{"id":35820,"date":"2016-08-21T00:00:00","date_gmt":"2016-08-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/brexit-euforia-a-mosca-sconforto-a-kiev\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:05","slug":"brexit-euforia-a-mosca-sconforto-a-kiev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/brexit-euforia-a-mosca-sconforto-a-kiev\/","title":{"rendered":"Brexit: euforia a Mosca, sconforto a Kiev"},"content":{"rendered":"<p>Il referendum britannico sulla Brexit ha inferto un altro colpo durissimo &#8211; il secondo, quest\u2019anno &#8211; al rispetto e all\u2019ammirazione di Kiev per il progetto europeo.<\/p>\n<p>Se infatti in aprile erano stati gli olandesi, con un referendum consultivo, a dirsi contrari alla ratifica dell\u2019accordo di associazione Ue-Ucraina, il verdetto del voto in Gran Bretagna fa temere l\u2019inizio di una lenta disgregazione del sogno europeo, lo stesso che aveva portato in strada migliaia di persone durante le proteste di piazza Maidan.<\/p>\n<p>Al contrario, per Mosca si tratta di una specie rara di vittoria in politica estera. Perch\u00e9, seppur il Cremlino sperasse da tempo che populismi e crisi economica potessero intaccare l\u2019unit\u00e0 europea, il voto espresso dai cittadini di Sua Maest\u00e0 frena i sogni di integrazione e d\u2019allargamento dell\u2019Unione europea senza che Putin e compagni abbiano dovuto muovere un dito.<\/p>\n<p><b>Ucraina e Ue<\/b><br \/> L\u2019Ucraina, il pi\u00f9 popoloso e vasto paese del vicinato orientale, \u00e8 ancora una priorit\u00e0 per l\u2019Ue? Limitandoci ad ascoltare i politici, la risposta \u00e8 s\u00ec.L\u2019est del paese \u00e8 sconvolto da oltre due anni da un conflitto ibrido, nel quale Bruxelles ha investito tanto capitale politico, e al quale non pu\u00f2 disinteressarsi ora, data la recrudescenza delle operazioni militari e il numero di vittime che ha raggiunto nuovi picchi, second ogli <a href= \"http:\/\/www.ohchr.org\/EN\/NewsEvents\/Pages\/DisplayNews.aspx?NewsID=20329&#038;LangID=E\" target= \"blank\"><b><u>ultimi dati<\/u><\/b><\/a> pubblicati dell\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.<\/p>\n<p>Inoltre, durante la recente visita a Kiev, il commissario europeo all\u2019Allargamento e alla politica regionale Johannes Hahn ha rassicurato che la Brexit non modificher\u00e0 il rapporto e l\u2019interesse dell\u2019Unione verso i paesi del partenariato orientale, rinfrancando i cuori di molti responsabili politici ucraini.<\/p>\n<p>Realisticamente, per\u00f2, l\u2019Ucraina finir\u00e0 in fondo all\u2019elenco delle priorit\u00e0 politiche europee. Alla sfilza di grattacapi economico-politici a cui l\u2019Ue sta facendo fronte, si sono da poco sommate la furiosa reazione del presidente Erdogan al fallito colpo di Stato in Turchia e la spinosa gestione della fuoriuscita del Regno Unito dall\u2019Ue.<\/p>\n<p>La seconda grande paura per Kiev resta l\u2019adozione posticipata del regime <i>visa-free<\/i>. Come sottolineato dal commissario Hahn, l\u2019Ucraina ha portato a termine 140 riforme per qualificarsi per tale concessione. Dopo il voto britannico, per\u00f2, si intensificano le discussioni che mirano ad introdurre dei meccanismi che, in caso di necessit\u00e0, consentirebbero di sospendere il regime di liberalizzazione dei visti per taluni Stati. Nel frattempo, l\u2019Ucraina rimane alla finestra.<\/p>\n<p>Nonostante tutto, gli attuali responsabili politici ucraini sembrano non mollare la rincorsa all\u2019Ue. Il presidente Petro Poroshenko ha dichiarato di voler presentare la domanda di adesione entro il 2020. Fino ad allora, \u00e8 necessario implementare l\u2019accordo di associazione, portare avanti in modo serio e sistematico le riforme nazionali che si concentrano nei settori della lotta alla corruzione e della riforma delle forze dell\u2019ordine e della giustizia e infine sforzarsi di far avanzare gli stagnanti negoziati di Minsk.<\/p>\n<p>In tale contesto, Berlino e Parigi rimangono le uniche due grandi potenze capaci di indirizzare la politica estera europea, e potrebbero d\u2019ora in poi spingere affinch\u00e9 Kiev addolcisca le sue richieste verso i separatisti, in modo da legittimare la riduzione delle sanzioni alla Russia in vista delle rispettive elezioni nazionali nel 2017.