{"id":35910,"date":"2016-08-31T00:00:00","date_gmt":"2016-08-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/molto-confronto-e-poco-dialogo\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:03","slug":"molto-confronto-e-poco-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/molto-confronto-e-poco-dialogo\/","title":{"rendered":"Molto confronto e poco dialogo"},"content":{"rendered":"<p>Le ultime dinamiche geo-politiche e diplomatiche europee segnano una nuova dialettica tra gli ex-blocchi, suggerendo il ritorno a una contrapposizione da guerra fredda. La crisi ucraina, l\u2019intensificarsi delle relazioni economiche russe con Paesi ex-sovietici e le decisioni dell\u2019ultimo vertice Nato sulla sicurezza alla frontiera orientale portano alla ribalta un concetto di dissuasione che sembrava ormai superato.<\/p>\n<p><b>Sanzioni occidentali e antidoto Eurasia<\/b><br \/>L\u2019interventismo russo in Ucraina per tutelare minoranze russe e russofone ha sollecitato pesanti sanzioni contro un\u2019economia gi\u00e0 compromessa dai coinvolgimenti bellici in Donbas e Siria. Le misure occidentali colpiscono industrie energetiche, bancarie e tecnologiche russe e la capacit\u00e0 di attrarre nuovi capitali. <\/p>\n<p>Nonostante il pacchetto anticrisi del 2014 &#8211; a sostegno di ritenuta di valuta straniera, liquidit\u00e0 del rublo e solidit\u00e0 delle imprese statali &#8211; stentano a decollare progetti per infrastrutture energetiche e mancano incentivi a investimenti da fonti esterne alle istituzioni finanziarie europee. <\/p>\n<p>Le banche di Cina e India, partner emergenti per gas e petrolio, sembrano tenere in considerazione il regime sanzionatorio occidentale. L\u2019intera economia russa ne esce cos\u00ec indebolita, riflettendo l\u2019immagine di un mercato viziato da turbolenze politiche.<\/p>\n<p>In chiave anti-sanzione, il presidente russo Vladimir Putin gioca la carta del rilancio economico. Al Forum Internazionale di San Pietroburgo, lo scorso giugno Putin si appellava alla \u201cGrande Eurasia\u201d come piattaforma d\u2019integrazione e sviluppo tra Unione europea, Unione economica euroasiatica (Russia ed ex-satelliti) e Organizzazione per la cooperazione di Shangai. <\/p>\n<p>Ma la Grande Eurasia rimane al momento un miraggio che altera la percezione della Russia quale fulcro di un nuovo ordine economico, sottovalutando parimenti la capacit\u00e0 Ue di sviluppare relazioni commerciali in Asia senza intermediazioni.<\/p>\n<p>Nella visione putiniana, le sanzioni rappresentano una cinica tattica statunitense che danneggia soprattutto l\u2019Europa e devono essere pertanto revocate. Segnali di distensione vengono dal francese Nicolas Sarkozy che, ipotizzando l\u2019abolizione delle sanzioni russe anti-Ue, prefigura l\u2019inattuabilit\u00e0 del rinnovo di quelle europee. <\/p>\n<p><b>Monaco-Varsavia: dalla dissuasione dialettica alla dissuasione operativa<\/b><br \/>Il braccio di ferro sul campo ha alimentato, lo scorso febbraio, la dialettica alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Il premier russo Dmitry Medvedev ha evocato una \u201cnuova guerra fredda\u201d da anno 1962, accusando la Nato di politiche \u201costili e opache\u201d. <\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha constatato che la partnership con l\u2019Ue non supera lo stress test ucraino &#8211; pena il congelamento di diversi accordi commerciali &#8211; criticando per scarsa trasparenza il progetto statunitense dello scudo anti-missile in Europa orientale. <\/p>\n<p>Il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha parlato di una Russia \u201cpi\u00f9 assertiva\u201d e destabilizzante per la sicurezza europea, mentre il presidente della Conferenza, Wolfgang Ischinger, ha ritenuto il quadro strategico globale il peggiore dal crollo del Muro. A fargli eco \u00e8 stato il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, lamentando come guerra e pace fossero temi purtroppo attuali in Europa.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, la Nato del Vertice di Varsavia di luglio evolve dai principi di rassicurazione e solidariet\u00e0 (summit di Galles 2014) a quello di dissuasione. Accogliendo le richieste di Polonia, Paesi baltici e Romania per un rafforzamento della difesa militare nei loro territori, dal 2017 la Nato assicurer\u00e0 la rotazione permanente di battaglioni multinazionali (Usa, Canada, Gran Bretagna e Germania) con mille truppe ciascuno. <\/p>\n<p>Tale presenza, lungi dal garantire da eventuali aggressioni, potenzia la catena di comando, il coordinamento operativo, gli scambi informatici e intelligence. Il summit rimanda all\u2019accordo del 1997 per cui la Nato non poteva dispiegare truppe permanenti a est della Germania salvo presunte minacce. Parimenti la Russia deliberava il potenziamento offensivo sui fronti occidentale e meridionale, confermando la linea di fine 2015. <\/p>\n<p><b>Fattori di disgelo<\/b><br \/>L\u2019Europa occidentale \u00e8 la pi\u00f9 incline ad associare alla dissuasione una cooperazione con la Russia sulla sicurezza. <i>In primis <\/i>Germania e Francia esprimono riserve sugli attuali indirizzi Nato. Steinmeier contesta le esercitazioni militari a est, mentre il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande definisce la Russia partner, contraddicendo la retorica del Summit. <\/p>\n<p>La recente telefonata tra Putin, Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel testimonia il desiderio di un dialogo costruttivo. Mosca preme inoltre per un accordo di de-escalation e prevenzione. La dissuasione si nutre cos\u00ec della diplomazia europea e della tattica russa del \u201cdivide et impera\u201d.<\/p>\n<p>Il coinvolgimento militare in Siria \u00e8 altro terreno di prova. L\u2019obiettivo subliminale di Mosca \u00e8 alzare la posta in Ucraina. Scenari alieni geo-politicamente risultano cos\u00ec accomunati in un unico disegno. Il Cremlino attende un\u2019inversione di rotta anche dalle presidenziali Usa. L\u2019opzione Donald Trump, che agevolerebbe accordi strategici e disimpegno americano in Europa, ispira la relativa moderazione russa rispetto alle risoluzioni Nato, percepite come transitorie.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ultime dinamiche geo-politiche e diplomatiche europee segnano una nuova dialettica tra gli ex-blocchi, suggerendo il ritorno a una contrapposizione da guerra fredda. 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