{"id":35700,"date":"2016-08-02T00:00:00","date_gmt":"2016-08-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/trovare-le-parole-giuste\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:10","slug":"trovare-le-parole-giuste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/trovare-le-parole-giuste\/","title":{"rendered":"Trovare le parole giuste"},"content":{"rendered":"<p>La paura sta pervadendo le nostre societ\u00e0 relativamente benestanti, aperte e mobili, dunque vulnerabili. I cittadini inermi, bambini compresi, sono sempre pi\u00f9 il target primario della cosiddetta \u201cguerra ibrida\u201d, cio\u00e8 terroristica e informatica oltre che militare e civile, anzich\u00e9 esserne il \u201cdanno collaterale\u201d, come si usava dire. <\/p>\n<p>Una barbarie che investe innanzitutto gli \u201cstati falliti\u201d di Iraq, Libia e Siria, ma che da l\u00ec si riflette a casa nostra. Queste forme arretrate di violenza beneficiano paradossalmente di social media avanzati quali veicoli principali di rivendicazione, propaganda e mobilitazione. Attraverso essi vengono fatte filtrare e amplificare motivazioni, che vanno dai fanatismi islamisti ai rigurgiti neo-nazisti e che permeano una gamma di patologie mentali e frustrazioni sociali, dando loro collocazioni religiose o politiche spesso solo pretestuose.<\/p>\n<p><b>Il linguaggio dei deboli: paura e violenza<\/b><br \/>Ma la violenza sta anche inquinando il linguaggio e la pratica della lotta politica nei nostri paesi che si dicono democratici. Durante la Convention repubblicana alcuni sostenitori di Trump agitavano cartelli che chiedevano la morte per impiccagione della Clinton. Si dir\u00e0 che l\u2019America non \u00e8 nuova a slogan politici estremi: Dallas era tappezzata di manifesti con il ritratto di Kennedy e la scritta \u201cricercato per tradimento\u201din quel giorno del novembre 1963 in cui il Presidente visit\u00f2 la citt\u00e0 texana e vi fu assassinato. <\/p>\n<p>Ma la pratica di insultare gli avversari per delegittimarli e additarli al disprezzo, quando non all\u2019odio, della gente si \u00e8 molto accentuata nell\u2019ultimo decennio o due. Le argomentazioni e la terminologia di reti televisive come la Fox hanno di fatto preparato nel tempo la retorica dell\u2019antagonismo e della rabbia,che \u00e8 divenuta dominante nella campagna del preteso magnate newyorkese dai capelli a nuvola gialla. <\/p>\n<p>Si dir\u00e0 anche che l\u2019America non \u00e8 sola. Il dibattito britannico sull\u2019uscita dall\u2019Unione europea \u00e8 stato fortemente influenzato dai media popolari e scandalistici, che hanno sistematicamente propalato storture e falsit\u00e0 sul ruolo e le pratiche delle istituzioni di Bruxelles. <\/p>\n<p>E che hanno spesso esaltato la paura degli immigrati: il polacco che sottraeva il lavoro agli idraulici francesi, secondo una bufala corrente nella campagna che port\u00f2 al fallimento del Trattato dell\u2019Unione nel referendum tenutosi oltr\u2019Alpe nel 2005, \u00e8 diventato potenziale stupratore di donne inglesi,quando ci si accingeva a votare per la Brexit. Qui alla durezza delle parole \u00e8 di fatto seguita quella dei fatti con l\u2019assassinio della deputata Jo Cox, socialmente impegnata e politicamente europeista, da parte di un fanatico del \u201cBritain first\u201d.<\/p>\n<p><b>La retorica delle vittime e della guerra<\/b><br \/>La casistica potrebbe essere estesa ad altri paesi, in alcuni dei quali, come il nostro, la dialettica politica si sta indurendo e involgarendo cos\u00ec da rendere plausibili derive di imbarbarimento. Ma qui ci si vuole soffermare sull\u2019uso delle parole, a cominciare da quello, appunto dilagante, di \u201cpaura\u201d e \u201crabbia\u201d, che sono indicative del fatto che viviamo in societ\u00e0 insieme deboli e violente. <\/p>\n<p>Sembrano contribuirvi ancora una volta i media, compresi quelli che intendono essere obiettivi, indipendenti e moderati, siano essi su carta o in onda. L\u2019insistenza sulle immagini delle vittime innocenti, a Nizza come Monaco di Baviera, o della gente che fugge in preda al panico, all\u2019aeroporto di Bruxelles come al museo di Tunisi, spesso riproposte ossessivamente, aiutano il diffondersi della paura e perci\u00f2 stesso costituiscono un successo per i perpetratori, tanto pi\u00f9 se organizzati, e uno stimolo all\u2019emulazione per gli aspiranti terroristi, tanto pi\u00f9 se isolati nei loro problemi di psiche e\/o di collocazione sociale.<\/p>\n<p>\u00c8 dubbio che il diffuso ricorso alla retorica della guerra, ancor pi\u00f9 se colorita di religione, ci aiuti ad uscire dal quasi ossimoro della debolezza <i>cum<\/i> violenza. A meno che non si indulga al libero uso delle armi da parte dei semplici cittadini, come vuole certa destra americana, grande sostenitrice di Trump, il monopolio dell\u2019uso della forza resta ai poteri pubblici secondo le regole di civilt\u00e0 ereditate dall\u2019Illuminismo. <\/p>\n<p>\u00c8 solo all\u2019esterno che, nella misura necessaria e nelle modalit\u00e0 adatte al carattere ibrido del guerreggiare, l\u2019impiego dello strumento armato pu\u00f2 assumere carattere bellico, mentre spetta ai vari corpi di polizia e militari riconvertiti, nonch\u00e9 a quelli di <i>intelligence<\/i>, difendere la sicurezza interna e ridurre la paura.<\/p>\n<p><b>Parole diverse, come coraggio, o ragione<\/b><br \/>Ma anche il linguaggio pu\u00f2 contribuire, riscoprendo parole quasi desuete come il \u201ccoraggio\u201dche serve a vincere la paura e la \u201cragione\u201d da contrapporre alla rabbia. L\u2019uno e l\u2019altra coinvolgono i semplici cittadini, come quel francese che cerc\u00f2 di fermare la corsa del Tir sulla Promenade des Anglais, o gli uomini e donne in uniforme, che abbiamo visto rischiare la vita nel loro operare spesso in condizioni di manifesta impreparazione e disorganizzazione. <\/p>\n<p>Il coraggio e il raziocinio sono requisiti da esaltare nella vasta gamma di interventi che si rendono necessari. Ne tengano ben conto, innanzitutto nei nostri contesti europei e occidentali, sia la politica, reggitrice dei poteri pubblici, sia i media, formatori di opinioni con parole e immagini. Saper \u201cparlare alla pancia\u201d della gente, pi\u00f9 che stimolare la ragione, aiutare le scelte e suscitare i valori, sembra invece essere diventato un merito, fonte di potere e di audience. Donde il successo dei partiti e movimenti populisti, nazionalisti e xenofobi, che nella paura e nella rabbia dei cittadini ci sguazzano.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La paura sta pervadendo le nostre societ\u00e0 relativamente benestanti, aperte e mobili, dunque vulnerabili. I cittadini inermi, bambini compresi, sono sempre pi\u00f9 il target primario della cosiddetta \u201cguerra ibrida\u201d, cio\u00e8 terroristica e informatica oltre che militare e civile, anzich\u00e9 esserne il \u201cdanno collaterale\u201d, come si usava dire. 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