{"id":36030,"date":"2016-09-10T00:00:00","date_gmt":"2016-09-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/caos-mediorientale-laltra-faccia-della-medaglia\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:29","slug":"caos-mediorientale-laltra-faccia-della-medaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/caos-mediorientale-laltra-faccia-della-medaglia\/","title":{"rendered":"Caos mediorientale, l\u2019altra faccia della medaglia"},"content":{"rendered":"<p>In numerosi articoli apparsi di recente su media europei e americani, ampie aree del Mediterraneo meridionale e orientale appaiono come luoghi lontani, per alcuni versi oscuri, a lungo caratterizzati da un\u2019atavica \u201cassoluta stagnazione\u201d, in cui le popolazioni locali sono influenzate da ancestrali fratture tribali e religiose.<\/p>\n<p>Diversi <a href= \"http:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/03932729.2016.1192339?tokenDomain=eprints&#038;tokenAccess=VhBiTskJirI75ifGsyVG&#038;forwardService=showFullText&#038;doi=10.1080%2F03932729.2016.1192339&#038;doi=10.1080%2F03932729.2016.1192339&#038;journalCode=rspe20\" target= \"blank\"><b><u>studi accademici<\/u><\/b><\/a> hanno decostruito i termini utilizzati in queste analisi, nonch\u00e9 l\u2019<a href= \"http:\/\/nationalinterest.org\/feature\/there-no-thirty-years-war-the-middle-east-17513 \" target= \"blank\"><b><u>immagine che tendono a convogliare<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Il focus di questo articolo \u00e8 distinto ma strettamente connesso a questi aspetti: quanto la regione sta vivendo non dovrebbe in alcun modo essere percepito come qualcosa a \u201cnoi\u201d di estraneo, o esterno. A confermare ci\u00f2 non \u00e8 &#8211; o almeno non soltanto &#8211; un passato relativamente lontano, bens\u00ec un presente che ostacola la costruzione di un futuro sostenibile.<\/p>\n<p><b>Non (solo) il passato<\/b><br \/>Le risorse naturali (petrolio, oro, gas ecc) presenti nella quasi totalit\u00e0 dei Paesi africani e in un numero significativo di stati nel Mediterraneo orientale sono <a href= \"https:\/\/panamapapers.icij.org\/20160725-natural-resource-africa-offshore.html\" target= \"blank\"><b><u>pilotati attraverso societ\u00e0 off-shore<\/u><\/b><\/a> che, in larga misura, sono collegate a imprese e uomini d\u2019affari operanti in Europa e in America.<\/p>\n<p>Come hanno confermato i documenti emersi dai <a href= \"https:\/\/panamapapers.icij.org\/20160403-panama-papers-global-overview.html\" target= \"blank\"><b><u>Panama Papers<\/u><\/b><\/a>, i paradisi fiscali sono utilizzati come strumenti volti a prosciugare le ricchezze naturali di alcuni dei Paesi pi\u00f9 poveri del mondo.<\/p>\n<p>Le risorse naturali sono oggi sempre pi\u00f9 drenate dall\u2019<a href= \" https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EPyss74rN4I\" target= \"blank\"><b><u>economia civile verso quella militare:<\/u><\/b><\/a> anche in questo caso diversi attori europei svolgono il ruolo di co-protagonisti nell\u2019intero processo. <\/p>\n<p>Basti pensare che l\u2019equivalente di un <a href= \"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EPyss74rN4I\" target= \"blank\"><b><u>miliardo e 350 milioni di euro<\/u><\/b><\/a> in fucili, lanciarazzi, mitragliatrici pesanti, mortai e armi anti-carro sono attualmente esportati dall\u2019Europa (Balcani in primis) verso il Medio Oriente: una percentuale significativa di essi sono utilizzati dai gruppi operanti in Siria e Yemen.<\/p>\n<p>\u00c8 degno di nota che nel corso del 2015 le esportazioni di armi tedesche <a href= \"http:\/\/www.zeit.de\/wirtschaft\/2016-07\/ruestungsexporte-waffenindustrie-deutschand-ausfuhren-steigerung\" target= \"blank\"><b><u>sono raddoppiate<\/u><\/b><\/a>: Arabia Saudita e Qatar risultano essere due dei principali mercati di riferimento.