{"id":35870,"date":"2016-08-27T00:00:00","date_gmt":"2016-08-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dopo-brexit-litalia-pesa-di-piu\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:04","slug":"dopo-brexit-litalia-pesa-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/dopo-brexit-litalia-pesa-di-piu\/","title":{"rendered":"Dopo Brexit l\u2019Italia pesa di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>La Brexit \u00e8 la pi\u00f9 grande sfida per l&#8217;Unione europea, Ue, dalla caduta del muro di Berlino. Il 23 giugno 2016 segna l&#8217;inizio di un importante spostamento negli equilibri di forza non solo in Europa, ma anche nella pi\u00f9 ampia regione euro-atlantica. L&#8217;uscita del Regno Unito dai processi decisionali della Ue crea un vuoto di potere significativo all\u2019interno del blocco, ma anche opportunit\u00e0 per l\u2019Italia.<\/p>\n<p><b>Un vuoto da riempire<\/b><br \/>Il concetto di equilibrio di potere ha a che fare con la distribuzione di forze e risorse nelle relazioni internazionali. Nell\u2019Ue, che \u00e8 a sua volta un sistema regionale di equilibri di potere, l\u2019Italia \u00e8 stata storicamente considerata come fuori dall\u2019influente ed esclusivo club composto da Germania, Francia e Regno Unito.<\/p>\n<p>Questi tre Paesi hanno avuto un ruolo fondamentale nel dare forma e direzione all\u2019\u2019integrazione europea, sebbene in modo diverso (il polo franco-tedesco come motore dell\u2019integrazione, quello britannico come freno). Con il Regno Unito avviato verso la porta d\u2019uscita, ora l&#8217;Italia, in futuro la terza economia dell\u2019Ue, ha l\u2019opportunit\u00e0 di rafforzare il suo status e la sua influenza in seno all\u2019Ue.<\/p>\n<p>Questo certamente non vuol dire che l&#8217;Italia pu\u00f2 sostituire il Regno Unito a tutti gli effetti. In realt\u00e0, la Brexit rischia di provocare una perdita complessiva di potenza in tutti gli stati membri dell&#8217;Ue e di indebolire l\u2019ordine liberale occidentale nel quale l&#8217;Ue \u00e8 profondamente radicata.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, l\u2019Italia non \u00e8 in nessun modo avvantaggiata. La Brexit, infatti, si aggiunge alla serie di crisi che l\u2019Ue deve affrontare, tra cui la mancata ripresa economica, il terrorismo, l\u2019incremento dei flussi migratori ed il revisionismo russo in Europa orientale.<\/p>\n<p>La Brexit acuisce tutti questi elementi di crisi, visto che pu\u00f2 determinare un indebolimento della posizione comune europea verso la Russia e dare nuova vita ai timori sulla tenuta del sistema finanziario dell\u2019eurozona, mettendo ulteriore pressione sul gi\u00e0 precario sistema bancario italiano.<\/p>\n<p><b>Vincitori e sconfitti nell\u2019Europa post-Brexit<\/b><br \/>Tuttavia, analizzando le dinamiche intra-Ue in termini di relativa perdita di potere si possono distinguere vincitori e sconfitti nell\u2019Europa post-Brexit. Gli sconfitti sono soprattutto gli stati dell&#8217;Europa orientale, in particolare le repubbliche baltiche e la Polonia, che condividono con il Regno Unito un orientamento fortemente atlantico e un approccio pi\u00f9 intransigente nei confronti della Russia.<\/p>\n<p>Altri stati che perdono un alleato importante con la Brexit sono quelli economicamente pi\u00f9 liberali come i Paesi Bassi, la Finlandia e soprattutto l&#8217;Irlanda (a causa dei suoi forti legami commerciali). Infine, Svezia e Danimarca ora si trovano senza un importante alleato con cui condividono un certo scetticismo verso gli slanci integrazionisti di altri stati membri.<\/p>\n<p>Francia e Germania sono invece nel campo dei vincitori. La Francia diverr\u00e0 la principale potenza militare dell&#8217;Ue, il solo stato membro con un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza Onu e l&#8217;unico paese dell\u2019Unione con un deterrente nucleare indipendente.