{"id":35860,"date":"2016-08-25T00:00:00","date_gmt":"2016-08-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lascesa-della-finanza-cinese-e-il-ruolo-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:04","slug":"lascesa-della-finanza-cinese-e-il-ruolo-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/lascesa-della-finanza-cinese-e-il-ruolo-ue\/","title":{"rendered":"L\u2019ascesa della finanza cinese e il ruolo Ue"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Europa, molto pi\u00f9 che gli Stati Uniti o il Giappone, ha appoggiato l\u2019ascesa della finanza cinese e il processo di internazionalizzazione del renminbi, la moneta del paese del Dragone.<\/p>\n<p>Il punto di svolta si \u00e8 avuto lo scorso dicembre, quando il renminbi \u00e8 entrato nel paniere dei diritti speciali di prelievo (dsp) del Fondo monetario internazionale (Fmi), grazie anche \u2013 e soprattutto \u2013 agli europei, che fin dalla fine degli anni Novanta hanno guardato con interesse alla moneta cinese e alla possibilit\u00e0 che questa, una volta convertibile a tutti gli effetti, diventi uno dei pilastri, insieme al dollaro Usa e all\u2019euro, dell\u2019ordine monetario internazionale.<\/p>\n<p>Il Regno Unito ha fatto da traino in questo campo. Dopo il referendum sulla Brexit, per\u00f2, le banche della City potrebbero perdere l\u2019accesso al mercato unico: una circostanza che induce il governo cinese a valutare se spostare parte del <i>clearing <\/i>del renminbi \u2013 e dei servizi collegati ad esso \u2013 verso le piazze del continente, anzitutto Francoforte, Parigi, Lussemburgo, ma anche Milano. Con possibili ripercussioni sulle relazioni sino-europee, ma anche sui rapporti transatlantici.<\/p>\n<p><b>Sostegno al renminbi<\/b><br \/>\nDurante il negoziato per la revisione quinquennale del paniere di valute ricomprese nei dsp del Fmi, conclusosi ai primi di dicembre del 2015, l\u2019Europa \u00e8 stata l\u2019alfiere dell\u2019aumento del numero di valute da quattro a cinque, con l\u2019inclusione del renminbi, moneta non convertibile ma fortemente circolante. Un evento che per la finanza internazionale potrebbe essere paragonabile, per impatto strategico, a ci\u00f2 che \u00e8 stato per il commercio globale l\u2019entrata della Cina nell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Omc) nel 2001.<\/p>\n<p>Il <i>match <\/i>tra il governatore cinese Zhou Xiaochuan e il direttore del Fmi Christine Lagarde, dunque, <a href=\"https:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/europe-supporting-renminbi-by-nicola-casarini-and-miguel-otero-iglesias-2016-04\" target=\"blank\"><b><u> si \u00e8 deciso in Europa<\/u><\/b><\/a>. Stati Uniti e Giappone, da soli, non avrebbero avuto la forza sufficiente per mettere alla porta i cinesi rispedendo al mittente le loro richieste. La Cina ha puntato con forza sui dsp, vedendoli come trampolino di lancio per promuovere l\u2019internazionalizzazione del renminbi in vista di una conversione totale che potrebbe avvenire ben prima del 2020.<\/p>\n<p>I dsp sono attivit\u00e0 di riserva in valuta estera internazionali. Assegnati alle nazioni del Fmi, rappresentano un gruppo di divise estere che possono essere scambiate nei momenti di bisogno. Anche se denominati in dollari Usa, il valore nominale di un dsp deriva da un paniere di valute, con, in particolare, un importo fisso di yen, dollari, sterline, euro, a cui si \u00e8 aggiunto appunto, dal finire dello scorso anno, anche il renminbi.<\/p>\n<p><b>Legami monetari fra Europa e Pechino<\/b><br \/>\nCon l\u2019ingresso del renminbi nel paniere del Fmi, gli istituti che gi\u00e0 detengono tale moneta, almeno una sessantina, tra i quali anche la Banca d\u2019Italia, hanno dovuto convertire in renminbi anche i dsp che detenevano, con un <a href=\"https:\/\/www.sc.com\/en\/resources\/global-en\/pdf\/Research\/2015\/RGI-Oct-2015.pdf\" target=\"blank\"><b><u>aumento delle riserve<\/u><\/b><\/a> nella valuta di Pechino.<\/p>\n<p>Occorre ricordare che gi\u00e0 nell\u2019ottobre del 2013 la Banca centrale cinese e quella europea firmarono un <a href=\"http:\/\/reut.rs\/1fllvoe\" target=\"blank\"><b><u>accordo swap<\/u><\/b><\/a> per un totale di 45 miliardi di euro (350 miliardi di renminbi), il pi\u00f9 grande siglato da Pechino al di fuori dell\u2019Asia. Nel novembre 2014, la Bce ha ufficialmente aperto la discussione interna sull\u2019ammontare dei renminbi da aggiungere alle sue riserve.