{"id":35690,"date":"2016-08-02T00:00:00","date_gmt":"2016-08-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/a-kiev-i-veri-alleati-sono-pochi-e-preziosi\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:10","slug":"a-kiev-i-veri-alleati-sono-pochi-e-preziosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/a-kiev-i-veri-alleati-sono-pochi-e-preziosi\/","title":{"rendered":"A Kiev i veri alleati sono pochi e preziosi"},"content":{"rendered":"<p>Il conflitto per l\u2019Ucraina \u00e8 in certa misura passato in secondo piano, coperto dagli avvenimenti che hanno portato a focalizzare l\u2019attenzione sul ruolo della Russia nella crisi mediorientale e sulle sue ambizioni globali.<\/p>\n<p>L\u2019attualit\u00e0 \u00e8 stata dominata dagli eventi di pi\u00f9 immediata preoccupazione &#8211; guerra civile in Siria, lotta al movimento terroristico dell\u2019Isis, migrazione di massa in Europa.<\/p>\n<p>Il fatto per\u00f2 \u00e8 che l\u2019Ucraina rimane la posta cruciale nella contrapposizione tra le potenze occidentali e la Russia, che vede da un lato il sostegno al nuovo governo di Kiev da parte del \u201cfronte orientale\u201d europeo, cui si accompagna l\u2019azione di sostegno degli Stati Uniti (Nato inclusa) e dell\u2019Unione europea, mentre Mosca si conferma risoluta nell\u2019affermare \u201cdiritti privilegiati\u201d nei confronti del \u201cpaese fratello\u201d.<\/p>\n<p><b>La difficile identit\u00e0 ucraina<\/b><br \/>Il brusco passaggio al campo occidentale, dovuto al rovesciamento del governo filo russo, nel febbraio del 2014, ad opera delle forze rivoluzionarie attive a Maidan, ha costretto l\u2019Ucraina, allo stesso tempo, nella posizione contraddittoria di \u201coggetto recipiente\u201d e di \u201csoggetto attivo\u201d del confronto russo-occidentale, con i contraccolpi che ne sono derivati sul processo di consolidamento istituzionale interno.<\/p>\n<p>L\u2019interruzione traumatica del collegamento con la Russia ha portato in direzione dell\u2019intervento militare russo, alla perdita della Crimea e alla costituzione di un enclave separatista nel Dombass, dando il via ad una sanguinosa guerra civile.<\/p>\n<p>In questa situazione, l\u2019Ucraina ha dovuto affrontare la costruzione di una propria \u201cnuova\u201d identit\u00e0 nazionale. Una tale identit\u00e0 tuttavia, per volont\u00e0 delle forze nazionaliste rappresentative della maggioranza ucraina, si doveva costruire anche a spese dei diritti della minoranza russa, sull\u2019onda dei tumultuosi eventi che hanno portato, anche grazie al ridimensionamento di carattere scissionista, a una ridefinizione della configurazione multietnica del paese e alla nascita di una nuova nazione ucraina.<\/p>\n<p>La contrapposizione alla Russia, inevitabilmente identificata dalla societ\u00e0 ucraina come la potenza \u201caltra\u201d con cui raffrontarsi, ha fornito l\u2019impulso decisivo per spingere il paese a costituirsi nel ruolo di un attore indipendente. che guarda all\u2019occidente.<\/p>\n<p>Un orientamento che si traduce nella formula della \u201cscelta europea\u201d, espressione sintetica che riassume la diffusa aspirazione della societ\u00e0 ucraina alla modernizzazione del sistema politico-economico, rimasto confinato, nel periodo post-sovietico, in uno stato di profonda arretratezza.<\/p>\n<p><b>Ancora gli oligarchi<\/b><br \/>A pi\u00f9 di due anni dai moti di Maidan, l\u2019immagine offerta dagli esponenti politici americani e europei nettamente schierati a sostegno del cambio di regime a Kiev, di un\u2019Ucraina convintamente pro-europea, sulla via di una democrazia in linea con gli standard occidentali, risulta riduttiva e non in perfetta armonia con la situazione reale.<\/p>\n<p>Il processo di riforma delle strutture burocratico-istituzionali, e l\u2019adeguamento della pratica politico-amministrativa alle esigenze di una governance onesta e efficiente, \u00e8 in panne, condizionato com\u2019\u00e8 da anni di malgoverno.<\/p>\n<p>La presenza nei gangli dello stato dei clan oligarchici dominanti, in larga misura passati, senza soluzione di continuit\u00e0, dall\u2019amministrazione precedente a quella attuale, costituisce, per giudizio unanime degli osservatori, l\u2019ostacolo maggiore al superamento delle attuali condizioni di persistente degrado economico-sociale e di carente emancipazione politica.