<\/p>\n<p>Tuttavia lo spostamento dell\u2019equilibrio di potere intra-Ue provocato dalla Brexit premia soprattutto la Germania. Berlino vedr\u00e0 la sua posizione di leadership nelle istituzioni europee e il suo ruolo di prima potenza economica ulteriormente rafforzati.<\/p>\n<p>Francoforte pu\u00f2 diventare il pi\u00f9 importante centro finanziario continentale e Berlino il leader delle start-up tecnologiche. La Brexit potrebbe anche spingere il governo federale ad incrementare le spese per la difesa. Non c\u2019\u00e8 dubbio che la Brexit dar\u00e0 alla Germania l\u2019opportunit\u00e0 di consolidare il suo ruolo d\u2019interlocutore primario degli Stati Uniti su tutte le principali questioni europee.<\/p>\n<p><b>Italia, ago della bilancia tra Germania e Francia<\/b><br \/>Anche per l&#8217;Italia, che diventer\u00e0 la terza economia dell\u2019Ue,si presentano diverse opportunit\u00e0. La Brexit ne aumenta infatti l\u2019importanza sistemica in seno all\u2019Ue, dal momento che l\u2019Italia potrebbe svolgere un ruolo di bilanciamento sia tra la Francia e la Germania sia tra il duopolio franco-tedesco e gli altri stati membri.<\/p>\n<p>In questo specifico frangente, Roma pu\u00f2 usare la sua posizione di terza potenza per cercare di limitare al minimo il rischio che il rafforzamento del direttorio franco-tedesco finisca per dominare l\u2019Ue, alleandosi con altri stati membri come la Polonia e la Spagna.<\/p>\n<p>La Brexit ha messo in luce che sono necessarie riforme rilevanti del modello Ue, soprattutto per quanto riguarda la politica economica e la gestione della questione migratoria. L&#8217;Italia \u00e8 ben posizionata per poter svolgere un ruolo chiave in entrambi i casi.<\/p>\n<p>N\u00e9 l\u2019economia italiana n\u00e9 quella francese sono in buone condizioni di salute, il che diminuisce l\u2019autorit\u00e0 di Roma e Parigi nella <i>governance<\/i> dell\u2019eurozona. Ma se dovessero unire le forze, Italia e Francia avrebbero maggiori possibilit\u00e0 di contrastare la linea tedesca improntata al rigore fiscale e favorire invece politiche di crescita.<\/p>\n<p>In materia di immigrazione, invece, l\u2019Italia ha proprio nella Germania, favorevole ad un approccio europeo al problema, il pi\u00f9 prezioso alleato potenziale. Il Migration Compact &#8211; un insieme di regole volte a migliorare il controllo delle frontiere e la gestione dei flussi migratori su base europea &#8211; \u00e8 una buona base su cui il governo italiano pu\u00f2 imbastire un dialogo diretto con quello tedesco.<\/p>\n<p>La Brexit aumenta infine il peso specifico dell\u2019Italia in materia di politica estera. L&#8217;Italia \u00e8 storicamente un paese filo-americano. Deve quindi cercare di diventare un interlocutore primario degli Stati Uniti per quanto riguarda le questioni europee. Anche in campo militare, l&#8217;Italia \u00e8 ben posizionata per aumentare la sua influenza: insieme alla Francia ha ora la Marina pi\u00f9 grande d\u2019Europa che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante vista l&#8217;instabilit\u00e0 nel vicino bacino meridionale.<\/p>\n<p>Per quanto i rischi e i costi associati alla Brexit siano rilevanti, e in alcuni casi inevitabili, l\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Ue rappresenta per l&#8217;Italia anche un importante opportunit\u00e0 per aumentare la sua influenza e prestigio in seno all\u2019Unione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Brexit \u00e8 la pi\u00f9 grande sfida per l&#8217;Unione europea, Ue, dalla caduta del muro di Berlino. Il 23 giugno 2016 segna l&#8217;inizio di un importante spostamento negli equilibri di forza non solo in Europa, ma anche nella pi\u00f9 ampia regione euro-atlantica. 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