{"id":35780,"date":"2016-08-12T00:00:00","date_gmt":"2016-08-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-politica-europea-integrata-per-lartico\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:07","slug":"una-politica-europea-integrata-per-lartico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/una-politica-europea-integrata-per-lartico\/","title":{"rendered":"Una politica europea integrata per l\u2019Artico"},"content":{"rendered":"<p>Non solo terrorismo, minacce ibride, volatilit\u00e0 economica, crisi migratoria. Quella del cambiamento climatico, cui si associano questioni di sicurezza energetica e alimentare globale, rientra nelle priorit\u00e0 per le quali l\u2019Unione europea, Ue, \u00e8 disposta ed \u00e8 in grado di fare la differenza.<\/p>\n<p>A ribadirlo \u00e8 l\u2019esplicito riferimento nella <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3519\" target= \"blank\"><b><u>European Global Strategy<\/u><\/b><\/a>, dove il cambiamento climatico \u00e8 descritto come un vero e proprio moltiplicatore della minaccia perch\u00e9 catalizzatore di carenze idriche, pandemie, flussi migratori.<\/p>\n<p>Coerente con tale impostazione, il 27 aprile, attraverso la comunicazione \u201cUna politica europea integrata per l\u2019Artico\u201d, l\u2019Ue ha inteso apportare un nuovo contributo alla cooperazione internazionale per rispondere al cambiamento climatico, partendo proprio dalla regione che pi\u00f9 velocemente risente del riscaldamento globale.<\/p>\n<p><b>L\u2019impegno Ue per l\u2019Artico, dal 2008 ad oggi<\/b><br \/>L\u2019esplicito impegno dell\u2019Ue nella regione risale al 2008, con la Comunicazione della Commissione europea dal titolo \u201cL\u2019Unione europea e la regione artica\u201d, attraverso la quale venivano evidenziati gli effetti dei cambiamenti climatici e delle attivit\u00e0 antropogeniche nell\u2019Artico, nonch\u00e9 individuati gli interessi e gli obiettivi strategici dell\u2019Ue nella regione, principalmente: tutela dell\u2019Artico di concerto con la sua popolazione; promozione dell\u2019uso sostenibile delle risorse; contributo a una migliore <i>governance<\/i> multilaterale.<\/p>\n<p>L\u2019Ue si faceva promotrice di una serie di risposte da avviare sistematicamente e in coordinamento agli stati artici, nella consapevolezza che la scarsit\u00e0 delle infrastrutture e le particolarit\u00e0 della regione aggraverebbero la difficolt\u00e0 nelle gestione delle emergenze.<\/p>\n<p>Nella comunicazione del 2008 le zone europee dell\u2019Artico venivano considerate una \u201cpriorit\u00e0 della politica della dimensione settentrionale\u201d e, pi\u00f9 in generale, premessa la particolare vulnerabilit\u00e0 degli spazi marini e terrestri della regione ai cambiamenti climatici, si prefigurava il fatto che un\u2019alterazione della dinamica geo-strategica dell\u2019Artico avrebbe ripercussioni sugli interessi europei in materia di sicurezza e sulla vita delle prossime generazioni di cittadini europei.<\/p>\n<p> Nella Comunicazione 2016, l\u2019Unione esprime ora un proprio interesse strategico nel giocare un ruolo chiave nella regione. Interesse spiegato non solo dal fatto che, tra gli otto paesi artici, tre sono membri dell\u2019Ue (Danimarca, Finlandia, Svezia) e due appartengono all\u2019area economica europea e sono associati ad Horizon 2020 (Islanda e Norvegia), ma anche da una serie di attivit\u00e0 che l\u2019Ue conduce in diversi campi (da quello energetico a quello della ricerca e delle osservazioni spaziali), nonch\u00e9 dalle politiche adottate in settori (come quello della pesca e dei trasporti) che hanno un impatto sugli sviluppi economici nella regione.<\/p>\n<p> <b>La ricerca passa anche dallo Spazio<\/b><br \/>L\u2019Artico, per le sue caratteristiche geologiche e geofisiche, offre, invero, opportunit\u00e0 senza paragoni per il progresso nella ricerca scientifica e tecnologica, insieme a quelle in termini occupazionali che ne discendono.<\/p>\n<p>Sin dal 2008, l\u2019importanza da attribuire alla prevenzione e all&#8217;attenuazione dell\u2019impatto negativo dei cambiamenti climatici, nonch\u00e9 la priorit\u00e0 da assegnare alla conoscenza del territorio si sono concretizzati in 200 milioni di euro destinati alle attivit\u00e0 di ricerca.