{"id":35660,"date":"2016-07-30T00:00:00","date_gmt":"2016-07-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/hillary-vs-donald-una-volata-lunga-cento-giorni\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:10","slug":"hillary-vs-donald-una-volata-lunga-cento-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/07\/hillary-vs-donald-una-volata-lunga-cento-giorni\/","title":{"rendered":"Hillary vs Donald, una volata lunga cento giorni"},"content":{"rendered":"<p>Le due convention sono ormai storia, anzi cronaca scaduta: di qui all\u2019Election Day, l\u20198 novembre, restano cento giorni esatti. Agosto se ne andr\u00e0 sotto traccia, con i candidati a caccia di finanziatori pi\u00f9 che di elettori.<\/p>\n<p>Poi, dal Labour Day, il Primo Maggio Usa, quest\u2019anno il 5 settembre, si entrer\u00e0 negli ultimi due mesi decisivi di questa campagna maratona, che, per i due protagonisti, Hillary Rodham Clinton e Donald Trump, sar\u00e0 durata, a conti fatti, quasi 18 mesi.<\/p>\n<p>Gli appuntamenti di Cleveland &#8211; i repubblicani, dal 18 al 21 luglio &#8211; e di Filadelfia &#8211; i democratici, dal 25 al 28 luglio &#8211; e i discorsi finali sono stati specchio fedele dei due partiti e dei due candidati. Hillary non dice una parola fuori posto, ma non scalda i cuori; simula un\u2019empatia, che non prova, con il suo pubblico; e dissimula, senza magari mentire in modo esplicito. <\/p>\n<p>Trump \u00e8 un fiume in piena che le spara grosse a ogni capoverso e che nasconde dietro la contestazione del <i>politically correct <\/i>e, quindi, dietro il paravento della franchezza, la banalit\u00e0 delle idee e la genericit\u00e0 delle affermazioni, quando non sono pure e semplici balle.<\/p>\n<p>I sondaggi ci diranno se l\u2019effetto convention ha rilanciato la Clinton in testa alla corsa, dopo che Trump aveva goduto dello slancio della kermesse repubblicana. Ma Filadelfia ha mediaticamente avuto meno impatto di Cleveland, dove si temevano incidenti che non ci sono sostanzialmente stati.<\/p>\n<p><b>Un discorso senza errori e senza acuti<\/b><br \/>Quello di accettazione della nomination di Hillary \u00e8 stato un discorso senza errori, ma senza acuti. C\u2019\u00e8 quasi da dare ragione a Trump, che chiosa: &#8220;Una collezione di clich\u00e9 e di retorica riciclata&#8221;. L\u2019ex first lady chiude la convention democratica, impegnandosi ad agire, se sar\u00e0 eletta, per unire l\u2019America e non per dividerla, come &#8211; \u00e8 esplicito &#8211; fa il suo rivale. E parla di sicurezza, armi, terrorismo, razzismo, diritti civili; tranquillizza gli alleati sul rispetto degli impegni.<\/p>\n<p>Introdotta sul palco del Wells Fargo Center, dopo un\u2019esibizione di Kate Perry, dalla figlia Chelsea, che l\u2019ha presentata come \u201cuna lottatrice che non s\u2019arrende\u201d, la Clinton sforna frasi fatte, come \u201cSiamo alla resa dei conti&#8221; e &#8220;Siamo pi\u00f9 forti se uniti&#8221;. L\u2019ex first lady, mamma e nonna, era vestita di bianco, Chelsea di rosso: lo sfondo blu completava i colori della bandiera americana, ripetuti dalle migliaia di palloncini piovuti sul palco nel tripudio finale.<\/p>\n<p>Se Trump \u00e8 corrosivo, il presidente Barack Obama, che mercoled\u00ec sera aveva dato il suo appoggio all\u2019ex first lady, presentandola come suo successore, commenta: &#8220;Grande discorso. \u00c8 esperta. \u00c8 pronta. Non si arrende mai. Ecco perch\u00e9 Hillary deve essere il nostro prossimo presidente&#8221;. <\/p>\n<p><b>Dalla fiera di paese al grande cinema<\/b><br \/>Il copione delle convention \u00e8 sostanzialmente identico, per i repubblicani e per i democratici: sussulti di contestazione all\u2019inizio, perch\u00e9 questa \u00e8 una democrazia; il voto che zittisce &#8211; o almeno acquieta &#8211; le polemiche; il crescendo degli interventi &#8211; quello dei democratici \u00e8 incomparabile, Michelle, Bill, Barack, Hillary.