<\/p>\n<p>La Banca centrale britannica, dal canto suo, nell\u2019ottobre del 2014 ha raccolto 3 miliardi di renminbi attraverso titoli del Tesoro denominati nella moneta cinese, tenendoli poi tra le sue riserve, invece di convertirli in dollari Usa come aveva invece sempre fatto in precedenza. Nell\u2019ottobre dell\u2019anno successivo, durante la visita di Stato di Xi Jinping a Londra, il governo britannico \u00e8 stato prescelto per la prima emissione di bond cinesi denominati in renminbi.<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 anche la sede prediletta di un numero crescente dei cosiddetti <i>renminbi hubs<\/i>, ovvero <i>clearing banks <\/i>per la moneta cinese. Conosciuti anche come <i>Rmb qualified foreign institutional investors<\/i> (Rqfii), si trovano prevalentemente in Europa, in citt\u00e0 quali Londra, Francoforte, Parigi, Lussemburgo, ma anche Praga, Budapest, Milano e Zurigo.<\/p>\n<p>I crescenti legami monetari tra Europa e Cina spiegano la decisione della Gran Bretagna, seguita da Germania, Francia e Italia, di diventare membri fondatori della <i>Asian infrastructure investment bank<\/i> (Aiib), nonostante le pressioni statunitensi affinch\u00e9 ne restassero fuori.<\/p>\n<p><b>Freno Usa <\/b><br \/>\nMentre l\u2019Europa apre al renminbi e alla finanza cinese, le grandi banche americane continuano a mettere freni all\u2019attivismo di Pechino nel conquistare altro spazio nel salotto buono della finanza mondiale, come dimostrato dal rifiuto &#8211; l\u2019ennesimo \u2013 di Msci di includere nel suo index dei mercati emergenti le <i>blue chip <\/i>cinesi.<\/p>\n<p>A met\u00e0 giugno \u00e8 arrivato infatti <a href=\"http:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2016-06-14\/china-stocks-denied-msci-entry-in-blow-to-xi-s-global-ambitions\" target=\"blank\"><b><u>il terzo no<\/u><\/b><\/a>, il pi\u00f9 sofferto, perch\u00e9 Pechino stavolta considerava scontata una risposta positiva. La diffidenza di Msci \u00e8 stata dettata, a sentire gli addetti ai lavori, dallo scarso <i>appeal <\/i>del renminbi, moneta non convertibile che coltiva grandi pretese legate \u2013 come ha dimostrato l\u2019ingresso nel paniere dei dsp del Fmi \u2013 al suo essere <i>tradeable<\/i>, quindi dall\u2019utilizzo commerciale ampio e innegabile.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che una dimostrazione di sfiducia nella trasparenza dei mercati finanziari cinesi, la decisione di Msci riflette il fatto che, nonostante i recenti sforzi di Pechino nel liberalizzare il mercato dei capitali (tra questi, l\u2019apertura del mercato obbligazionario <i>onshore<\/i>) e nell\u2019imporre norme pi\u00f9 severe per proteggere la liquidit\u00e0, gli investitori globali hanno scelto di rimanere in disparte proprio a causa di timori per il rischio-renminbi e le difficolt\u00e0 operative di gestire la moneta in s\u00e9. Il 70% del totale di tutte le transazioni in renminbi fuori dalla Cina sono ancora fatte a Hong Kong, per un giro di affari di circa 800 miliardi al giorno.<\/p>\n<p>Sei anni di strisciante processo di internazionalizzazione della valuta cinese hanno comunque lasciato il segno: non ci sono solo le banche centrali che stanno investendo nel renminbi. La moneta cinese \u00e8 gi\u00e0 la seconda pi\u00f9 importante valuta di finanziamento del commercio mondiale, la sesta moneta pi\u00f9 intermediata in borsa e ha superato, per quantit\u00e0 di utilizzo, i dollari canadesi e australiani, secondo l&#8217;organizzazione globale di servizi di transazione Swift.<\/p>\n<p>Il sostegno europeo alla moneta cinese \u00e8 una mossa lungimirante, oltre che un messaggio politico indirizzato ai riformatori cinesi. La Brexit potrebbe accelerare questa dinamica. Il rischio \u00e8 che si accentui, per\u00f2, il divario con gli Usa che, gelosi di mantenere il predominio del dollaro, guardano con riserva all\u2019ascesa del renminbi e al ruolo che giocano gli alleati europei nel promuovere la finanza cinese.<\/p>\n<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/orizzontecina_16_03.pdf\" target=\"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/span><\/i>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Europa, molto pi\u00f9 che gli Stati Uniti o il Giappone, ha appoggiato l\u2019ascesa della finanza cinese e il processo di internazionalizzazione del renminbi, la moneta del paese del Dragone. 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