{"id":35900,"date":"2016-08-31T00:00:00","date_gmt":"2016-08-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sarraj-e-la-fiducia-negata\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:03","slug":"sarraj-e-la-fiducia-negata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/sarraj-e-la-fiducia-negata\/","title":{"rendered":"Sarraj e la fiducia negata"},"content":{"rendered":"<p>Il 23 agosto scorso il Parlamento libico ha negato la fiducia, con un voto a sorpresa, al governo di unit\u00e0 nazionale di Fayez al-Sarraj. Fonti locali sostengono che la decisione di porre il voto di fiducia all\u2019ordine del giorno del Parlamento di Tobruk \u00e8 stata annunciata dal Presidente della House of Representatives, HoR, Agila Saleh solo dopo aver certificato che il quorum di 101 deputati era stato raggiunto, causando momenti di forte tensione (alcuni deputati sono anche usciti dall\u2019aula per protesta). <\/p>\n<p>L\u2019ipotesi di un\u2019imboscata parlamentare non \u00e8 da escludere, ove si consideri che negli ultimi otto mesi la HoR ha a pi\u00f9 riprese rifiutato di votare sul governo Sarraj, come previsto dagli accordi firmati lo scorso 17 dicembre a Skhirat, in Marocco. L\u2019accordo e l\u2019intero processo di dialogo politico sono stati contestati dal parlamento di Tobruk che ha criticato il Government of National Accord, Gna, in quanto organo imposto dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>A nulla sono valse le pressioni dei principali partner internazionali, alcuni dei quali hanno approvato sanzioni personali contro i principali responsabili dello stallo politico libico (tra cui lo stesso Saleh). Tuttavia, nonostante i ritardi e le opposizioni, negli ultimi mesi il processo di radicamento del Gna sembrava procedere. <\/p>\n<p>Dopo essere letteralmente sbarcato a Tripoli da Tunisi lo scorso 30 marzo, l\u2019esecutivo di Sarraj \u00e8 riuscito a eclissare il Governo di salvezza nazionale del Premier Khalifa al-Ghwell, ormai ridotto a un ruolo di comparsa anche a causa della trasformazione del Congresso generale nazionale (il parlamento rivale di Tripoli riesumato nel 2014) nel Consiglio di Stato, organo consultivo previsto dagli accordi di dicembre.<\/p>\n<p><b>Sarraj alla riconquista di Sirte <\/b><br \/>A conferire maggiore legittimit\u00e0 al Gna ha tuttavia contribuito l\u2019operazione con la quale il governo di Sarraj ha scatenato l\u2019offensiva militare nei confronti del cosiddetto \u201cstato islamico\u201d. Lanciata nel maggio scorso, l\u2019operazione ha costretto l\u2019Isis alla difensiva, fino al lungo assedio di Sirte che sembra ormai essere alle battute conclusive. Per cui il voto del parlamento di Tobruk giunge con un tempismo inaspettato. Eppure, a guardare pi\u00f9 a fondo, nelle settimane precedenti il governo di Sarraj \u00e8 stato sottoposto a forti pressioni interne ed esterne che hanno messo in evidenza le criticit\u00e0 dell\u2019esperimento di riconciliazione condotto dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Lo spartiacque pu\u00f2 essere facilmente individuato nella caduta (o nell\u2019abbattimento, secondo quanto rivendicato dalle Benghazi Defence Brigades, una nuova milizia islamista comparsa negli ultimi mesi in Cirenaica) di un elicottero Lna con quattro persone a bordo lo scorso 17 luglio a Magrun, vicino Benghazi. Inizialmente passato sotto traccia, l\u2019evento ha invece prodotto conseguenze inaspettate. <\/p>\n<p>Pochi giorni, dopo il governo francese ha comunicato la morte di tre agenti delle proprie forze speciali nell\u2019incidente, confermando ufficialmente la propria presenza in Libia e l\u2019attiva collaborazione di numerosi governi occidentali con il generale Khalifa Haftar. A seguito di ci\u00f2, numerose proteste si sono diffuse in Libia, sia contro il governo francese che contro il Gna, ritenuto incapace di far rispettare la sovranit\u00e0 nazionale. <\/p>\n<p><b>Le forti pressioni interne e esterne <\/b><br \/>A Tripoli la situazione ha rischiato di andare fuori controllo, con Sarraj costretto a condannare la presenza di forze straniere sul territorio libico, a convocare l\u2019ambasciatore francese e a decretare lo stato di emergenza a fine luglio per fronteggiare le proteste.