<\/p>\n<p>Ci sono sfumature di differenze: i repubblicani hanno un contesto pi\u00f9 da kermesse, un po\u2019 scaciato, noi diremmo coatto; i democratici sono perfettini, ingessati, pure nella rabbia, o nell\u2019entusiasmo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre a Cleveland i repubblicani avevano organizzato una fiera di paese, al Wells Fargo Center di Filadelfia \u00e8 stato grande cinema: tutti da Oscar: gli attori protagonisti, mogli e mariti, presidenti e aspiranti, ciascuno recita la sua parte da consumato professionista.<\/p>\n<p>I meno bravi sono stati i vice. Mike Pence, il repubblicano, e Tim Kaine, il democratico, non valgono i loro boss e si vede: non hanno carisma e non fanno il peso, l\u2019uno troppo rozzo, l\u2019altro troppo prete. Chiunque eleggano, gli americani passeranno i quattro anni del prossimo mandato incrociando le dita che il titolare non debba essere sostituito in corsa.<\/p>\n<p>Alle convention, e non solo, tutto \u00e8 finto, ma tutto pare terribilmente vero; e tutti ci credono, o fingono di farlo: l\u2019unit\u00e0 repubblicana dietro Trump; la complicit\u00e0 tra Obama e Hillary che giusto otto anni or sono stavano a sbranarsi; persino la \u2018love story\u2019 di Bill e l\u2019incontro \u201ccon una ragazza\u201d &#8211; lui che ne ha sicuramente incontrato decine, anche se ne ha sposato una sola.<\/p>\n<p><b>Il lato debole e il soffitto di cristallo<\/b><br \/>Il discorso di Bill \u00e8 troppo mieloso: questo \u00e8 il lato debole del copione del kolossal democratico. La condiscendenza, in nome del potere, presente e futuro, di Hillary moglie tradita nei confronti di Bill marito fedifrago, ma governatore o presidente, aliena molte simpatie specie femminili alla candidata democratica. Anche se la letteratura \u00e8 fitta e variegata, su come Hillary reag\u00ec al Sexgate, i giochini erotici del marito nello Studio Ovale con la stagista Monica Lewinski: solidale in pubblico, furibonda in privato fino a scagliargli contro un libro, secondo i racconti di biografi \u2018gossippari\u2019.<\/p>\n<p>Filadelfia celebra, tuttavia, lo storico evento della prima donna candidata alla Casa Bianca da uno dei due maggiori partiti statunitensi: in un video di neppure due minuti, la Clinton rompe non solo metaforicamente il &#8216;tetto di cristallo&#8217;, come viene metaforicamente chiamata la barriera invisibile che ostacola da sempre l\u2019ascesa delle donne al vertice.<\/p>\n<p>Nel montaggio sfilano i 44 uomini che l&#8217;hanno preceduta alla Casa Bianca: una carrellata di volti che alla fine compongono un tetto di vetro vero e proprio. E, in un crescendo, il volto di Hillary viene in primo piano tra i vetri infranti: vestita con un fiammante abito rosso, circondata da donne. Folgorante anche la chiusa del video, indirizzata alle bambine &#8220;forse all&#8217;ascolto&#8221;: &#8220;Pu\u00f2 essere che io diventi la prossima presidente degli Stati Uniti. Ma una di voi sar\u00e0 sicuramente la successiva&#8221;.<\/p>\n<p><b>Il passaggio di testimone<\/b><br \/>In questo clima, la convention ha assistito, mercoled\u00ec sera, a un passaggio del testimone simbolico tra il presidente Obama e la Clinton: fra i due, sul palco, un abbraccio quasi intenso, romantico. \u201cSono orgoglioso di te\u201d, dice lui. L\u2019unit\u00e0 del partito dietro la sua candidata \u00e8 suggellata dalla lealt\u00e0 di Sanders, che placa la rivolta degli irriducibili \u2018sanderistas\u2019, dalla sfilata di ispanici, neri, donne, personaggi dello showbiz, dall\u2019endorsement del magnate dell\u2019editoria ed ex sindaco di New York Mike Bloomberg.<\/p>\n<p>Tutti sono con Hillary, che \u201c\u00e8 la scelta giusta\u201d. E tutti sono contro Trump, che \u201c\u00e8 un demagogo\u201d e \u201cun incompetente\u201d, ma che \u201c\u00e8 pericoloso\u201d. Come a Cleveland, anche a Filadelfia l\u2019unit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 forte contro che per.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le due convention sono ormai storia, anzi cronaca scaduta: di qui all\u2019Election Day, l\u20198 novembre, restano cento giorni esatti. Agosto se ne andr\u00e0 sotto traccia, con i candidati a caccia di finanziatori pi\u00f9 che di elettori. 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