{"id":35500,"date":"2016-07-20T00:00:00","date_gmt":"2016-07-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/mongolia-tra-cina-e-usa-un-ruolo-per-litalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:14","slug":"mongolia-tra-cina-e-usa-un-ruolo-per-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/mongolia-tra-cina-e-usa-un-ruolo-per-litalia\/","title":{"rendered":"Mongolia, tra Cina e Usa un ruolo per l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 da poco concluso a Ulaan Baatar, capitale della Mongolia, il summit dei capi di Stato e di governo dell\u2019Asia-Europe Meeting (Asem). Negli stessi giorni, la corte arbitrale dell\u2019Aja si \u00e8 espressa a favore delle Filippine sul caso delle isole contese nel Mar Cinese Meridionale, dando torto alla Cina che rivendicava gran parte dell\u2019area.<\/p>\n<p>Tutti i paesi dell\u2019Asia orientale sono alla ricerca di un compromesso con una Cina sempre pi\u00f9 importante economicamente, ma la cui assertivit\u00e0 spinge i paesi confinanti a ricorrere talvolta al sostegno di Washington, per tener testa a Pechino.<\/p>\n<p>Una dinamica che si \u00e8 manifestata anche durante le recenti elezioni in Mongolia per il rinnovo del Grande Hural di Stato, il parlamento unicamerale. Nelle urne mongole ha prevalso il partito filo-cinese: una circostanza che potrebbe far presagire uno scontro politico con l\u2019attuale presidente in carica, il filo-occidentale Tsakhiagiin Elbegdorj.<\/p>\n<p>Quello che accade in Mongolia merita di essere seguito con attenzione dall\u2019Europa e dall\u2019Italia, anche perch\u00e9 il nostro paese ha aperto la sua prima ambasciata a Ulaan Baatar proprio qualche settimana fa.<\/p>\n<p><b>Le elezioni legislative<\/b><br \/>\nIl partito con il maggior numero di seggi nel Grande Hural mongolo \u00e8 chiamato a formare il nuovo governo e nominare il primo ministro. Con un\u2019affluenza del 72%, il Mongolian People\u2019s Party (Mpp) ha ottenuto il 46,69% dei voti, conseguendo una inaspettata e schiacciante vittoria. Aggiudicandosi 65 seggi su 76, ha guadagnato ben 39 scranni in pi\u00f9 rispetto alla scorsa tornata elettorale.<\/p>\n<p>Il partito di ispirazione conservatrice, il Democratic Party (Dp) &#8211; che \u00e8 anche la forza che esprime il presidente in carica -, con il 33,55% dei voti ha racimolato appena 9 seggi, perdendone ben 25 rispetto alle consultazioni del 2012, quando aveva ottenuto la maggioranza. L\u2019ascesa elettorale del Dp si era confermata poi l\u2019anno dopo, nel 2013, con la schiacciante vittoria del suo leader Elbegdorj, riconfermato alla guida del paese.<\/p>\n<p><b>Riscossa dei filo-cinesi<\/b><br \/>\nIl Mpp ha governato ininterrottamente la Mongolia fino al 2009, quando Elbegdorj vinse per la prima volta le presidenziali. Filo-occidentale, il capo dello Stato ha da allora avviato la transizione democratica del paese, che si \u00e8 per\u00f2 accompagnata a casi di corruzione di alcuni esponenti del Dp. Ci\u00f2 ha permesso al Mpp di presentarsi alle elezioni di quest\u2019anno come il partito del cambiamento, vincendo anche sulla scia di promesse per un rilancio di un\u2019economia in fase di stallo.<\/p>\n<p>Nonostante la Mongolia abbia riserve minerarie tra le pi\u00f9 estese al mondo, rimane comunque in condizioni di estrema povert\u00e0. L\u2019economia, basata sull\u2019export di materie prime quali rame, carbone e oro, rende il paese profondamente suscettibile a fluttuazioni di mercato. Il recente rallentamento dell\u2019economia cinese, principale partner commerciale di Ulaan Bataar &#8211; con cui condivide l\u201980% delle esportazioni ed il 30% delle importazioni -, ha negativamente influenzato l\u2019economia mongola.