{"id":35890,"date":"2016-08-30T00:00:00","date_gmt":"2016-08-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sisma-come-rispondere-allemergenza\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:03","slug":"sisma-come-rispondere-allemergenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/sisma-come-rispondere-allemergenza\/","title":{"rendered":"Sisma: come rispondere all\u2019emergenza"},"content":{"rendered":"<p>Il terremoto nel centro Italia ha attivato il sistema di sicurezza civile che affronta emergenze quali i disastri naturali, con una serie di misure che riguardano i soccorsi, gli alloggi e l\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 per superare la crisi. <\/p>\n<p><b>La Protezione civile e l\u2019organizzazione dei soccorsi<\/b><br \/>Un cataclisma del genere (292 vittime, circa 400 feriti e oltre 2.900 sfollati) ha attivato il sistema di sicurezza civile che in Italia si occupa di affrontare disastri naturali o causati non intenzionalmente dall\u2019uomo. Sistema che conta sul doppio pilastro del Servizio nazionale di protezione civile, coordinato dal Dipartimento omonimo in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e del Dipartimento dei Vigili del fuoco parte del Ministero dell\u2019Interno. <\/p>\n<p>Nei casi pi\u00f9 gravi intervengono anche le Forze armate, ed infatti nei giorni successivi al sisma sono stati 1.250 i militari impegnati a fianco dei Vigili del fuoco (circa 1.200) e del personale della protezione civile. Quest\u2019ultimo \u00e8 composto prevalentemente da volontari, inquadrati nelle strutture locali, provinciali e regionali coordinate dal Dipartimento a Roma. Nel complesso si tratta di un sistema articolato con diversi attori coinvolti, incluse altre amministrazioni pubbliche e organizzazioni di volontariato come la Croce Rossa Italiana.<\/p>\n<p>Il sistema \u00e8 organizzato secondo il principio di sussidiariet\u00e0: in caso di crisi risponde per primo il livello locale, ed in base ad estensione ed intensit\u00e0 del disastro la gestione dell\u2019emergenza passa al livello superiore. Quando si verificano calamit\u00e0 come quella dello scorso 24 agosto, la responsabilit\u00e0 passa immediatamente al livello nazionale, ed in particolare alla Presidenza del Consiglio dove il Dipartimento della protezione civile interagisce con i ministeri dell\u2019Interno e della Difesa e gli altri attori coinvolti. <\/p>\n<p>Ovviamente nel momento del disastro, come alle 3.36 della notte del 24 agosto, le \u201ccolonne mobili\u201d costituite dai volontari della protezione civile, piuttosto che le unit\u00e0 dei vigili del fuoco o i militari della caserma di Rieti, partono autonomamente e appena possibile dalle province vicine \u2013 e meno vicine \u2013 per raggiungere e soccorrere le persone rimaste sotto le macerie. Con loro, la scorsa settimana c\u2019erano anche molti semplici cittadini accorsi per dare una mano. <\/p>\n<p>La fase attuale \u00e8 quella della <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/il-sistema-di-sicurezza-civile-italiano\" target= \"blank\"><b><u>\u201crisposta\u201d all\u2019emergenza<\/u><\/b><\/a>, che dovrebbe essere subito seguita dalla fase della \u201cripresa\u201d \u2013 ed in teoria preceduta da quelle di \u201cprevenzione\u201d e \u201cpreparazione\u201d rispetto a disastri naturali ed antropici. <\/p>\n<p>L\u2019istituzione, il 28 agosto, a Rieti della Direzione di comando e controllo (DiComaC) della Protezione civile, assume le funzioni svolte nei giorni successivi al sisma dal Comitato operativo del Dipartimento a Roma, \u00e8 un passaggio importante per l\u2019organizzazione di attivit\u00e0 pi\u00f9 legate all&#8217;assistenza alla popolazione e al ripristino delle normali condizioni di vita.