{"id":35620,"date":"2016-07-27T00:00:00","date_gmt":"2016-07-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iraq-equilibrio-precario\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:12","slug":"iraq-equilibrio-precario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/iraq-equilibrio-precario\/","title":{"rendered":"Iraq, equilibrio precario"},"content":{"rendered":"<p>Mentre si estende la sottrazione di territori all\u2019autoproclamatosi \u2018stato islamico\u2019 e si prepara l&#8217;assalto finale a Mosul, diventa sempre pi\u00f9 attuale in Iraq la questione della gestione di quei territori ed in particolare della grande citt\u00e0 multietnica e multireligiosa del nord iracheno, nonch\u00e9 delle conseguenze che potranno derivarne per gli equilibri e gli assetti complessivi del paese. \u00c8 un fattore di preoccupazione che si accompagna a quello dell&#8217;offensiva terroristica in Europa e altrove man mano che viene eroso il controllo territoriale dello \u2018stato islamico\u2019 in Mesopotamia, considerando anche i rischi di ulteriori esodi di popolazioni in conseguenza dei difficili rapporti che si annunciano tra i vincitori.<\/p>\n<p> <b>Forze divise su territori contesi<\/b><br \/> Le forze impegnate nella lotta allo \u2018stato islamico\u2019 in Iraq, con agende politiche diverse tra loro, sono molteplici. Vi \u00e8 l&#8217;esercito iracheno che malgrado il sostegno addestrativo, organizzativo e logistico fornitogli da varie parti dopo la \u2018d\u00e9bacle\u2019 del 2014 non ha ancora un ruolo decisivo sul piano militare rispetto ad altri soggetti.<\/p>\n<p> I peshmerga curdi, con le loro diverse obbedienze politiche all&#8217;interno del Governo regionale (KRG), hanno confermato anche grazie ai sostegni occidentali una notevole capacit\u00e0 di resistenza e di controffensiva. Hanno occupato Kirkuk e altre \u2018zone contese\u2019 con popolazioni miste (curdi, arabi e turcomanni sunniti e sciiti, assiri e caldei cristiani di varie denominazioni ed altre minoranze) risolvendo almeno temporaneamente sul campo una questione che assieme ad altre nei rapporti tra KRG e Governo centrale si trascina dall&#8217;emanazione della costituzione nel 2005. Gli sconvolgimenti di questi ultimi anni ne hanno alterata la demografia ma \u00e8 certo che soprattutto per arabi e turcomanni non si tratta di una partita chiusa.<\/p>\n<p> Le Unit\u00e0 Popolari di Mobilitazione (PMU) sciite hanno assunto un ruolo crescente. Le milizie prevalentemente collegate allo SCIRI che dopo il 2008 erano state assorbite nell&#8217;esercito e nella polizia diventandone il nerbo, si sono rigenerate con il sostegno dell&#8217;Iran ed in particolare della Forza Quds guidata dal Generale Qasem Suleimani in un gioco al quale non sono estranee le lotte di potere all&#8217;interno del complesso mondo politico iraniano. Sono sostanzialmente egemoni nel sud ed in particolare nell&#8217;area di Bassora ove oltre a garantire la sicurezza manifestano evidenti ambizioni politiche. Hanno avuto un ruolo determinante nell&#8217;arresto dello \u2018stato islamico\u2019 sulla via di Baghdad e poi nella ripresa di Tikrit ove i comportamenti nei confronti della popolazione sunnita hanno posto serie remore sulle prospettive di riconciliazione.<\/p>\n<p> Il loro profilo \u00e8 stato pi\u00f9 basso nella ripresa di Ramadi e di Falluja ove accanto all&#8217;esercito iracheno, peraltro ampiamente infiltrato da quelle milizie, e al sostegno americano tattico e di copertura aerea, un ruolo \u00e8 stato svolto dalle ricostituite milizie arabo-sunnite a loro volta articolate in varie fazioni. Questo ha limitato ma non impedito maltrattamenti delle popolazioni.