<\/p>\n<p>Dati simili sono pertinenti anche per quanto concerne la <a href= \"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/aug\/20\/britain-cashing-in-middle-east-weapons-sales-saudi-arabia-yemen?CMP=share_btn_tw\" target= \"blank\"><b><u>Gran Bretagna<\/u><\/b><\/a> e diversi altri <a href= \"https:\/\/www.caat.org.uk\/resources\/export-licences\/licence?rating=Military\u00aeion=Saudi+Arabia&#038;date_from=2015-04&#038;date_to=2016-03\" target= \"blank\"><b><u>paesi europei<\/u><\/b><\/a> (da anni l\u2019Italia non rende noti all\u2019Ue i <a href= \"http:\/\/www.enaat.org\/export\/licence.en.html\" target= \"blank\"><b><u>dati sulle consegne<\/u><\/b><\/a>: ci\u00f2 contribuisce a ostacolare il calcolo delle operazioni effettivamente condotte).<\/p>\n<p>Il \u201ccontributo\u201d proveniente dall\u2019altra sponda dell\u2019Atlantico non \u00e8 meno considerevole. Nei primi sei anni dell\u2019amministrazione Obama (\u201c<a href= \"http:\/\/www.nybooks.com\/articles\/2016\/08\/18\/the-drone-presidency\/\" target= \"blank\"><b><u>The Drone Presidency<\/u><\/b><\/a>\u201d), gli Stati Uniti hanno stipulato accordi per vendere in tutto il mondo oltre 19miliardi di dollari in armamenti: <a href= \"https:\/\/www.thenation.com\/article\/the-obama-administration-has-sold-more-weapons-than-any-other-administration-since-world-war-ii\/\" target= \"blank\"><b><u>pi\u00f9 di ogni altra amministrazione americana <\/u><\/b><\/a> dalla seconda guerra mondiale a oggi.<\/p>\n<p>A Washington \u00e8 riconducibile il 33% delle vendite di armi a livello mondiale e il <a href= \" http:\/\/mondoweiss.net\/2016\/08\/americas-fist-middle\/?utm_source=Mondoweiss+List&#038;utm_campaign=666417c9f4-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&#038;utm_medium=email&#038;utm_term=0_b86bace129-666417c9f4-398430449&#038;mc_cid=666417c9f4&#038;mc_eid=536cf03e70 \" target= \"blank\"><b><u>Medio Oriente <\/u><\/b><\/a> rappresenta la principale destinazione di una larga maggioranza di esse (con l\u2019Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti in cima alla lista delle esportazioni e l\u2019Iraq e l\u2019Egitto tra i primi dieci mercati).<\/p>\n<p>Particolarmente devastanti sono stati gli effetti delle bombe (in larga parte di <a href= \" http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2016\/08\/22\/news\/ecco-dove-colpiscono-le-bombe-made-in-italy-1.280811?ref=HRBZ-1 \" target= \"blank\"><b><u>fabbricazione italiana<\/u><\/b><\/a>) e dei missili forniti ai sauditi per la loro guerra in Yemen, dove <a href= \"http:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2016\/08\/300000-children-hungry-yemen-160803074103029.html\" target= \"blank\"><b><u>pi\u00f9 di 370 mila bambini<\/u><\/b><\/a> rischiano al momento di morire di fame.<\/p>\n<p><b>Droni, visti dagli \u201caltri\u201d<\/b><br \/>La questione dei droni armati nel contesto mediorientale richiede una particolare attenzione. Non disponiamo ancora di <a href= \"http:\/\/www.e-ir.info\/2016\/08\/23\/the-precision-of-drones-problems-with-the-new-data-and-new-claims\/?utm_source=MadMimi&#038;utm_medium=email&#038;utm_content=Weekly+Roundup+from+E-International+Relations&#038;utm_campaign=20160818_m133590214_Weekly+Roundup+from+E\" target= \"blank\"><b><u>dati definitiv<\/u><\/b><\/a>i sull\u2019impatto dei droni armati nella regione. \u00c8 tuttavia acclarato che molte di queste operazioni sono effettuate senza il consenso dei Paesi interessati, n\u00e9 autorizzazioni del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu.<\/p>\n<p>Numerosi studi hanno inoltre mostrato che una percentuale elevata &#8211; pari in alcuni casi a circa il <a href= \"http:\/\/www.huffingtonpost.com\/entry\/civilian-deaths-drone-strikes_us_561fafe2e4b028dd7ea6c4ff\" target= \"blank\"><b><u>90% del totale<\/u><\/b><\/a> &#8211; degli omicidi extragiudiziali compiuti dai droni in alcune aree di paesi come l\u2019Afghanistan, il Pakistan, lo Yemen e la Somalia era\/\u00e8 composta da <a href= \"https:\/\/airwars.org\/civcas-2015\/\" target= \"blank\"><b><u>civili<\/u><\/b><\/a> (\u201cmorti collaterali\u201d).<\/p>\n<p>Come notato da Audrey Cronin in <a href= \"http:\/\/chicago.universitypressscholarship.com\/view\/10.7208\/chicago\/9780226258195.001.0001\/upso-9780226258058\" target= \"blank\"><b><u>Drones and the Future of Armed Conflict<\/u><\/b><\/a>, in genere i gruppi terroristici non vengono sconfitti attraverso degli interventi militari, bens\u00ec quando si riesce a isolarli dalle comunit\u00e0 che possono potenzialmente sostenerli.