<\/p>\n<p><b>Putin e la \u201c<i>schadenfreude<\/i>\u201d russa <\/b><br \/>Sin dal collasso dell\u2019Unione sovietica, Mosca ha visto la straripante potenza economica e i progetti politici dell\u2019Ue come un pericolo per la sua sfera di influenza nelle ex repubbliche sovietiche. I rapporti con Bruxelles si sono inoltre rapidamente degradati negli ultimi due anni con l\u2019imposizione delle sanzioni economiche alla Russia.<\/p>\n<p>All\u2019indomani del voto britannico, l\u2019ex ambasciatore americano a Mosca Michael McFaul ha commentato con rammarico su Twitter: \u201cPerdenti: Ue, Gran Bretagna, Stati Uniti, quelli che credono in un\u2019Europa forte, unita e democratica. Vincitore: Putin\u201d. Ed \u00e8 vero che al Cremlino hanno vari motivi \u201cper bere copiose quantit\u00e0 di vodka\u201d come ha scherzato un ex consigliere del dipartimento di Difesa degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>L\u2019uscita del Regno Unito indebolir\u00e0 il fronte pro-sanzioni a Bruxelles. Neanche Londra era riuscita a tenere uniti i ventotto Stati membri al momento del rinnovo delle misure coercitive a fine giugno, e alcuni paesi &#8211; come l\u2019Italia, la Grecia e l\u2019Ungheria &#8211; avranno a fine anno una nuova opportunit\u00e0 per ridiscutere e indebolire le sanzioni.<\/p>\n<p>Intanto si percepisce chiaramente la folata di <i>schadenfreude<\/i> che attraversa gli alti dirigenti russi. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha gongolato durante una riunione con gli ambasciatori Ue dichiarando che, \u201cquando la Brexit sar\u00e0 completata, l\u2019Unione rimarr\u00e0 con un solo voto al Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu\u201d, mentre il sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, ha twittato: \u201cSenza la Gran Bretagna, non ci sar\u00e0 nessuno nell\u2019Ue a difendere le sanzioni contro di noi con tanto zelo\u201d e infine l\u2019ombudsman dell\u2019imprenditoria russa, Boris Titov, ha salutato il referendum britannico come un voto di rigetto del mondo anglosassone in toto: \u201cSembra sia successo davvero: il Regno Unito \u00e8 fuori! Questa non \u00e8 l\u2019indipendenza della Gran Bretagna dall\u2019Europa, ma l\u2019indipendenza dell\u2019Europa dagli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 invece stata pacata la reazione del presidente Vladimir Putin, che ha sottolineato dapprima come Mosca non abbia interferito negli affari interni e nel referendum della Gran Bretagna, e poi che la posizione Ue sulle sanzioni verso la Russia non muter\u00e0 a causa di questo voto.<\/p>\n<p>Per Putin, al di l\u00e0 della soddisfazione di vedere l\u2019Unione europea indebolirsi, conta molto di pi\u00f9 aver raggiunto il massimo traguardo della sua politica estera nel vicinato: nei prossimi anni, l\u2019Ue dovr\u00e0 fare i conti con se stessa e ampliamenti della <i>membership <\/i>non sono per ora prevedibili.<\/p>\n<p><b>Conflitti gelati e sogni europei infranti<\/b><br \/>Anche il versante orientale, dunque, punta i fari sulla gestione dei negoziati sulla Brexit da parte di Bruxelles.<\/p>\n<p>\u00c8 ancora lecito sperare in un finale lieto: adottando l\u2019idea di Jacques Delors di un\u2019Unione che si integri attraverso una serie di cerchi concentrici, l\u2019Ucraina partirebbe dal pi\u00f9 esterno di essi &#8211; attraverso l\u2019implementazione dell\u2019Accordo di associazione &#8211; ma avrebbe una prospettiva di lungo corso, fino alla completa adesione.<\/p>\n<p>La Russia, da par suo, si impegnerebbe a far rispettare ai separatisti gli accordi di Minsk, con il graduale ritiro delle sanzioni da parte europea.<\/p>\n<p>Ma oggi, si delinea sempre pi\u00f9 un finale amaro: sotto la spinta dei populismi europei e di altre priorit\u00e0 politiche, i governi dei Ventisette metteranno da parte i problemi di Kiev, mentre la Russia manterr\u00e0 lo status quo dei negoziati di Minsk e riuscir\u00e0 a fare del Donbass l\u2019ennesimo conflitto \u201cgelato\u201d che, dopo Georgia e Moldavia, riuscir\u00e0 a bloccare anche il sogno d\u2019integrazione europea dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il referendum britannico sulla Brexit ha inferto un altro colpo durissimo &#8211; il secondo, quest\u2019anno &#8211; al rispetto e all\u2019ammirazione di Kiev per il progetto europeo. 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