<\/p>\n<p>I vari clan oligarchici, tra loro associati o in competizione, al controllo di vasti settori dell\u2019economia pubblica (energia, banche, comunicazioni) e in alcuni casi di intere regioni, si confermano, grazie allo stretto collegamento con i partiti politici di riferimento, i veri detentori del potere.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle dichiarazioni ufficiali, \u00e8 evidente l\u2019insufficiente capacit\u00e0 e\/o determinazione dimostrata finora dal governo presieduto da Poroshenko di imporre una linea riformatrice rispondente alle esigenze di modernizzazione del paese.<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 preoccupante, per le sue conseguenze sul piano politico-sociale, \u00e8 costituito dallo stato disastroso dell\u2019economia. Solo il sostegno finanziario garantito dal Fmi, su istanza americana, ha evitato che il paese andasse incontro al collasso.<\/p>\n<p>L\u2019alienazione evidente di crescenti settori della popolazione, frustrati nelle proprie aspettative, rischia col tempo di tradursi in aperta opposizione nei confronti delle autorit\u00e0, accusate di inefficienza e corruzione dilagante.<\/p>\n<p>Come in precedenti occasioni, l\u2019attuale situazione rimane tutto sommato sotto controllo, ma potrebbe essere ancora una volta travolta da movimenti subitanei e poco prevedibili di rivolta, sulla spinta dell\u2019aspirazione a un rinnovamento nazionale, fortemente radicata nella coscienza collettiva ucraina e mai pienamente realizzata.<\/p>\n<p>A costituire un ulteriore fondamentale fattore di difficolt\u00e0 nel processo di transizione a forme di governo pi\u00f9 avanzate contribuisce lo stato di belligeranza permanente generato dal conflitto irrisolto nell\u2019area del Donbass.<\/p>\n<p>Temporaneamente stabilizzato grazie a un precario accordo di cessate il fuoco, il cosidetto Minsk-2, promosso congiuntamente da Francia, Germania, Russia e Ucraina, il clima di tensione determinato dalla contrapposizione fra forze governative e forze separatiste, sostenute da Mosca, \u00e8 divento motivo di grave distrazione dalle urgenze di un paese in crisi.<\/p>\n<p>La prospettiva di prosecuzione della lotta armata avvantaggia i partiti estremisti, tra i quali spiccano quelli ispirati a un nazionalismo etnico vecchio stile, visceralmente anti-russo, che antepone a ogni altra considerazione di opportunit\u00e0 politico-diplomatica il ripristino a qualunque costo della sovranit\u00e0 sul territorio ucraino, entro i confini definiti al momento dell\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica (e quindi con la Crimea e tutti i territori occupati dai ribelli filo-russi).<\/p>\n<p><b>La tentazione dell\u2019uomo forte<\/b><br \/>In questa situazione non meraviglia che si vada compattando intorno a Poroshenko uno schieramento che mira a un rafforzamento delle prerogative della Presidenza, al fine di assicurare alle autorit\u00e0 effettive capacit\u00e0 di controllo e gestione del paese.<\/p>\n<p>L\u2019intenzione di promuovere, con la motivazione del consolidamento di una condizione generalizzata di ordine e stabilit\u00e0, la costituzione di un sistema di potere forte, non esente da tentazioni autoritarie, \u00e8 evidente. A lasciare aperta una prospettiva di progresso della situazione sono gli esponenti di una nuova leva politica, organizzati in partiti sinceramente pro-europei, sulla base di una piattaforma programmatica che postula il superamento del regime oligarchico, come condizione imprescindibile dell\u2019avvento a pieno titolo di un\u2019Ucraina avanzata, civile e indipendente, <\/p>\n<p>Sono queste forze, impegnate nel contrastare la crescente influenza dei partiti nazionalisti radicali e dei conservatori tradizionali, che meritano, nell\u2019interesse generale all\u2019uscita dalla crisi nel cuore del continente europeo, a meritare il pieno sostegno dei governi occidentali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il conflitto per l\u2019Ucraina \u00e8 in certa misura passato in secondo piano, coperto dagli avvenimenti che hanno portato a focalizzare l\u2019attenzione sul ruolo della Russia nella crisi mediorientale e sulle sue ambizioni globali. 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