{"id":36000,"date":"2016-09-08T00:00:00","date_gmt":"2016-09-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/trump-e-lo-smarrimento-degli-stati-uniti\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:29","slug":"trump-e-lo-smarrimento-degli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/trump-e-lo-smarrimento-degli-stati-uniti\/","title":{"rendered":"Trump e lo smarrimento degli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>Quando nel giugno 2015 furono annunciate le prime candidature alla presidenza degli Stati Uniti, la probabilit\u00e0 di vittoria di Donald Trump era pressoch\u00e9 nulla. Poco pi\u00f9 di un anno dopo, alla convention di Cleveland, Trump ha ricevuto la nomination del Partito repubblicano. Sul fronte democratico Hillary Clinton, che come nel 2008 all\u2019inizio delle primarie sembrava non avere rivali, ha invece trovato in Bernie Sanders un avversario ostico che l\u2019ha fatta soffrire fino alla convention di fine luglio a Filadelfia.<\/p>\n<p>Da qui all\u20198 novembre prossimo assisteremo a uno scontro durissimo e senza esclusione di colpi. Comunque vada a finire, comprendere le cause delle difficolt\u00e0 della Clinton e quelle del successo di Trump consente di comprendere meglio gli Stati Uniti  di oggi. <\/p>\n<p><b>Risposte a paure <\/b><br \/>La divisione ideologica tra democratici e repubblicani \u00e8 antica. Tuttavia, mai come negli otto anni di presidenza Obama la politica Usa \u00e8 stata polarizzata. L\u2019azione politica \u00e8 stata paralizzata, per la crescente litigiosit\u00e0 tra i partiti e per i contrasti tra Presidente e Congresso. Non a caso negli ultimi anni il Presidente ha fatto varie volte ricorso a decreti. Anche i singoli partiti sono spaccati al loro interno. <\/p>\n<p>La crescente polarizzazione della politica, l\u2019elevato tasso di litigiosit\u00e0, la deriva giudiziaria, il rischio di blocco delle istituzioni, rafforzano la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. La tentazione \u00e8 che per risolvere i problemi occorra scavalcare la politica. E Trump si propone come colui che pu\u00f2 farlo. <\/p>\n<p>Negli ultimi 15 anni si \u00e8 sviluppato tra gli statunitensi un senso d\u2019incertezza che genera frustrazione, talvolta paura o addirittura angoscia. Gli episodi di terrorismo e la grave crisi economica del 2008 hanno fortemente contribuito a diffondere questa sensazione. Trump, almeno a parole, offre una risposta a queste ansie. <\/p>\n<p>All\u2019ansia prodotta da globalizzazione e fragilit\u00e0 dell\u2019economia, Trump risponde dicendo \u201cno\u201d agli accordi di libero commercio Tpp e Ttip. Alla paura dell\u2019immigrazione incontrollata &#8211; negli Stati Uniti vivono 11 milioni di immigrati illegali &#8211; Trump risponde minacciando la costruzione di un muro al confine con il Messico (i cui costi di costruzione dovrebbero peraltro essere sostenuti dai messicani!). <\/p>\n<p>Alla minaccia del terrorismo, Trump risponde proponendo di negare l\u2019ingresso negli Usa ai musulmani. Al senso di frustrazione che deriva dal ridimensionamento del ruolo degli Stati Uniti come potenza internazionale, Trump risponde con uno slogan generico e superficiale ma semplice e immediato: <i>Make America Great Again<\/i>.