<\/p>\n<p> Pi\u00f9 i liberatori si muovono verso nord e verso ovest, con obiettivo Mosul, pi\u00f9 sar\u00e0 complicato evitare contrasti che possono giungere al conflitto aperto in mancanza di un governo centrale sufficientemente autorevole e credibile per fornire le necessarie mediazioni e rassicurazioni, malgrado gli sforzi del Primo Ministro Al Abadi e i sostegni esterni. Il Governo resta infatti paralizzato dai veti parlamentari incrociati che impediscono al Primo Ministro di riorganizzare il suo esecutivo, di ridargli una operativit\u00e0 in grado anche di gestire gli aiuti internazionali recentemente concordati dai donatori a Washington e di affrontare i problemi che affliggono la vita quotidiana della popolazione scatenando proteste a Baghdad e in altri centri urbani. Vi hanno partecipato sciiti e sunniti. E Moqtada al-Sadr, sempre eccentrico rispetto ad altre componenti sciite e capace di dialogare con settori arabo-sunniti, riesce a cavalcarle da una prospettiva nazionalista e contraria a presenze e a influenze straniere.<\/p>\n<p> <b>Gli attori regionali<\/b><br \/>Sta di fatto che ai fattori locali si aggiungono come sempre interferenze esterne. Una soluzione concordata che non pu\u00f2 risolversi in ripartizioni territoriali omogenee nel nord, nell&#8217;est e nel centro del paese richiede assetti di condivisione del potere con garanzie per tutti e il sostegno convergente, oggi assai lontano, dei tre grandi attori regionali che dal 2003 condizionano le vicende irachene. Potrebbe l\u2019Iran essere disposto a favorire una piena inclusione degli arabo-sunniti se l&#8217;Arabia Saudita accettasse che questi ultimi siano parte della stabilizzazione di un paese nel quale dovrebbero rassegnarsi ad essere minoranza? Molto potrebbe essere fatto sul piano dell&#8217;autogoverno locale purch\u00e9 anche in questo ambito vi siano garanzie per le minoranze. Il comportamento iraniano dipender\u00e0 comunque dagli equilibri di potere a Teheran e da quanto coloro che operano in Iraq siano disposti a svolgere un ruolo costruttivo.<\/p>\n<p> Non \u00e8 ancora chiaro quale potr\u00e0 essere il ruolo della Turchia dopo la svolta delle ultime settimana, il deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti e i riavvicinamenti a Russia, Israele ed altri. Suoi punti di forza sono i turcomanni e, almeno finora, i buoni rapporti con il KRG ed in particolare con il Presidente Barzani (meno con le altre componenti curde della Regione autonoma).<\/p>\n<p> Sar\u00e0 da vedere per\u00f2 se e come Ankara continuer\u00e0 a consentire l&#8217;espansione del KRG nelle aree contese ed in particolare in quelle petrolifere ritenendo un controllo da parte di Erbil su queste aree favorevole ai suoi interessi, come sembra essere stato finora, o se invece il quadro complessivo della politica curda di Erdogan potr\u00e0 mutare questo stato di cose con effetti anche sugli equilibri all\u2019interno della Regione autonoma.  Per ragioni economiche e di equilibri regionali la Turchia dovrebbe avere come interesse primario, diversamente da altri paesi dell&#8217;area, la piena stabilizzazione dell&#8217;Iraq. Ma nelle attuali condizioni vi sono fattori di imprevedibilit\u00e0 nella politica turca che lasciano aperti molti interrogativi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre si estende la sottrazione di territori all\u2019autoproclamatosi \u2018stato islamico\u2019 e si prepara l&#8217;assalto finale a Mosul, diventa sempre pi\u00f9 attuale in Iraq la questione della gestione di quei territori ed in particolare della grande citt\u00e0 multietnica e multireligiosa del nord iracheno, nonch\u00e9 delle conseguenze che potranno derivarne per gli equilibri e gli assetti complessivi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[157,94,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35620"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35620"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61383,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35620\/revisions\/61383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}