<\/p>\n<p>Per molti versi la \u201cguerra globale dei droni\u201d, a cui anche <a href= \"http:\/\/www.theverge.com\/2014\/4\/25\/5652804\/saudi-arabia-has-joined-the-global-drone-arms-race\" target= \"blank\"><b><u>la Cina<\/u><\/b><\/a> sta contribuendo in modo considerevole, sta ottenendo l\u2019effetto opposto. Quanti sono a favore dell\u2019uso dei droni, ha testimoniato Radhya al-Mutawakel, direttrice di un\u2019organizzazione per i diritti umani (Mwatama) basata a Sana\u2019a, \u201cli descrivono come armi precise e tecnologicamente avanzate che limitano le possibilit\u00e0 di colpire civili. <a href= \"https:\/\/www.opendemocracy.net\/arab-awakening\/radhya-al-mutawakel\/covert-drone-war-in-yemen\" target= \"blank\"><b><u>Noi, yemeniti, non siamo d\u2019accordo<\/u><\/b><\/a>. I droni non portano n\u00e9 pace n\u00e9 sicurezza. Portano morte, distruzione, sofferenza, perdita di vite umane e ne comportano un irreparabile stravolgimento per generazioni\u201d.<\/p>\n<p>Sovente queste e altre considerazioni trovano scarso eco negli <a href= \"http:\/\/www.nytimes.com\/2016\/08\/08\/us\/politics\/think-tanks-research-and-corporate-lobbying.html?smprod=nytcore-iphone&#038;smid=nytcore-iphone-share&#038;_r=1\" target= \"blank\"><b><u>studi condotti<\/u><\/b><\/a> sull\u2019uso di varie armi (droni armati inclusi) esportate nella regione. Non pochi di questi lavori sono risultati essere fortemente <a href= \"http:\/\/fair.org\/home\/nyt-reveals-think-tank-its-cited-for-years-to-be-corrupt-arms-booster\/\" target= \"blank\"><b><u>influenzati<\/u><\/b><\/a> da <a href= \"http:\/\/www.nytimes.com\/interactive\/2016\/07\/24\/us\/politics\/document-CSIS.html?_r=0\" target= \"blank\"><b><u>donatori privati mossi da specifici interessi <\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p> <b>Cui prodest?<\/b><br \/>\u00c8 lecito chiedersi &#8211; da una prospettiva comparata che tenga conto del retaggio storico della regione &#8211; se queste politiche abbiano portato un qualche beneficio, o una sia pur limitata stabilizzazione della regione. Una delle possibili risposte \u00e8 rintracciabile nei dati forniti dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, stando ai quali gli \u201cincidents of terrorism\u201d verificatisi dall\u2019inizio della \u201cguerra al terrore\u201d (2001) sono aumentati del <a href= \"http:\/\/www.globaltruth.net\/the-war-on-terror-has-created-6500-more-terrorism\/\" target= \"blank\"><b><u>6500 per cento<\/u><\/b><\/a>: la met\u00e0 di essi sono avvenuti in Afghanistan e Iraq.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 appare ancor pi\u00f9 significativo qualora si consideri che, come confermato dal <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3533\" target= \"blank\"><b><u>Rapporto Chilcot<\/u><\/b><\/a>, l&#8217;intervento in Iraq &#8211; la cui destabilizzazione ha avuto un \u201ceffetto terremoto\u201d sull\u2019intera regione &#8211; era \u201cunnecessary\u201d, le base giuridiche per l\u2019azione militare erano \u201cfar from being satisfactory\u201d e la principale giustificazione per l\u2019attacco (possesso di armi di distruzione di massa) era fondata su dati fallaci.<\/p>\n<p>Troppo spesso i nostri media &#8211; e di riflesso larga parte dell\u2019opinione pubblica &#8211; tendono ad avvicinarsi alle lacerazioni che stanno interessando il Mediterraneo meridionale e orientale come qualcosa che riguarda popoli e paesi lontani, assuefatti a convivere con il terrore e in larga parte slegati dal \u201cnostro\u201d presente e passato.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario superare questa segregante interpretazione che divide la \u201cnostra storia\u201d dalla \u201cloro storia\u201d, aprendo la strada a un approccio pi\u00f9 umile verso i popoli della regione e il loro carico di sofferenza.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In numerosi articoli apparsi di recente su media europei e americani, ampie aree del Mediterraneo meridionale e orientale appaiono come luoghi lontani, per alcuni versi oscuri, a lungo caratterizzati da un\u2019atavica \u201cassoluta stagnazione\u201d, in cui le popolazioni locali sono influenzate da ancestrali fratture tribali e religiose. 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