<\/p>\n<p>Anche i numerosi e rapidi cambiamenti sociali della societ\u00e0 americana negli ultimi decenni hanno contribuito a creare un senso di smarrimento in una parte della popolazione che ha grande difficolt\u00e0 ad adattarvisi. Temi sociali come l\u2019aborto, i diritti degli omosessuali, il matrimonio gay, la liberalizzazione delle droghe leggere, hanno creato forti contrasti e profonde divisioni. Come spesso accade, le \u00e9lite hanno accettato con relativa facilit\u00e0 &#8211; e anzi spesso promosso &#8211; questi cambiamenti. Al contrario una parte della base del Paese fatica ad accettarli. Ci\u00f2 ha aumentato ulteriormente il gi\u00e0 forte senso di scollamento tra \u00e9lite e cittadini.<\/p>\n<p><b>Politica o reality show televisivo?<\/b><br \/>Un\u2019altra spiegazione del successo di Trump sta nella comunicazione. Il candidato repubblicano padroneggia perfettamente lo strumento televisivo. Per 11 anni \u00e8 stato produttore e conduttore di un reality show di grande successo &#8211; The Apprentice &#8211; nel quale intervistava giovani in carriera con uno stile diretto e ruvido. <\/p>\n<p>In questa campagna elettorale Trump ha trasferito la cultura e i metodi di comunicazione del reality alla politica. Parla con linguaggio semplice e immediato, populista e spettacolare, politicamente scorretto e spesso volgare. Trump deride gli altri candidati, affibbiando loro soprannomi. Ted Cruz diventa \u201cTed, the liar\u201d (il bugiardo), Jeb Bush diventa \u201cBush, the soft\u201d (il molle), Marco Rubio diventa \u201clittle Marco\u201d (dove \u201cpiccolo\u201d \u00e8 riferito alla sua giovent\u00f9 e inesperienza ma anche alla sua bassa statura). I concorrenti politici, ma anche i giornalisti poco compiacenti sono ridicolizzati. Ci\u00f2 fa scalpore e attira attenzione mediatica.<\/p>\n<p><b>Le debolezze di Hillary<\/b><br \/>Hillary Clinton ha certamente molti punti di forza rispetto a Trump. Il pi\u00f9 importante \u00e8 l\u2019esperienza politica. Tuttavia la Clinton ha alcuni punti deboli che potrebbero compromettere la sua corsa verso la Casa Bianca. Tra questi il suo carattere divisivo. Una parte del Paese la ama, un\u2019altra la detesta. Oltre a ci\u00f2, Hillary non ispira fiducia a molti elettori. Per diverse ragioni. La principale \u00e8 l\u2019inchiesta &#8211; ormai archiviata &#8211; dell\u2019Fbi sulle mail che la Clinton ha inviato da PC personale durante la sua attivit\u00e0 di Segretario di Stato. <\/p>\n<p>Un secondo motivo di sfiducia \u00e8 il suo atteggiamento in occasione dell\u2019attacco al consolato Usa di Bengasi nel settembre del 2012, per il quale resta un\u2019impressione di responsabilit\u00e0 in una vicenda che ha visto in particolare la morte dell\u2019ambasciatore Chris Stevens. Un altro punto debole \u00e8 costituito dai forti legami con l\u2019establishment. Basta scorrere l\u2019elenco dei finanziatori della Clinton Global Initiative per trovarvi i nomi di banche d\u2019affari, multinazionali e paesi stranieri.<\/p>\n<p>Lo scontro elettorale dei prossimi mesi sar\u00e0 duro. La Clinton sembra garantire maggiori competenze per svolgere il complesso ruolo di Presidente degli Stati Uniti. Tuttavia sarebbe un grave errore per la candidata democratica sottovalutare l\u2019avversario. Nel corso dell\u2019ultimo anno le primarie dei due partiti hanno mostrato un\u2019America nuova, in parte inaspettata, non sempre facile da decifrare e comprendere. E Trump ha dimostrato, contro ogni attesa, di saperla ascoltare e cavalcare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando nel giugno 2015 furono annunciate le prime candidature alla presidenza degli Stati Uniti, la probabilit\u00e0 di vittoria di Donald Trump era pressoch\u00e9 nulla. Poco pi\u00f9 di un anno dopo, alla convention di Cleveland, Trump ha ricevuto la nomination del Partito repubblicano. 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