<\/p>\n<p>Il confine tra \u201crisposta\u201d e \u201cripresa\u201d dall\u2019emergenza varia a seconda della gravit\u00e0 della crisi: nel caso del terremoto a L\u2019Aquila del 2009, che ha visto circa 64.400 sfollati da assistere, la Protezione civile ha tenuto per otto mesi la guida del complesso delle attivit\u00e0 in loco prima di passare il testimone alle autorit\u00e0 locali. <\/p>\n<p><b>Casette e scuole per superare l\u2019emergenza<\/b><br \/>Le attivit\u00e0 ora in corso nelle zone del sisma riguardano in primo luogo gli alloggi per gli sfollati, anche considerando che l\u2019inverno arriva rapidamente sull\u2019Appennino. Aldil\u00e0 delle tendopoli, per loro natura provvisorie, quattro sono le soluzioni possibili: l\u2019alloggio in strutture alberghiere spesato dallo stato; i container, utilizzati l\u2019ultima volta per il terremoto del 1997 in Umbria; i Moduli abitativi provvisori (Map) ovvero piccole case di legno ad un piano; i Complessi abitativi sismicamente ecocompatibili (Case), veri e propri edifici di tre-quattro piani poggiati su ampie piastre anti-sismiche. <\/p>\n<p>I Map e le Case sono stati utilizzati estensivamente a L\u2019Aquila, tanto che a dicembre 2009 \u2013 poco dopo la chiusura delle ultime tendopoli \u2013 ospitavano rispettivamente circa 7.000 e 17.000 sfollati, mentre gli altri erano alloggiati in strutture alberghiere, oppure erano in affitto finanziati tramite i Contributi di autonoma sistemazione (Cas) fino a 600 mensili. Considerando il numero attuale di sfollati, inferiore a 3.000, governo e sindaci si stanno orientando verso i Map e l\u2019utilizzo di alberghi e residence per chiudere entro pochi mesi le tendopoli, mentre l\u2019ordinanza della Protezione civile dello scorso 26 agosto ha gi\u00e0 istituito Cas mensili fino a 600 euro.<\/p>\n<p>Altra attivit\u00e0 in corso consiste nella verifica dell\u2019agibilit\u00e0 delle strutture scolastiche, per capire quali possono essere utilizzate e quali soluzioni trovare per quelle inagibili. La possibilit\u00e0 di mandare i propri figli a scuola \u00e8 un elemento fondamentale nella decisione da parte delle famiglie se abbandonare definitivamente le zone terremotate, oppure se resistere al lungo periodo di ripresa dall\u2019emergenza, nei Map piuttosto che negli alberghi. <\/p>\n<p>A L\u2019Aquila furono realizzati una serie di Moduli ad uso scolastico provvisorio (Musp), facendo s\u00ec che a settembre 2009 tornasse nelle scuole il 99% degli studenti dei comuni del \u201ccratere\u201d \u2013 il territorio che ha ricevuto il maggior danno e a cui si applicano le misure di risposta e ripresa dalla crisi \u2013 e questa soluzione \u00e8 allo studio anche per l\u2019emergenza odierna.<\/p>\n<p>Altre misure adottate riguardano gli aspetti economici, altrettanto importanti per evitare lo spopolamento delle zone colpite dal terremoto: nei 16 comuni del \u201ccratere\u201d, dal 25 agosto \u00e8 stato sospeso il pagamento dei mutui e delle bollette relative agli edifici distrutti o inagibili, e delle tasse statali \u2013 misura quest\u2019ultima che a L\u2019Aquila \u00e8 durata due anni. <\/p>\n<p><b>Ricostruzione: sicurezza, identit\u00e0 e comunit\u00e0<\/b><br \/>Sebbene pochi giorni siano passati dal sisma e dal lutto, \u00e8 importante pensare subito alla strada per la ricostruzione e all\u2019idea, condivisa dal livello nazionale a quello locale, di come dovranno essere i centri abitati ricostruiti nelle zone terremotate. Dal punto di vista della sicurezza, \u00e8 imperativo ricostruire gli edifici secondo i pi\u00f9 alti standard anti-sismici per prevenire lutti e danni in caso di ulteriori terremoti, come fatto a Norcia dopo il sisma del 1997. <\/p>\n<p>Dal punto di vista sociale e identitario, il principio \u201cdov\u2019era e com\u2019era\u201d per gli edifici storici, al fine di ricostruire rispettando l\u2019impianto urbano pre-sisma, \u00e8 oggi richiesto da pi\u00f9 parti per Amatrice e gli altri borghi antichi \u2013 come fu chiesto e ottenuto a L\u2019Aquila per il centro cittadino.<\/p>\n<p>Dal punto di vista psicologico ed emotivo, tutte le suddette misure sono assolutamente necessarie \u2013 <i>primum vivere<\/i> \u2013 ma forse non sufficienti senza idee, simboli e attivit\u00e0 che tengano vivo quel tessuto di relazioni umane che rende un paese o una citt\u00e0 diversi da un cantiere e da un presepe \u2013 che li rende una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terremoto nel centro Italia ha attivato il sistema di sicurezza civile che affronta emergenze quali i disastri naturali, con una serie di misure che riguardano i soccorsi, gli alloggi e l\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 per superare la crisi. 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