto emergere due nuove celebrit\u00e0 politiche, giovani e donne: la laburista Kezia Dugdale e la conservatrice Ruth Davidson. I loro rispettivi partiti rimangono ai margini della scena politica nel suo insieme &#8211;  in Scozia esistono anche i verdi e i liberaldemocratici -, ma nessuno dubita che avranno futuri interessanti. <\/p>\n<p>In tempi pi\u00f9 tranquilli si potrebbe immaginare un\u2019evoluzione ulteriore della situazione costituzionale britannica verso qualche forma di federalismo; da tempo, dietro le quinte, gli esperti considerano le alternative in campo. Ma questi non sono tempi tranquilli, e per ora gli scozzesi non hanno scelta se non stare ad aspettare per vedere come e quando a Londra riusciranno a sortire dalla vasta tempesta di incertezze provocata dal referendum sulla Brexit.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle urne del referendum sulla Brexit, la popolazione scozzese &#8211; com\u2019\u00e8 noto &#8211; ha votato in massa per rimanere dentro l\u2019Unione europea con una maggioranza di 62% a 38%. 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