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, l\u2019inizio dei raid aerei americani contro l\u2019Isis a Sirte il 1\u00b0 agosto ha messo a nudo lo scarso peso politico del Gna all\u2019interno del panorama libico. Costretto a criticare il governo francese per timori di ripercussioni interne e a giustificare l\u2019intervento americano come richiesto e coordinato con il Gna, Sarraj ha mostrato un\u2019ambivalenza politica che trova poche giustificazioni nella prevedibile vicinanza di Parigi con Haftar. <\/p>\n<p>Inoltre, il Gna non \u00e8 riuscito a \u2018rivendere\u2019 all\u2019opinione pubblica interna il successo dell\u2019operazione anti-Isis. Al contrario, l\u2019offensiva ha causato forti dissidi interni. Le milizie di Misurata, colonna portante dell\u2019operazione, hanno rimproverato a Sarraj di aver sostenuto da sole il costo della guerra al califfato (in particolare in termini di vite umane, con pi\u00f9 di 350 combattenti morti e 2.000 feriti) e di non aver ottenuto dal Gna alcun aiuto in armi e munizioni.<\/p>\n<p><b>Verso un nuovo governo di unit\u00e0 nazionale<\/b><br \/>Ci\u00f2 potrebbe divenire un problema in futuro, quando ci si sieder\u00e0 al tavolo delle trattative per la formazione di un nuovo governo di unit\u00e0 nazionale. L\u2019HoR ha infatti riconosciuto il Consiglio presidenziale (organo esecutivo previsto dagli accordi di Skhirat), invitandolo a presentare un nuovo governo, pi\u00f9 snello, per sottoporlo a votazione. \u00c8 prevedibile che durante la formazione del nuovo esecutivo Misurata esiga una maggiore rappresentativit\u00e0 di quella gi\u00e0 accordata nei governi precedenti, rivendicando il peso sostenuto nella guerra all\u2019Isis.<\/p>\n<p>Le sfide sono ancora numerose. Nonostante la caduta di Sirte sia attesa da giorni, ci\u00f2 potrebbe non bastare per debellare completamente la minaccia terroristica. Un recente rapporto delle Nazioni Unite evidenzia il rischio di una dispersione dei militanti jihadisti da Sirte verso il sud della Libia e i Paesi limitrofi, evidenziando l\u2019importanza di un controllo pi\u00f9 efficace delle frontiere. <\/p>\n<p>In tale contesto \u00e8 da rilevare la recente nomina di Vincenzo Tagliaferri a capo della European Border Assistance Mission (Eubam) per la Libia. Istituita nel 2013, la missione europea ha il compito di sostenere le autorit\u00e0 libiche nei settori della giustizia, migrazione, controllo delle frontiere e anti-terrorismo. <\/p>\n<p>Dal punto di vista politico, invece, molto dipender\u00e0 dalla scelta dei nomi per il nuovo esecutivo (in particolare per il dicastero della Difesa) e dalle trattative sull\u2019art. 8 dell\u2019accordo di Skhirat relativo alla nomina delle alte cariche dell\u2019esercito. La situazione resta quindi sostanzialmente fluida. D\u2019altra parte, il voto del 23 agosto potrebbe anche aprire una nuova fase, ricca di opportunit\u00e0. <\/p>\n<p>La prossima fine dello \u201cStato Islamico\u201d a Sirte contribuir\u00e0 senza dubbio a ridurre le numerose interferenze esterne che hanno evidentemente causato pi\u00f9 danni che benefici al processo di riconciliazione libico. E la presentazione nelle settimane scorse della bozza finale della Costituzione redatta dalla commissione predisposta, potrebbe fornire la cornice ideale per discutere del futuro ancora incerto del Paese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 23 agosto scorso il Parlamento libico ha negato la fiducia, con un voto a sorpresa, al governo di unit\u00e0 nazionale di Fayez al-Sarraj. 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