<\/p>\n<p>Al momento si prospetta che vengano mantenuti analoghi livelli di finanziamento per il programma H2020 (2014-2020), nel quale rientra anche il progetto <i>Eu-Polar Net<\/i>, il pi\u00f9 grande consorzio mondiale di istituti di ricerca multidisciplinari dedito allo sviluppo di un programma di ricerca comunitario integrato che sia in grado di identificare esigenze scientifiche a breve e lungo termine, nonch\u00e9 atto, attraverso il pi\u00f9 elevato grado di coordinamento nella ricerca trans-disciplinare e la pi\u00f9 stretta cooperazione e lo scambio di informazioni chiave con i soggetti interessati a livello internazionale, allo studio di un quadro strategico per l\u2019ottimizzazione dell\u2019uso delle infrastrutture polari, prima fra tutte quelle di trasporto.<\/p>\n<p> Opportunit\u00e0 che l\u2019Ue sembra aver colto con successo coinvolgendo le attivit\u00e0 che conduce nel settore spaziale. Un importante contributo alle attivit\u00e0 di monitoraggio panartico delle condizioni atmosferiche, delle variabili climatiche, dello spessore del permafrost, e una migliore modellizzazione oceanografica arriva, infatti, dalla messa in opera di Galileo e dei \u201csatelliti sentinella\u201d nell\u2019ambito del programma Gmes, arriver\u00e0 anche dalle infrastrutture del programma Copernicus e sar\u00e0 sostenuto dalla Commissione europea grazie all\u2019attuazione di un sistema integrato di osservazione artica terrestre, un\u2019infrastruttura di ricerca multidisciplinare e multinazionale distribuita geograficamente tra le isole Svalbard.<\/p>\n<p> <b>Sviluppo economico basato sull\u2019uso sostenibile delle risorse<\/b><br \/>Garantire uno sviluppo economico basato sull\u2019uso sostenibile delle risorse e sulle competenze ambientali \u00e8 tra le 39 azioni volte allo sviluppo di una politica integrata per l\u2019Artico. La Comunicazione del 2016 rientra coerentemente nel quadro dell\u2019impegno europeo di tener conto delle specificit\u00e0 regionali in s\u00e9 e nell&#8217;elaborazione della politica ambientale da una parte e marittima integrata dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Nel primo caso, si consolida l\u2019impegno dell\u2019Unione nell\u2019ambito della European Climate Change Programme (Eccp) in direzione della diminuzione del 40% delle emissioni totali di gas serra entro il 2030 e dell\u201980% entro il 2050.<\/p>\n<p>Nel caso della navigazione e del trasporto marittimo, una politica europea per l\u2019Artico ne \u00e8 dichiaratamente complementare. Il ch\u00e9 rientra nell\u2019ottica sia di valorizzazione delle eccellenze industriali europee nella cantieristica, trasporti navali e infrastrutture aeroportuali, sia di rafforzamento a livello multilaterale dell&#8217;autorit\u00e0 dell&#8217;Ue quale potenza marittima internazionale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 in connessione anche con la politica comunitaria generale in materia di relazioni esterne. In quest&#8217;ottica si inserisce il tentativo, ribadito nella recente Ess, di guidare l&#8217;integrazione della dimensione climatica nelle sedi multilaterali, e quello di colmare le lacune nell\u2019attuale quadro di gestione internazionale degli oceani, dello sviluppo di una rete di zone marine protette, e lotta a sfide comuni pi\u00f9 prettamente legate, quali la pesca Inn &#8211; illegale, non dichiarata e non regolamentata.<\/p>\n<p>Se, dunque, l\u2019obiettivo della European Global Strategy \u00e8 quello di stimolare una riflessione aggiornata sull\u2019arco di instabilit\u00e0 che insiste lungo e all\u2019interno dei confini, l\u2019Ue prende atto che le sfide strategiche sono quasi sempre asimmetriche e l\u2019asimmetricit\u00e0 non si limita alle nozioni tradizionali di sicurezza.<\/p>\n<p>In questo senso, \u00e8 rilevante l\u2019attenzione dedicata al tema del cambiamento climatico e alla vulnerabilit\u00e0 di una regione come quella artica, a dimostrazione del fatto che, in un tempo veloce e di reazioni rapide, la lungimiranza pu\u00f2 ancora guidare le scelte strategiche.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non solo terrorismo, minacce ibride, volatilit\u00e0 economica, crisi migratoria. 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