<\/p>\n<p>La crescita del Pil \u00e8 passata dal 17.5% del 2011 al 2% prevista entro la fine del 2016 (secondo le ultime stime del Fmi). Il leader del Mpp, Miyegombyn Enkhbold, ha enfatizzato in campagna elettorale l\u2019importanza di intervenire prontamente con riforme volte a risollevare l\u2019economia del Paese, insistendo anche sull\u2019importanza di sviluppare le relazioni con la Cina.<\/p>\n<p>Non a caso, a margine del summit Asem di met\u00e0 luglio, il nuovo governo a guida Mpp ha siglato accordi a tutto spiano &#8211; pi\u00f9 di venti, nei settori pi\u00f9 disparati &#8211; con Li Keqiang, il premier di Pechino al suo primo viaggio in Mongolia (e il primo di un leader del paese del Dragone a Ulaan Baatar dal 2010), in modo da sottolineare una ritrovata sintonia tra Mongolia e Cina dopo le recenti elezioni.<\/p>\n<p><b>Tra Pechino e Washington<\/b><br \/>\nCon la vittoria del Mpp e il probabile riavvicinamento della Mongolia a Pechino, c\u2019\u00e8 il rischio che venga meno un baluardo occidentale a ridosso della Cina. L\u2019attuale presidente Elbegdorj, il cui mandato scade nel luglio 2017, rimane il garante dell\u2019apertura democratica della Mongolia, ma il suo partito \u00e8 oramai minoranza nel paese.<\/p>\n<p>Nel luglio 2012, pochi mesi dopo che l\u2019amministrazione Obama aveva annunciato il suo \u2018pivot asiatico\u2019, l\u2019allora segretario di Stato Hillary Clinton fece una tappa a Ulaan Baatar, dove pronunci\u00f2 un vigoroso discorso a sostegno del sistema \u201cpluralistico e democratico\u201d della Mongolia, con un chiaro intento polemico verso il regime del partito unico in Cina.<\/p>\n<p>In quell\u2019intervento, la Clinton rispolver\u00f2 l\u2019idea di una \u201ccomunit\u00e0 di democrazie\u201d &#8211; un concetto usato in precedenza da John McCain durante la campagna presidenziale del 2008 &#8211; della quale la Mongolia del Presidente Elbegdorj faceva parte a tutti gli effetti. La vittoria schiacciante del Mpp alle ultime legislative preoccupa gli osservatori internazionali che temono che quest\u2019oasi di democrazia possa soccombere alle pressioni dei suoi due grandi vicini: Russia e, soprattutto, Cina.<\/p>\n<p><b>Gentiloni inaugura l\u2019ambasciata<\/b><br \/>\nIn un momento cos\u00ec delicato per il futuro del paese, \u00e8 di buon auspicio l\u2019apertura della prima ambasciata italiana in territorio mongolo, simbolo del comune desiderio di imprimere un nuovo slancio alle relazioni tra i due paesi: a inaugurarla \u00e8 stato il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, insieme all\u2019omologo di Ulan Bataar Lundeg Purevsuren. La Mongolia ha grande interesse per il made in Italy, e questo la rende un ottimo partner commerciale con cui accrescere le esportazioni dei prodotti italiani.<\/p>\n<p>Roma &#8211; fedele alleato di Washington e con buone relazioni con Pechino &#8211; pu\u00f2 sicuramente avere un ruolo politico da giocare, contribuendo ad appoggiare la transizione democratica del paese e il suo ancoraggio occidentale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 da poco concluso a Ulaan Baatar, capitale della Mongolia, il summit dei capi di Stato e di governo dell\u2019Asia-Europe Meeting (Asem). Negli stessi giorni, la corte arbitrale dell\u2019Aja si \u00e8 espressa a favore delle Filippine sul caso delle isole contese nel Mar Cinese Meridionale, dando torto alla Cina che rivendicava gran parte dell\u2019area. 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